Dopo 160 anni, ancora oggi “Qui si fa l’Italia o si muore“

15 maggio 1860, esattamente 160 anni fa, località Pianto dei Romani, a poca distanza dall’abitato di Calatafimi Segesta si stava svolgendo la ormai famosa battaglia di Calatafimi. Da una parte i Mille, guidati da Giuseppe Garibaldi, aiutato da centinaia di “picciotti” siciliani, dall’altra le agguerrite e meglio attrezzate truppe borboniche (circa 3.000 soldati agli ordine del generale Francesco Landi). 

La foto (tratta da “oltrelalinea“) riporta la copertina del popolarissimo settimanale “Domenica del Corriere” e rappresenta appunto il comandante Garibaldi che, rivolgendosi al suo luogotenente, il generale Girolamo Bixio (più noto come “Nino Bixio“), secondo lo scrittore Giuseppe Cesare Abba, pronuncerebbe la celeberrima frase: “Qui si fa l’Italia o si muore“. Secondo la ricostruzione storica, viste le forze in campo, il generale Bixio propose a Garibaldi la ritirata, ma ottenne come risposta dal valoroso condottiero l’ordine di andare all’attacco e pronunciando la ormai famosissima frase.

Alcuni dicono che sia una bufala, un eccesso dello scrittore, abile nel romanzare…, ma visti i risultati e a quanto è poi diventata famosa poco importa. I garibaldini ebbero la meglio e un’altra pagina dell’Unità d’Italia, fu scritta.

Sospendiamo per un giorno nella rubrica di filatelia la pubblicazione del Catalogo e dell’Album Cecoslovacchia 1945, che continuerà nel magazine del weekend, per celebrare questo anniversario e parlare anche di questo bellissimo francobollo italiano che fa parte di un foglietto commemorativo emesso il 5 maggio 2010 in occasione del 150º anniversario della  partenza della spedizione dei Mille.

I quattro valori, stampati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (Officina Carte Valori), riproducono quattro dipinti ispirati allo storico avvenimento, e precisamente:

  • L’imbarco di Garibaldi a Quarto” (valore 0,60 euro), opera di Vincenzo Azzola conservata nelle collezioni del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino;
  • Lo sbarco a Marsala. 11 maggio 1860” (valore 0,65 euro), opera di autore ignoto conservata nella Fondazione Bergamo nella Storia – Museo storico di Bergamo;
  • La battaglia di Calatafimi” (valore 0,85 euro), dipinto di Remigio Legat esposto al Museo del Risorgimento di Milano;
  • L’Incontro di Teano tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II” (valore di 1 euro), opera di Pietro Aldi custodita presso il Palazzo Pubblico di Siena.

Sui francobolli non forniamo maggiori dettagli, visto e considerato che scrivendo in lingua italiana i nostri lettori appassionati sono in grado di reperire le informazioni da soli, a differenza di quanto potrebbe succedere per le emissioni cecoslovacche, slovacche, ceche, del Protettorato, ecc… per le quali, invece, ci proponiamo come un servizio gratuito per i nostri lettori.

Ci pareva doveroso ricordare questo anniversario sia per l’evento, ma anche per la celebre frase, pronunciata o non pronunciata che fosse, in questo momento terribile per la nostra nazione martoriata dalla pandemia di coronavirus che la rende quantomai attuale. In merito aggiungiamo, per concludere, che era proprio il caso di rispolverarla e attualizzarla.

Forza italiane e forza italiani, assieme ce la faremo a uscirne fuori !

Un saluto a tutti, ricordando a chi volesse seguirci giornalmente e ricevere gli aggiornamenti di

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Foto foglietto: MISE (Ministero Sviluppo Economico)

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