Neonazi di Nitra condannati per la spedizione punitiva al Bar Mariatchi del 2013

Il tribunale distrettuale di Nitra ha condannato oggi tutte e cinque le persone accusate di aver provocato una rissa nel bar Mariatchi a Nitra sette anni fa. Quattro di loro hanno ricevuto pene tra 4 e 5 anni di galera, mentre per uno è stata emessa una sentenza di 12 mesi per il reato di rivolta con la sospensione della pena per due anni. L’avvocato degli imputati ha subito presentato ricorso contro il verdetto.

Il fatto risale all’ottobre 2013, quando un gruppo di uomini con la testa rasata di un vicino circolo Walhala di ispirazione neonazista ha iniziato una rissa al bar Mariatchi e picchiato diverse persone fuori dal locale. L’avvenimento, che scosse molta parte dell’opinione pubblica, fu registrato da una telecamera a circuito chiuso della polizia cittadina.

I frequentatori del Walhalla, ufficialmente un club di giocatori di carte ma in realtà ritrovo di simpatizzanti di estrema destra, si erano fatti notare da mesi per diversi episodi di violenza nella zona, con incursioni in particolare al Mariatchi Pub, un locale popolare nell’ambiente studentesco. Soltanto tre mesi dopo, nel gennaio 2014, il fatto arrivò a provocare un certo rumore quando il quotidiano Sme pubblicò il video dell’aggressione, ripreso dalla telecamera stradale posta proprio di fronte all’ingresso del locale,  in cui si vede chiaramente la grande violenza degli assalitori. Fino ad allora la polizia non aveva praticamente fatto nulla per risolvere la questione.

Il filmato mostrava un gruppo di giovani accorrere in massa al locale e poi aggredire a calci e pugni i clienti del bar Mariatchi. Nelle immagini si vedevano gli assalitori dare ripetuti calci alla testa a una delle vittime. A Capodanno 2013 lo stesso locale fu di nuovo teatro di una spedizione punitiva dei soci del Walhalla, che in quella occasione lasciarono il proprietario del Mariatchi con una gamba rotta.

Sulla questione intervenì anche il Procuratore generale che prese in mano il fascicolo ed emise le prime accuse, dopo avere accusato la procura regionale di Nitra di non essersi curata della faccenda e avere rimosso il capo procuratore. C’è da dire che sette anni per arrivare a una sentenza di primo grado sono troppi anche per una repubblica delle banane, considerando che il video era assai esplicito ed era stato acquisito subito come prova.

(Red)

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