Scarpe sulla riva… del Danubio – foto e video del giorno di Federico Loprencipe

Entrando nei vari siti che riguardano gli italiani in Slovacchia o a Bratislava ieri ho notato una bellissima foto che mi ha subito colpito. L’immagine pubblicata era quella che oggi abbiamo messo in primo piano e che abbiamo ritenuto di pubblicare come foto del giorno.

In realtà la foto era un video che pubblichiamo di seguito e, pur essendo scattata lungo il Danubio, non è stata fatta qui a Bratislava ma a Budapest. Abbiamo contattato l’autore con cui abbiamo ipotizzato una collaborazione in particolare in vista di possibili sviluppi del portale sull’area di Visegrad…

L’autore si chiama Federico Loprencipe, lo abbiamo invitato a presentarsi da solo e ci ha dichiarato:
Da sempre ho amato ed amo il contatto con la gente ed in effetti una passione trasformatasi in lavoro è stata quella del barman. Una passione fatta di colori, di sguardi, di sorrisi, attimi che spesso ho cristallizzato in un semplice “click”. Quello scatto che poi mi ha rapito facendomi appassionare anche alla fotografia. Vedere il mondo a modo mio, da dietro un’obiettivo o semplicemente dall’altra parte. Osservare il mondo con occhi diversi. Fermare in una fotografia il tempo.
Quell’attimo che può “da quel momento” ricordarmi il passato, quello che è stato o quello che immagino sia stato. Dietro ogni immagine vive una storia che a volte non conosciamo. L’importante è che tocchi il cuore. Il mio è di chi si ferma un attimo ad osservare quello scatto, quella immagine che sarà comunque sempre unica. La mia vita, il mio lavoro, tra la razionalità dei numeri e le mie passioni e quindi il fascino dei colori, o semplicemente di un bianco e di un nero.

Per chi volesse saperne di più:

questo il link al suo profilo Facebook: http://m.facebook.com/BARMANLPR/

questo il link al suo canale su Youtube “esploriamo l’Ungheria

http://www.youtube.com/channel/UCl31EBIMVexxdvBj8q4UrsA

La foto ritrae “Scarpe sulla riva del Danubio“, memoriale dell’Olocausto, opera del regista “János Can Togay” realizzato insieme allo scultore “Gyula Pauer“. Can Togay János (nato a Budapest il 27 agosto 1955 da genitori turchi) è un regista ungherese, sceneggiatore, attore, poeta, produttore, direttore culturale… che ha avuto un vasto impegno artistico in varie nazioni d’Europa… Gyula Pauer (anch’esso nato a Budapest il 28 febbraio 1941, dove è anche morto l’8 ottobre 2012) era un artista ungherese: pittore e scultore, nonché attore e regista.

L’installazione artistica è stata collocata in Budapest, a sud del parlamento ungherese, nella parte inferiore del Lungo Danubio, ed è stata inaugurata il 16 aprile 2005 nella Giornata ungherese della memoria per il 60º anniversario della Shoah. Quest’anno ne ricade pertanto il 75° anniversario, ma il memoriale è quantomai attuale: il mausoleo è stato costruito per ricordare le vittime degli eccidi perpetrati soprattutto contro ebrei e rom ungheresi.

L’opera è un gruppo scultoreo che raffigura delle scarpe poste sul ciglio della banchina della sponda del Danubio sul lato di Pest e ricorda il massacro di cittadini ebrei compiuto dai miliziani del Partito delle Croci Frecciate durante la seconda guerra mondiale. Così si chiamava la milizia del partito ungherese filonazista e antisemita delle “Croci frecciate” che collaborò con i nazisti nella deportazione e sterminio di migliaia di ebrei ungheresi. Dopo averli imprigionati nelle loro stesse case all’interno del ghetto di Budapest, i miliziani decisero di assassinare le proprie vittime in città. Gli ebrei venivano trascinati lungo il fiume Danubio, legati a gruppi di tre e uccisi con un colpo alla nuca; i loro cadaveri venivano gettati nel fiume… a molti venivano fatte togliere le scarpe…

La cosa che più mi ha sorpreso che sul post successivo al post dell’autore del video ce n’era un’altro che chiedeva aiuto per la ricerca in Bratislava dei “pinoli”, che non si trovano… ovviamente ognuno ha i propri di problemi.

La foto, il video e il post mi han fatto tornare alla mente una frase che un mio amico aveva appeso vicino alla porta di entrata o di uscita, a seconda…

La scritta era semplice, chiara:

” Mi lamentavo perché ero senza scarpe,

sono uscito e ho incontrato uno senza piedi “

Ora cari lettori potete capire anche perché ho pubblicato questa foto come foto del giorno. Da veneto-friulano ho imparato a non lamentarmi se non trovo la polenta a Bratislava… è dura lo so, ma almeno al giorno d’oggi nessuno ti fucila perché sei di un’altra religione.

Non voglio però essere frainteso la foto del giorno è stata pubblicata anche perché la riteniamo una foto d’autore, da premio e da esposizione: la luce, il contrasto, il soggetto, il primo piano, il paesaggio, il tema… (e potrei continuare) sono ottimi: complimenti  Federico (mandacene altre, meritano!): è uno di quelle foto che raccontano, purtroppo una storia di dolore e sofferenze, sia per i morti che per i vivi.

Tante volte, me ne rendo conto, soprattutto i giovani non sanno apprezzare ciò che con molta fatica e a  caro prezzo fatto di lacrime, sangue e morti abbiamo ottenuto: tra il 15 maggio e il 9 luglio 1944 si procedette con la deportazione e lo sterminio ad Auschwitz di oltre 430.000 ebrei dalle province e centri minori dell’Ungheria. Tra di essi era anche un gruppo di 25.000 ebrei che vivevano nei sobborghi di Budapest, ma la popolazione ebraica del centro di Budapest fu solo marginalmente toccata. Nell’ottobre 1944, il partito antisemita delle Croci Frecciate, guidato da Ferenc Szálasi, prese il potere in Ungheria. Cominciarono subito le violenze e gli eccidi contro gli ebrei a Budapest. L’8 novembre 1944, 76.000 ebrei di Budapest – uomini, donne e bambini – furono concentrati nei cantieri Ujlaki di Obuda, e da lì costretti a marciare a piedi verso i campi in Austria. Circa 300.000 soldati ungheresi e più di 600.000 civili sono morti durante la seconda guerra mondiale, includendo tra questi più di 400.000 ebrei e 28.000 rom.

Siamo ancora convinti che son solo delle scarpe vecchie abbandonate lungo il bel lungo Danubio, mute, inespressive, forse anche intralcianti, sicuramente fastidiose per la coscienza? Forse no!

Ma vediamo il video che merita essere visto e apprezzato al pari della foto.

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Arrivederci a presto per la prossima foto del giorno.

Loris Colusso

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