Dedicato a chi non china la testa – Il racconto di Stefano Massini nella trasmissione “Piazza Pulita” de “La 7” del 16 gennaio 2020 che spiega:
- chi era Bruno Ielo,
- per chi e come si può proporre l’emissione di un francobollo…
Abbiamo pubblicato il video perché oltre che a tracciare un bellissimo profilo di Bruno Ielo (e onorare chi come Ielo non ha abbassato la testa) proponeva al Ministero dello Sviluppo Economico italiano di emettere un francobollo per ricordare l’ex carabiniere che decise di aprire una piccola tabaccheria nella periferia di Reggio Calabria: ma non lontana da questa tabaccheria ce n’era un’altra, ovviamente concorrente, protetta dalla criminalità locale; non dimentichiamoci che stiamo parlando di Calabria, terra di ‘ndrangheta. Tutti lo avevano consigliato di chiudere, ma lui non ha chinato la testa e per questo è stato assassinato.
Massini aveva usato parole pesanti:
«Bruno Ielo è morto semplicemente perché lo Stato non è stato in grado di garantire ciò che dovrebbe essere garantito a tutti: cioè di poter svolgere il proprio lavoro in un regime di libera concorrenza senza che qualcuno ti dica… chiudi perché qui in questa zona comando io! E Bruno è Morto!»
e continuava: «Oggi (ndr: era il 16 gennaio 2020) sono state arrestate appunto delle persone (ndr: per l’omicidio Ielo) ma soprattutto a me è venuta un’idea, e siccome ancora, fino a prova contraria, i tabaccai sono tenuti alla vendita dei valori bollati, cioè dei francobolli, mi è sembrata una bella idea che nei tabaccai di tutta Italia si potesse vendere … un francobollo intitolato a Bruno Ielo che non era uno con un gran testa, non era uno che ha tenuto testa a eserciti nemici, ma era uno che non ha abbassato la testa. Allora ho scoperto che … in Italia, si può proporre (qualunque cittadino lo può fare) l’emissione di un francobollo scrivendo al Ministero dello Sviluppo Economico e, per conoscenza, al Presidente della Repubblica: ecco la mia richiesta… perché intitolino un francobollo a un tabaccaio che c’ha lasciato la pelle perché non voleva abbassare la testa».
Ora non sappiamo se il Ministero dello Sviluppo Economico abbia accolto la proposta di Massini, o fosse già in programma, sta di fatto che oggi ha emesso un francobollo per la posta ordinaria, in occasione del terzo anniversario dell’uccisione di Bruno Ielo, assassinato dalla ‘ndrangheta il 25 maggio 2017 a Reggio Calabria.

Questi i dati ufficiali dell’emissione pubblicati oggi dal Ministero dello Sviluppo economico:
- Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente; grammatura: 90 g/mq; supporto: carta bianca, autoadesiva Kraft monosiliconata da 80 g/mq; adesivo: tipo acrilico ad acqua, distribuito in quantità di 20 g/mq (secco); formato carta 30 x 40 mm; formato stampa: 26 x 36 mm ; formato tracciatura: 37 x 46 mm; dentellatura: 11 effettuata con fustellatura; colori: cinque; tiratura trecentomila esemplari.
- Bozzettista: Claudia Giusto.
- La vignetta raffigura, un ritratto di Bruno Ielo in primo piano su una serie di francobolli italiani in cui spiccano quattro emissioni dedicate a vittime della mafia; in alto a sinistra, campeggia la caratteristica insegna delle rivendite dei Tabaccai contrassegnata dal n. 92 che contraddistingue la tabaccheria di Bruno Ielo e, in basso a destra, è riprodotta la bandiera italiana. Completano il francobollo la leggenda “BRUNO IELO” , le date “1951 – 2017” la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.
- Foglio: quarantacinque esemplari.
Il testo del bollettino illustrativo dell’emissione è firmato dalla figlia Daniela e dalla famiglia: ”Bruno per la sua grande onestà e per il suo continuo combattere per i valori in cui aveva sempre creduto – vi si legge – non ha voluto abbassare la testa. Uomo disponibile verso tutti, grande lavoratore con un grande cuore, capace di dimostrare il suo amore. La famiglia ha dei ricordi che non si potranno mai cancellare, anzi dal momento che lui non c’è più, i suoi modi di fare, di agire, di essere sono ancora più presenti perché ha lasciato un vuoto incolmabile”. (ANSA).
Proprio sabato avevamo pubblicato un articolo per ricordare la “Strage di Capaci” in cui perse la vita il magistrato Giovanni Falcone. La foto in primo piano di tale articolo è il soggetto di uno degli altri francobolli della serie definita “Vittime della mafia“, su cui ritorneremo in seguito:
Il francobollo ritrae gli eroici magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che persero la vita nello stesso anno 1992, nel decennale della loro scomparsa e lo riproponiamo in abbinamento.
A presto su questa rubrica, curata da Domynex
per info: [email protected]


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