Quarantena “smart”, partito test interno. L’app sarà disponibile in settimana

La “quarantena intelligente” (ekaranténa) annunciata la scorsa settimana dal governo, approvata dal Parlamento il 15 maggio con procedura accelerata e firmata dalla presidente Čaputová ieri, non è ancora entrata in funzione. Ieri è partito un test interno per verificarne le funzionalità, che prenderà alcuni giorni. Secondo l’annuncio odierno del primo ministro Matovič, fatto con un briefing pochi minuti fa per i giornalisti dal valico di frontiera di Jarovce-Kittsee, il principale ingresso in Slovacchia dall’Europa occidentale, l’app sarà operativa da venerdì, e la Slovacchia diventerà così il terzo paese dell’Unione Europea ad avere questo sistema di quarantena intelligente. «Ci sono ancora paesi in Europa che hanno un grosso problema con il virus, e noi dobbiamo proteggere la nostra popolazione», ha detto Matovič, che ieri aveva presentato i dettagli della Fase 4 post-Covid, con l’alleggerimento di molte restrinioni che inizierà mercoledì e permetterà un certo ritorno alla normalità.

Il sistema, che sarà volontario e alternativo alla quarantena obbligatoria in una struttura dello Stato, è basato su una applicazione da scaricare sul proprio smartphone, che permetterà di localizzare in qualsiasi momento il suo possessore. Gli utenti dovranno concedere l’accesso ai dati dell’app mobile sulla posizione del telefono cellulare in qualsiasi momento, accettare la ricezione di notifiche nonché il riconoscimento facciale e consentire il salvataggio di una foto biometrica del volto dell’utente quando richiesto.

Permetterà agli slovacchi che ritornano dall’estero di passare il periodo di isolamento di 14 giorni nella propria abitazione, anziché dover alloggiare obbligatoriamente nei centri di quarantena statali, dove devono passare anche diversi giorni prima di essere sottoposti al test per Covid-19, e poi altri giorni per attenderne i risultati. Solo con test negativo al contagio si può uscire dai centri statali e proseguire il viaggio per casa propria, dove comunque si dovrà continuare l’isolamento per i giorni rimanenti di quarantena.

Questo sistema, che potrebbe porre qualche dubbio sul trattamento della privacy, farebbe risparmiare soldi allo Stato e andrebbe ad alleviare forze dell’ordine, militari, vigili del fuoco, sanitari e altre categorie di operatori, parliamo di centinaia di persone oggi impegnate nel gestire e sorvegliare tali strutture. Strutture che peraltro sono piuttosto piene. Il sistema di monitoraggio smart eviterà di dover preparare altre strutture per la quarantena obbligatoria da parte degli organi dello Stato, con ulteriori spese e impegno di personale.

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Il ministro della Salute Marek Krajčí ha garantito che l’app non verrà utilizzata per sorvegliare le persone. L’ufficio regionale dell’Autorità di salute pubblica riceverà informazioni dall’app solo quando la quarantena viene in qualche modo violata. In questo caso si rischia fino a 1.650 euro di sanzione amministrativa, (o 1.000 euro sul posto). Secondo il ministro l’autorità non sarà comunque in grado di conoscere la posizione del dispositivo, ma verrà solo a conoscenza del fatto che non si trova nel luogo designato per l’isolamento.

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Giorni fa la Corte costituzionale, interpellata in tal senso dal partito di opposizione Smer-SD, ha sospeso la modifica della legge sulle telecomunicazioni che avrebbe consentito all’Autorità di salute pubblica di accedere ai dati degli operatori di telecomunicazioni per verificare gli spostamenti delle persone. Il tribunale ha sospeso le parti della legge che riteneva troppo vaghe o insufficienti nel fornire garanzie contro l’abuso di dati personali da parte delle autorità statali. Smer aveva lamentato la violazione della legge sulla privacy e del diritto alla protezione dei dati personali.

(La Redazione)

Foto pxfuel CC0

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