Čaputová nomina capo della Corte suprema. Šikuta: la magistratura in condizioni terribili

In occasione della sua nomina a presidente della Corte suprema, il giudice Ján Šikuta ha affermato che la magistratura slovacca è oggi in uno stato terribile. «Il fatto stesso che così tanti giudici di ogni grado siano stati sottoposti a procedimenti penali non ha precedenti in Europa», ha detto riferendosi ai recenti arresti per corruzione e abuso di potere per favorire gli interessi dell’uomo d’affari Marián Kočner. A complicare ancora di più lo stato della giustizia ci sono anche questioni più comuni come la durata media dei procedimenti giudiziari, i ritardi e la mancanza di certezza del diritto nelle sentenze. Tutti argomenti che fanno sì che l’opinione pubblica si fidi ormai molto poco della giustizia. Egli intende fissare sulla carta le sue idee in un “Piano d’azione per la purificazione della giustizia”, un documento che vuole poter al più presto discutere con gli esperti del settore giudiziario.

Il nuovo capo della Corte Suprema, che ha rappresentato la Slovacchia alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) a Strasburgo tra il 2004 e il 2015, è stato nominato il 20 maggio dalla presidente Zuzana Čaputová, dopo che il Consiglio giudiziario lo aveva eletto la scorsa settimana con il sostegno di dodici dei diciassette componenti, dopo ripetuti tentativi falliti. La Corte era senza capo dall’ottobre dell’anno scorso, quando era finito il mandato di Daniela Švecová; nel marzo di quest’anno, tra gli arrestati per i rapporti con Kočner c’era anche la vice presidente della stessa Corte suprema Jarmila Urbancová. La Corte Suprema è l’organo supremo della magistratura, che decide sui ricorsi contro le sentenze (o altre decisioni) emesse da tribunali inferiori. Nell’ambito della sua competenza garantisce un’interpretazione uniforme delle leggi da parte dei tribunali.

Ján Šikuta, specializzato in diritto civile, è giudice della Corte suprema dal 2015. Dal 2016 è membro del gruppo di lavoro congiunto delle Corti supreme delle repubbliche ceca e slovacca per la metodologia di unificazione per il risarcimento del danno morale. È docente presso diverse istituzioni educative nazionali e internazionali di giudici e pubblici ministeri (Accademia giudiziaria della Repubblica Slovacca, Accademia giudiziaria della Repubblica Ceca, Rete europea di formazione giudiziaria dei giudici e dei pubblici ministeri europei).

Tra le sue priorità vi saranno le posizioni vacanti delle cariche giudiziarie presso la Corte suprema, che è stata recentemente lasciata da 20 giudici (un quarto del totale), e lui intende scegliere tra il meglio di quello che la categoria può offrire. Šikuta intende migliorare la gestione della comunicazione della Corte sia con l’opinione pubblica che con il resto delle istituzioni. Quando gli è stato chiesto se intendeva spingere i giudici a giustificare personalmente le loro decisioni, il nuovo presidente ha risposto che se una sentenza è sufficientemente giustificata nel giudizio non ha bisogno di ulteriori spiegazioni. Ecco perché considera essenziale la qualità dei giudizi, anche se non è contrario all’idea che i giudici spieghino le loro decisioni personalmente.

La presidente Čaputová ha elogiato l’esperienza internazionale di Šikuta, che dovrà prendere molte decisioni difficili. «Il recupero della magistratura richiederà un impegno straordinario e deve essere visto dall’alto per produrre risultati. La gestione coscienziosa del più importante tribunale generale in Slovacchia è essenziale affinché i nostri cittadini possano acquisire fiducia nella giustizia di tutti i tribunali. Senza un forte legame di fiducia del pubblico nella professionalità, integrità e qualità della Corte suprema e dei suoi giudici, non si può pretendere che i tribunali inferiori godano di tale fiducia. La Corte suprema, in quanto organo supremo, stabilisce gli standard».

Secondo il ministro della Giustizia Mária Kolíková (Za ľudí), che nelle settimane precedenti aveva provveduto al cambio di diversi membri del Consiglio giudiziario, Šikuta porterà alla posizione di presidente della Corte suprema i valori della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) dove ha lavorato come giudice per molti anni. Temi come l’accesso alla giustizia e il rispetto dei diritti umani, ha detto, sono necessari nella riforma e nella pulizia della magistratura, che sottolinea anche l’importanza della comunicazione tra il ministero della Giustizia e la Corte suprema. Kolíková ha detto che al Ministero «stiamo preparando alcuni cambiamenti fondamentali nella legislazione», progetti di legge sui quali vorrebbe anche il contributo della Corte suprema.

(La Redazione)

Foto prezident.sk

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