Riforma delle pensioni e degli oneri fiscali: nasce una nuova commissione

Il Governo e le parti sociali hanno raggiunto un accordo sull’istituzione di una speciale commissione che, in collaborazione con i Ministeri delle Finanze e del Lavoro, affronterà la riforma del sistema pensionistico e di quello fiscale.

Lo ha annunciato il Ministro del Lavoro Milan Krajniak (Sme Rodina) al termine della prima riunione del Consiglio economico e sociale.

Mentre l’obiettivo a lungo termine dell’Esecutivo è duplice – migliorare il funzionamento di questi settori e rilanciare l’economia -, rimangono ancora da discutere le modalità di attuazione della riforma pensionistica, che potrebbe ispirarsi al modello tedesco, basato su un sistema assicurativo. Secondo Krajniak, l’introduzione di tale modello potrebbe rivelarsi un’utile soluzione in tempi di crisi.

Ma come funziona il sistema pensionistico in Germania, dove l’età pensionabile è fissata a 65 anni?

Il modello tedesco poggia su tre pilastri fondamentali:
l’assicurazione pensionistica pubblica obbligatoria per tutti i lavoratori dipendenti e per alcune categorie di autonomi, come artigiani, insegnanti, ostetriche, educatori, infermieri, artisti e pubblicitari;
l’assicurazione professionale, ovvero un sistema di finanziamento basato sulla contribuzione suddivisa in parti uguali tra datore di lavoro e lavoratore;
la previdenza privata per la vecchiaia, pianificata autonomamente attraverso un’assicurazione sulla vita o l’accantonamento di risparmi.

La presenza di 3 pilastri risulta oggigiorno essenziale per consentire al sistema di poter funzionare in modo sostenibile. In Germania, infatti, ogni generazione di lavoratori contribuisce al pagamento delle pensioni della generazione precedente. Questo significa che, per reggersi, l’intero sistema pensionistico necessita di un equilibrio tra i contributi delle persone attualmente occupate e le pensioni erogate. Il solo sistema pubblico, senza l’integrazione dei piani aziendali e privati, non potrebbe garantire l’erogazione di pensioni dignitose in seguito alla riduzione dei tassi di natalità, all’aumento della speranza di vita e all’incremento del tasso di disoccupazione.

Nei giorni scorsi, il presidente del Consiglio nazionale slovacco, Boris Kollár, ha firmato un memorandum d’intesa e di cooperazione con l’Unione pensionati per garantire agevolazioni quali il trasporto gratuito su bus e treni, l’abolizione dei cofinanziamenti per i medicinali, la tredicesima mensilità, sussidi per viaggi e trattamenti benessere.
Kollár intende in ogni caso mantenere tutti i benefici attualmente validi per i pensionati, anche se ha ammesso che la situazione attuale delle finanze pubbliche non è semplice e non è ancora chiaro se si troveranno i fondi per la il pagamento della tredicesima mensilità alla fine dell’anno.
Infatti, come ha precisato il Ministro delle Finanze, Eduard Heger (OĽaNO), tali fondi non sono ancora stati assegnati. Secondo Heger, si sarebbe trattato di una promessa elettorale da 477 milioni di euro già difficile da mantenere in condizioni di normalità. La pandemia avrebbe reso praticamente impossibile l’erogazione della tredicesima mensilità ai pensionati senza provocare una voragine nel bilancio dello Stato.

La coalizione di governo ha inoltre concordato l’avvio di un dialogo con le parti sociali sulle misure da adottare per migliorare l’ambiente imprenditoriale ed eventuali modifiche al codice del lavoro.
Nell’incontro della scorsa settimana non si è discusso solo di provvedimenti a lungo termine, ma anche di proposte concrete per salvare l’occupazione nell’attuale crisi economica. In particolare, governo e parti sociali intendono elaborare al più presto una proposta di proroga dei contratti a tempo determinato per tutelare temporaneamente circa 400 posti di lavoro a rischio, soprattutto nel settore automobilistico.

(Paola Ferraris)

Foto: vlada.gov.sk
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