Disoccupazione in forte aumento in aprile: il tasso sale al 6,57%

Nel mese di aprile di quest’anno il tasso di disoccupazione registrato ha raggiunto il 6,57% in Slovacchia. Un livello che ha chiaramento risentito dello stato di emergenza nazionale e del generale rallentamento di molte imprese, quando non del fermo totale, e nonostante le misure anti-licenziamento preparate dal governo e velocemente approvate dal Parlamento. Provvedimenti che il governo ha deciso ieri di prorogare per sostenere la conservazione dell’occupazione fornendo un aiuto ai datori di lavoro e ai lavoratori autonomi colpiti dalla crisi.

I dati pubblicati dal Centro nazionale per il lavoro (UPSVaR) indicano che il tasso di aprile è superiore a quello di marzo dell’1,38% ed è aumentato su base annua di 1,67 punti rispetto all’aprile 2019. In netto aumento il numero di persone in cerca di lavoro immediatamente disponibili: sono oltre 180 mila le persone iscritte nei registri degli uffici locali del lavoro, quasi 38 mila in più rispetto a marzo. Su base anua questo numero è aumentato del 34,10%. Il calcolo del tasso di disoccupazione rispetto al totale delle persone in cerca di lavoro ha raggiunto il 7,43%, l’1,22% in più di marzo e in aumento dell’1,38% sull’aprile dell’anno scorso.

In tutte le regioni si è registrato un aumento della disoccupazione, soprattutto nella regione di Prešov, dove è attualmente del 10,37%, a Banská Bystrica (8,71%) e Košice (8,96%), tutte regioni che hanno superato la media nazionale.

Nel frattempo, il mese di aprile ha mostrato un notevole decremento del numero di posti di lavoro disponibili, che erano 73.602, ovvero 11 mila in meno del mese precedente.

Secondo gli analisti il tasso di disoccupazione può ancora aumentare nei prossimi mesi. L’analista Lubomir Kornsnak di UniCredit Bank si aspettava un aumento meno importante ad aprile degli iscritti nei registri, forse dovuto a un maggiore afflusso di lavoratori autonomi che sono stati più colpiti dalla crisi. Ma peggio andrà, dice, nei mesi di  maggio-giugno, dopo la scadenza dei periodi di preavviso per i licenziamenti già avviati. Del resto, anche il ministero del Lavoro è cosciente che le conseguenze della “coronacrisi” si vedranno nella loro interessa solo nei prossimi mesi. Anche per il ministero maggio sarà un mese nero.

(Red)

Foto igorovsyannykov CC0

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