Coronavirus: il Centro di ricerca biomedica SAV raddoppierà il numero dei test

Attualmente il Centro di ricerca biomedica dell’Accademia slovacca delle scienze (SAV) sta effettuando 386 test al giorno per la diagnosi del coronavirus, collaborando strettamente con l’Ufficio di sanità pubblica. Grazie ad una donazione di 500.000 euro da parte della Fondazione di Slovenská Sporiteľňa, potrà presto raddoppiare tale numero ed avere inoltre a disposizione i reagenti necessari per l’isolamento dell’RNA virale.

Uno dei modi più efficaci per individuare e combattere il coronavirus rimane il tampone. Tuttavia, il rilevamento del virus è un’operazione tecnicamente complicata. Con l’utilizzo di un nuovo dispositivo sarà possibile analizzare fino a 736 campioni biologici, in tempi piú rapidi e con il coinvolgimento di un minor numero di tecnici di laboratorio. Come ha spiegato il direttore del Dipartimento di Ecologia dei patogeni, Boris Klempa, il dispositivo specializzato consentirà di accelerare la procedura di estrazione dell’RNA da campioni clinici, senza il rischio di errori e in modo assolutamente standardizzato.

In questo modo il Centro di ricerca biomedica di SAV potrà rafforzare anche la propria posizione a livello internazionale nel settore dell’analisi e diagnosi virologica, ha detto Róbert Mistrík, membro dell’unità centrale di crisi.
“La Slovacchia dovrà eseguire numerosi test nei prossimi mesi per un riavvio responsabile della vita sociale e dell’economia”, ha dichiarato Peter Krutil, membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione di Slovenská sporiteľňa e amministratore delegato della banca. “Credo che grazie al nuovo dispositivo speciale utilizzato dall’Accademia delle scienze slovacca in questi giorni, ci riuscirà”.

Nonostante la situazione epidemiologica in Slovacchia sia attualmente buona, i test per controllare l’andamento dell’infezione dovranno essere eseguiti per lungo tempo. Gli scienziati del Centro SAV ritengono che il dispositivo sarà utilizzato efficacemente nella ricerca virologica per migliorare la nostra preparazione di fronte ad infezioni causate da nuovi virus.

(Paola Ferraris)

Foto: Katarína Acél Gáliková

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