Frontiere dell’Austria da ieri più aperte con Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria

Nel fine settimana l’Austria ha revocato i controlli sistematici alle frontiere interne di Schengen con Svizzera, Liechtenstein, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria. Le autorità di polizia austriache continueranno a fare controlli, ma più allentati, con i controlli delle pattuglie della polizia che saranno “casuali”, secondo quanto annunciato dal ministero dell’Interno. L’allentamento riguarderà in particolar modo la libera circolazione delle merci e dei pendolari che vivono a ridosso delle frontiere.

La frontiera tra Austria e Slovacchia

Malgrado la mossa austriaca, per gli slovacchi che attraversano il confine si applicano ancora tutte le misure obbligatorie, vale a dire un test negativo per COVID-19 non più vecchio di 4 giorni o una quarantena nazionale obbligatoria di 14 giorni. E per chi ritorna in Slovacchia attraverso le frontiere austriache i controlli rimangono invariati dalla parte slovacca, con l’obbligo di quarantena statale (salvo le poche eccezioni definite dall’autorità sanitaria, che proprio da oggi vengono ampliate). Anche i controlli alle frontiere interne Schengen della Slovacchia pochi giorni fa sono stati prorogati fino al 27 maggio. Il premier slovacco Matovičdice che «dobbiamo continuare a essere vigili e attenti» per non importare il virus da altri paesi limitrofi dove ancora ci sono molti più nuovi casi positivi, ha scritto sul suo profilo Facebook ieri.

Počet pozitívnych prípadov COVID-19 zo 16. mája:Slovensko 1💚Rakúsko 92Česko 49Maďarsko 56Poľsko 241Ukrajina…

Uverejnil používateľ Igor Matovic Nedeľa 17. mája 2020

La Slovacchia ha uno dei tassi di infezione più bassi in Europa. Fino a domenica sono solo 1.494 i contagi e 28 morti per coronavirus su una popolazione di 5,4 milioni di abitanti. Il governo attribuisce queste cifre estremamente favorevoli alle sue misure di protezione radicali, e insiste pertanto sull’isolamento dall’esterno.

Il ministro degli Esteri slovacco Ivan Korčok ha dichiarato oggi che discuterà l’apertura graduale delle frontiere slovacche con l’Austria e la Repubblica Ceca martedì in videoconferenza con le sue rispettive controparti dei paesi interessati del formato Austerlitz, dove al momento la situazione pandemica è comparabile a quella slovacca. Non si parla per il momento di valutare un allentamento delle restrizioni anche al confine con l’Ungheria.

La piena apertura delle frontiere tra Vienna, Praga e Bratislava potrebbe avvenire il 15 giugno.

E i confini tra Austria e Italia?

Vienna ha deciso per il momento di tenere chiusi i confini con l’Italia e la Slovenia, se non per motivi di lavoro e traffico merci. Per chi vuole entrare sul territorio austriaco dall’Italia rimane necessario presentare un esame che dimostri la negatività al virus Sars-Cov-2 o accettare il periodo di quarantena di quattordici giorni.

Sono tuttavia stati riaperti alcuni valichi di frontiera tra l’Italia e l’Austria, come riporta il sito dell’Ambasciata d’Italia a Vienna:

  • Achomitzer Alm
  • Arnoldstein (Dreiländereck)
  • Feistritzer Alm
  • Göriacher Alm
  • Kaltwassersattel
  • Kesselwald
  • Klein Kordin Alm
  • Nassfeldpass
  • Oisternig
  • Planja (Egger Alm)
  • Schlosshütte (Egger Alm)
  • Stallersattel
  • Straninger Alm
  • Timmelsjoch

Per un elenco dei valichi di frontiera ancora chiusi cliccare qui

L’Italia, un po’ a sorpresa, ha rotto gli indugi dopo un lungo periodo di lockdown e permetterà l’attraversamento libero di tutti i suoi valichi di frontiera a partire dal 3 giugno, senza controlli o autocertificazione, e senza obbligo di quarantena per chi entrerà nel paese. Roma si era fortemente opposta ai tentativi di trattative bilaterali tra Stati dell’UE per stabilire corridoi turistici preferenziali che avevano visto nei giorni scorsi il protagonismo di Croazia, Grecia e Bulgaria come destinazioni turistiche e i paesi dell’Europa centrale, e chiedeva invece regole valide per tutti gli Stati dell’UE. Con questa mossa si è smarcata dagli altri Stati membri tentando di recuperare il terreno perduto per cercare di salvare almeno in parte la stagione turistica.

Mercoledì la Commissione europea ha spinto per riaprire le frontiere interne e riavviare i viaggi e auspicato una riapertura “concertata” e “non discriminatoria” delle frontiere interne dell’Unione, raccomandando al tempo stesso che le frontiere esterne dell’Europa rimangano chiuse per la maggior parte dei viaggi almeno fino a metà giugno. La questione delle frontiere interne Schengen dell’Europa sarà discussa oggi nel consiglio dei ministri degli Esteri dell’UE che si terrà ancora una volta in videoconferenza.

Zagabria ha intanto aperto le sue frontiere ai cittadini dell’UE e di Schengen (senza quarantena obbligatoria) nel fine settimana, basta avere prenotato un alloggio in Croazia.

La Slovenia, dopo una prima apertura dei confini per i cittadini UE, ha poi precisato la necessità di negoziati bilaterali con gli Stati limitrofi e proseguirà a fare controlli alle frontiere. Solo chi è in possesso di un test negativo non più vecchio di 4 giorni può entrare nel paese.

(La Redazione)

Foto minv.sk

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