Ján Bahýľ (25 maggio 1856-13 marzo 1916) lo slovacco che brevettò l’elicottero

Foto tratta da: vedanadosah.cvtisr.sk

L’ingegner Ján Bahýľ nacque a Zvolenská Slatina (allora Regno d’Ungheria, ora Slovacchia) il 25 maggio 1856, fu un inventore intraprendente nonché un pioniere dell’aviazione slovacca. Autofinanziò la sua prima invenzione che chiamò “carro armato a vapore” vendendola all’esercito russo.

Ján Bahýľ depositò diciasette brevetti inclusi: una mongolfiera con turbina e un ascensore per il castello di Bratislava.

Foto: Wikipedia

Nel 1869 Ján Bahýľ cominciò gli studi presso la scuola elementare del suo villaggio natale, e proseguì nella scuola secondaria dell’Accademia mineraria di Banská Štiavnicasi dove si diplomò in disegno tecnico. Dopo il diploma si arruolò nell’esercito ungherese dove venne destinato ai servizi tecnici. In questa posizione poté studiare all’accademia militare di Vienna dove nel 1879 si laureò diventando sottotenente. Durante il periodo trascorso nell’esercito sviluppò numerose invenzioni molte delle quali a carattere idraulico e bellico.

Progettò insieme a Anton Marschall la prima auto con motore a idrocarburi della Slovacchia: dal 1900, Bahýľ lavorò nella fabbrica per la produzione di automobili e pullman “Marschall” di Bratislava. Il proprietario, Anton Marschall, fornì a Bahýľ l’assistenza finanziaria necessaria e insieme iniziarono a costruire un nuovo modello di “elicottero“.

Foto tratta da: “eurocoinhouse.com

La prima testimonianza storica di un oggetto in grado di sollevarsi verticalmente nell’aria grazie alla rotazione di un’elica risale alla Cina del V secolo a.C.: un giocattolo costruito in leggerissimo legno di bambù e costituito da un’elica a due pale collegata a un bastoncino.

Vent’anni dopo Leonardo da Vinci, in un disegno del 1480 circa abbozza il progetto di una “vite aerea” che, nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto “avvitarsi” nell’aria, sfruttandone la densità similmente a quanto fa una vite che penetra nel legno… La macchina era immaginata come una vite senza fine.

Nel luglio 1754 l’inventore russo Michail Lomonosov espose all’Accademia russa delle scienze un piccolo birotore in tandem potenziato da una molla e inteso come mezzo per portare in quota strumenti meteorologici.

Nel 1783 il naturalista Christian de Launoy, con l’aiuto del suo meccanico Bienvenu, realizzò e presentò all’Accademia della Scienza di Parigi un giocattolo dimostrativo funzionante con due rotori controrotanti realizzati con piume di tacchino mosse da un archetto elastico metallico.

Nel 1859 per la prima volta l’idea delle eliche controrotanti venne accettata come brevetto su richiesta dell’inglese Henry Bright.

Nel 1863 fece seguito una simile registrazione di brevetti in Gran Bretagna e Francia da parte del visconte Gustave Ponton d’Amecourt. D’Amecourt chiamò i suoi modelli “hélicoptères” ed è per questo considerato l’inventore del termine.

Nel 1877 l’ingegnere italiano Enrico Forlanini riuscì a far sollevare fino all’altezza di circa 13 metri un modello di elicottero del peso di 3,5 kg con due rotori bipala coassiali controrotanti che utilizzvano un motore a vapore alimentato da una piccola caldaia portata ad alta pressione (attraverso un fornello che costituiva la base da cui il modello si involava e che restava a terra per non appesantirlo).

Negli anni 1900-1903 Ján Bahýľ costruì, nella fabbrica di carrozze di Marschall, dopo essere riuscito a ottenere un motore adatto, un modello di elicottero potenziato da un motore a combustione interna. Di questo elicottero, chiamato “Avion“, non si conosce molto: si dice avesse quattro ruote per una lunghezza di 6,5 metri, un motore e una costruzione di tubi metallici con un diametro di 90 mm. Il 5 maggio 1905 un elicottero decollò a Bratislava e ad un’altezza di 4 metri volò per 1.500 metri. L’esperimento fu anche registrato da un’organizzazione aeronautica internazionale. Il suo elicottero migliorato, successivamente, nel gennaio 1906, ottenne dall’ufficio brevetti ungherese un brevetto, il cosiddetto Sabadalmi Ieirás portava il numero 34 770).

Il futuro dell’elicottero è poi storia contemporanea e chissà quali altri sviluppi avrà.

Ján Bahýľ morì il 13 marzo 1916 e fu sepolto nel cimitero evangelico di Kozá brána a Bratislava. Nella lapide, che aveva progettato in precedenza, sopra il nome sul monumento c’è una bussola e un triangolo a parlare di lui per l’eternità.

Foto tratta da: “dobrodruh.sk

 

Selena Colusso Vio

 

 

 

 

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