Quasi metà delle famiglie hanno visto un reddito inferiore causa coronavirus

Secondo un sondaggio condotto da Ipsos Slovakia le persone in Slovacchia sono più ottimiste riguardo alla situazione della pandemia rispetto a qualche settimana fa. Dopo un primo allentamento delle misure contro la diffusione del coronavirus e il fatto che negli ultimi giorni si sono registrati solo pochi nuovi casi di contagio la sensazione di minaccia è diminuita. Meno di due terzi (62%) delle persone ha dichiarato di sentirsi personalmente a rischio di infezione, un calo significativo rispetto alle indagini precedenti di inizio e fine marzo, quando era rispettivamente il 78 e 82% del campione a sentirsi molto, relativamente o poco minacciato dal prendere il contagio. Tra tutti, gli anziani di età superiore ai 65 anni sono sempre la categoria che si sente maggiormente a rischio, mentre è salita la consapevolezza del rischio tra i giovani fino a 29 anni, che inizialmente non sembravano minimamente toccati dalla questione.

La crisi intanto ha colpito le entrate di quasi la metà delle famiglie slovacche: il 45% di loro afferma di avere registrato un calo di reddito. L’8% delle famiglie parla di oltre la metà delle entrate venute meno. Minori introiti vengono registrati soprattutto tra i lavoratori autonomi e i dipendenti di aziende con meno di 16 lavoratori. Tuttavia, ora meno di un quarto della popolazione percepisce la pandemia come una minaccia al proprio lavoro o sostentamento. Alla fine di marzo era metà dei partecipandi all’indagine a mostrare preoccupazioni a questo riguardo.

Allo stesso tempo, un numero crescente di slovacchi considera bassa la minaccia del coronavirus per il proprio sostentamento. Alla fine di marzo lo pensava uno slovacco su due, oggi uno su quattro.

Ma 6 famiglie su 10 sono state colpite da cambiamenti nella vita lavorativa, compresa la perdita di posti di lavoro. Tra le famiglie che hanno subito alcuni cambiamenti, nel 14% dei casi si è trattato della perdita di lavoro di uno dei membri della famiglia, mentre nel 3% delle famiglie uno dei suoi membri è stato costretto a interrompere l’attività come lavoratore autonomo (SZČO).

(Red)

Foto VUCBA cc by

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