La Commissione europea presenta “raccomandazioni e orientamenti” per il rilancio del settore turistico

Consentire viaggi e vacanze in sicurezza e aiutare la ripresa del settore turistico sarà possibile in tempi di pandemia con un allentamento graduale e coordinato delle restrizioni tra aree e Paesi membri dell’UE che presentino situazioni epidemiologiche sufficientemente simili.
Per sostenere il rilancio del turismo europeo nel rispetto della salute e della sicurezza dei cittadini, mercoledì 13 maggio la Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen ha presentato un pacchetto di orientamenti e raccomandazioni per il settore del turismo e dei trasporti.

Il documento mira alla ripresa del settore del turismo, che rappresenta il 10% del PIL dell’UE (circa 1.400 miliardi di euro) e fornisce circa il 12% dei posti di lavoro dell’Unione. I cittadini europei che effettuano almeno un viaggio privato di piacere ogni anno sono circa 267 milioni, ovvero il 62% della popolazione. Durante la stagione estiva i residenti dell’UE spendono in media 190 miliardi di euro per le loro vacanze.
Il settore turistico è stato uno dei più duramente colpiti dalle dalle misure restrittive imposte a seguito della pandemia da coronavirus. L’Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO) prevede una riduzione degli arrivi internazionali compresa tra il 60 e l’80%, con perdite che oscilleranno tra gli 840 e i 1.100 miliardi di euro.

Il documento elaborato dalla Commissione europea comprende una strategia complessiva nel breve e nel lungo periodo, un approccio comune per il ripristino della libera circolazione tra i Paesi membri e lo sviluppo di protocolli sanitari per garantire la sicurezza dei viaggiatori, del personale addetto ai trasporti e delle strutture ricettive.
Nell’applicazione delle misure si dovranno tenere in considerazione anche le motivazioni di natura economica degli spostamenti, dando inizialmente priorità alle necessità dei lavoratori transfrontalieri. L’approccio dovrà inoltre essere flessibile e consentire l’immediata reintroduzione di adeguate misure di contenimento qualora la situazione epidemiologica dovesse peggiorare.

Si tratta di raccomandazioni che riguardano settori di competenza degli Stati membri, come le frontiere e la sanità. Per la Commissione è fondamentale l’applicazione del “principio di non discriminazione”, per evitare che eventuali accordi bilaterali possano svantaggiare alcuni Stati membri. Questo significa che se uno Stato membro decide di consentire i viaggi nel proprio territorio o in specifiche regioni del proprio territorio dovrebbe farlo in modo non discriminatorio, consentendo l’accesso ai viaggiatori che provengono da tutte quelle zone, regioni o Paesi dell’UE con una situazione epidemiologica e sanitaria simile.
La Commissione europea raccomanda agli Stati membri di utilizzare le informazioni del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), che aggiornerà una lista di aree a bassa circolazione del virus, e di applicare misure di contenimento e distanziamento durante i viaggi e ai valichi di frontiera.
Gli orientamenti contengono anche indicazioni sull’uso dei dispositivi di protezione individuale e su protocolli adeguati in caso di viaggiatori che presentino i sintomi dell’infezione da coronavirus.

Servizi turistici

La Commissione stabilisce criteri comuni per la ripresa graduale e in sicurezza delle attività turistiche, con l’adozione di protocolli sanitari per tutti i tipi di strutture ricettive – hotel, ristoranti, bar, camping – allo scopo di proteggere la salute degli ospiti e dei dipendenti. Tali criteri comprendono prove epidemiologiche, predisposizione di capacità sufficiente dei sistemi sanitari, sistemi di sorveglianza e monitoraggio e capacità di effettuare test e tracciamento dei contatti. La Commissione raccomanda alle strutture ricettive di fornire ai propri ospiti tutte le informazioni necessarie prima del loro arrivo.

Le app di tracciamento dei contagi

La Commissione europea ha reso noti anche gli orientamenti in materia di applicazioni per il tracciamento dei contagi, in modo che i cittadini possano essere allertati nel caso di una potenziale infezione da coronavirus durante i loro viaggi all’interno dell’UE. Nel documento si precisano anche i requisiti di tali applicazioni: “volontarietà, trasparenza, carattere temporaneo, cibersicurezza, uso di dati anonimizzati e della tecnologia Bluetooth, interoperabilità transfrontaliera e tra sistemi operativi”.

Buoni o rimborsi per l’annullamento del viaggio

In caso di annullamento di titoli di trasporto o di pacchetti turistici, la normativa UE prevede per i viaggiatori il diritto di scegliere tra buoni o rimborso in denaro. Ferma restando la validità di tale diritto, la raccomandazione della Commissione europea punta a promuovere l’opzione dei buoni rispetto al rimborso per i viaggi annullati a causa della pandemia, dati i gravi oneri finanziari per gli operatori turistici.
I buoni a carattere volontario dovrebbero avere un periodo minimo di validità di 12 mesi ed essere rimborsabili al massimo dopo un anno, in caso di mancato utilizzo. Inoltre, dovrebbero consentire ai passeggeri di viaggiare sulla stessa tratta alle stesse condizioni di servizio o garantire ai viaggiatori un pacchetto turistico con servizi dello stesso tipo o di qualità equivalente. Infine, i buoni dovrebbero anche essere trasferibili ad un altro viaggiatore.

 Gli aiuti di Stato per le imprese turistiche

La Commissione europea punta a sostenere il turismo con una serie di iniziative, quali la garanzia di liquidità per le imprese turistiche, in particolare le PMI, la salvaguardia dei posti di lavoro e la promozione dell’Europa come destinazione turistica sicura.
Le regole di flessibilità studiate per la normativa sugli aiuti di Stato potranno essere applicate anche al settore del turismo, per consentire agli Stati membri di introdurre schemi di garanzia per i buoni e liquidità immediata alle aziende dei settori dei viaggi e dei trasporti, nonché per soddisfare le richieste di rimborso. Per 100.000 piccole imprese colpite dalla crisi la Commissione mette a disposizione fino a 8 miliardi di finanziamenti del Fondo europeo per gli investimenti.

Sarà applicato al settore del turismo anche il piano SURE, preparato dalla Commissione per aiutare gli Stati membri a coprire i costi della riduzione dell’orario lavorativo e a salvaguardare i posti di lavoro, con un contributo finanziario fino a 100 miliardi di euro. La Commissione sostiene inoltre i partenariati tra i servizi per l’impiego, le parti sociali e le imprese per promuovere la riqualificazione professionale, in particolare dei lavoratori stagionali.

All’interno del pacchetto della Commissione trova spazio anche l’attività di promozione delle attrazioni e del turismo locali e dell’Europa come destinazione turistica sicura, attraverso un sistema di buoni “di sostegno” che permetterà ai viaggiatori e ai turisti di sostenere gli alberghi o ristoranti preferiti, il lancio di varie campagne di comunicazione paneuropee, la promozione di un ecosistema turistico europeo sostenibile, innovativo e resiliente (“l’Agenda europea per il turismo 2050″) e la trasformazione digitale dei servizi turistici.

Tre fasi

Per la revoca dei controlli alle frontiere sono previste tre fasi:
la “fase 0”, ovvero la situazione attuale, che prevede limitazioni ai viaggi non necessari, cioè quelli non motivati da esigenze di lavoro.
la “fase 1”, ovvero la prossima fase, che prevede l’allentamento graduale delle restrizioni e dei controlli al confine tra le regioni e gli Stati europei con un’evoluzione positiva della pandemia e situazioni epidemiologiche simili. In questa fase saranno consentiti i viaggi per ragioni professionali, personali e turismo.
la “fase 2”, che consentirà l’eliminazione di tutte le restrizioni e i controlli alle frontiere interne dell’UE, ma con l’applicazione di misure sanitarie per tutelare la salute dei viaggiatori.

Le condizioni per la riapertura delle frontiere e la libera circolazione saranno dettate, in ogni caso, dall’evoluzione della pandemia. I membri UE e la Commissione dovranno adeguarsi. “Finché il virus sarà in circolazione in mezzo a noi, la fine del confinamento e il turismo non saranno privi di rischi. Per evitare il più possibile nuovi focolai dobbiamo restare vigili, mantenere il distanziamento fisico e continuare ad adottare precauzioni sanitarie rigorose in tutto l’ecosistema turistico e dei trasporti”, ha dichiarato Stella Kyriakides, commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare. Non dobbiamo permettere che i nostri sforzi siano vanificati.

(Paola Ferraris)


Foto: Anna Shvets

Andrea Piacquadio
Rene Asmussen

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