Corte dei conti: la società statale MH Manažment è un pozzo senza fondo

La società MH Manažment, una società per azioni controllata dal ministero dell’Economia, non ha più scopo di esistere e andrebbe chiusa. Questo il verdetto di una verifica portata a termine dalla Corte dei conti slovacca – l’Ufficio supremo di controllo (NKÚ) – sulla società che gestisce le proprietà statali, ridotte oggi a un valore di poco meno di 250 milioni di euro. Il lavoro di MH era una volta svolto dal Fondo delle proprietà nazionali (FNM – Fond národného majetku), che ha gestito partecipazioni statali di miliardi di euro in diversi settori ed è stata protagonista durante le varie stagioni delle grandi privatizzazioni negli anni ’90 e nei 2000. È stata anche al centro di scandali come il famoso Gorilla, quando la presidente di allora si era incontrata con il capo del potente gruppo finanziario Penta in un appartamento “sicuro” nel centro di Bratislava proprio per discutere di privatizzazioni (e di provvigioni).

FNM aveva trattato privatizzazioni di grande valore come quelle di Slovenské elektrárne (venduta a Enel), la Telekom slovacca (andata ai tedeschi di Deutsche Telekom), le varie utility (gas, elettricità), la società di trasporto ferroviario merci Cargo, eccetera, e che a metà degli anni 2000 ha trattato la vendita dell’aeroporto di Bratislava, una operazione già conclusa ma che il nuovo governo di Robert Fico annullò nel 2006.

Secondo il rapporto di NKÚ, ora andrebbe chiusa anche MH Manažment, perché è ben lungi dal raggiungere il suo scopo originale, e nel frattempo si è mangiata decine di milioni di euro che sono finiti per scopi diversi da quelli istituzionali, principalmente in stipendi e consulenze milionarie. La Corte dei conti raccomanda al governo di far confluire a un ministero esistente le attività di MH.

Gli ispettori nel corso delle loro verifiche presso MH Manažment (dove MH sta per Ministero dell’Economia) hanno riscontrato diversi casi di cattiva gestione, ad esempio nel noleggio di uffici e auto, e ha identificato dei grossi rischi in 39 processi giudiziari in corso in cui è coinvolta la società, e che potenzialmente possono portare a spese enormi cui il bilancio di MH non è in grado di fare fronte. Il costo della sua gestione e dei servizi legali esterni ha sforato di diverse volte le entrate dell’azienda, dice NKÚ, notando che in una manciata di anni è stato consumato il 90% del capitale lasciato dal precedente FNM quando fu sciolto nel 2015.

All’inizio del 2016 MH Manažment aveva 39 milioni di euro in cassa, ma appena tre anni dopo, alla fine del 2018, erano rimasti soltanto 4 milioni di euro, e le entrate nel periodo dell’ente, derivanti da 52 società statali, erano state di soli 2,8 milioni di euro. Per non dire che il guadagno per lo Stato, dai trasferimenti di MH, ha di poco superato i 74 mila rueo. Il resto è stato consumato per il proprio funzionamento.

In passato, la direzione di MH Manažment ha speso 30 milioni di euro in servizi legali e controversie giudiziarie riguardanti le privatizzazioni. Ad esempio sulla cartiera Mondi SCP Ružomberok (regione di Žilina) e le Terme di Sliač (Kúpele Sliač, regione di Banská Bystrica). Quasi i due terzi dell’importo (19 milioni di euro) sono andati all’ufficio legale dell’avvocato Radomír Bžán, di cui abbiamo conosciuto anche la costosissima parcella dell’arbitrato tra lo Stato ed Enel relativo alla centrale elettrica di Gabčíkovo.

Con una nota, l’attuale gestione del ministero dell’Economia ha dichiarato che l’ispezione ha confermato i sospetti del ministro Richard Sulík sulla “tipica ruberia di Smer” e ha aggiunto che lo scioglimento di MH Manažment è sotto esame.

Nel portafoglio gestito da MH Manažment c’è ad esempio il 100% di diverse società di teleriscaldamento (a Bratislava, Zvolen, Žilina, Košice) e quote (dal 30 al 40%) di società di trasporto con autobus (le cosiddette SAD o in altri casi ARRIVA), la Slovak Lines (44%) o la Borsa valori di Bratislava (75%). Quanto al settore industriale vero e proprio, parliamo dell’industria meccanica, rimangono ormai poche briciole di un patrimonio enorme ereditato dallo Stato ceco-slovacco al momento della divisione trent’anni fa e venduto a investitori stranieri, spesso per valori di liquidazione. Come è il caso della Východoslovenské železiarne (VSŽ), oggi conosciuta come US Steel, la più grande acciaieria della regione e uno dei maggiori datori di lavoro in Slovacchia, ceduta negli anni ’90 per pochi spicci agli amici di Vladimír Mečiar e poi rivenduta nel 2000 agli americani.

(La Redazione)

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