Jugoslavia, 30 anni fa la partita che accese la miccia della guerra

Nella partita Dinamo Zagabria – Stella Rossa del 13 maggio 1990 – con la famosa ginocchiata di Boban – gli scontri tra tifoserie croate e serbe fecero capire quello che stava per accadere.

Nel 1990 la Jugoslavia stava vivendo gli ultimi mesi dei 45 anni trascorsi come paese unito dalla fine della Seconda guerra mondiale. Il carismatico e autoritario maresciallo Tito, capo della Repubblica Socialista jugoslava, era morto dieci anni prima e nessuno era riuscito a rimpiazzarlo. In un paese dalla storia lunga e complessa come pochi altri luoghi al mondo, formato da sei repubbliche e due provincie autonome, i partiti nazionalisti sfruttarono il momento, compresi gli effetti di una crisi economica che aveva indebitato lo stato e aumentato la disoccupazione, per promuovere le loro cause indipendentiste.

Nel gennaio del 1990 delegati sloveni e croati abbandonarono l’ultimo congresso dei comunisti jugoslavi, sancendo di fatto la fine del partito unico. Ad aprile si tennero le prime elezioni libere in Slovenia, la repubblica meno legata al governo centrale di Belgrado e in qualche modo “protetta” dai suoi legami storico-culturali con l’Europa occidentale. Il 6 maggio fu invece il giorno delle prime elezioni libere croate, vinte dal partito nazionalista del futuro presidente Franjo Tudjman. Entrambe le elezioni non vennero riconosciute dal governo centrale di Belgrado, dove l’emergente capo dei socialisti serbi, Slobodan Milošević, continuava a ribadire il dominio serbo. […]

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Foto jarmoluk CC0

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