La Corte Suprema ha un nuovo presidente, dopo otto mesi

Il Consiglio giudiziario ha eletto il giudice Ján Šikuta come presidente della Corte suprema della Repubblica Slovacca. Votato da dodici dei diciassette componenti del consiglio, Šikuta va a sedersi su una poltrona piuttosto calda che è rimasta vacante per oltre otto mesi. Nessuno ha votato per l’altro candidato, il suo avversario Ivan Ruman. Ora la sua nomina deve passare il vaglio della presidente della Repubblica Zuzana Čaputová per divenire effettiva.

Ján Šikuta ha rappresentato la Slovacchia presso la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) a Strasburgo per undici anni, tra il 2004 e il 2015. Se entrerà in carica considera per lui particolarmente prioritario il miglioramento della percezione della giustizia agli occhi della pubblica opinione. Ha ammesso che si tratta di una responsabilità importante, anche nei confronti dei nuovi membri del Consiglio giudiziario che non lo hanno sostenuto. Šikuta ha accennato, parlando ai media, alla situazione all’interno della magistratura, ultimamente colpita da scandali, corruzione e sfiducia collettiva, che richiederà misure concrete e molto lavoro e impegno nel corso dei quali egli si aspetta anche situazioni delicate e forse conflittuali. La pulizia della magistratura, ha detto, non è una questione di un giorno, ma un processo che deve essere preparato, gestito, trasparente e discusso. A suo parere un grande aiuto a rendere più credibile i magistrati sarebbe l’introduzione di dichiarazioni sulle proprietà dei giudici (alcuni «guadagnano 50 mila euro al mese e hanno proprietà per milioni, ma hanno intestato tutto a figli o genitori»), una età di pensionamento fissata per legge, («intorno ai 67 anni»), una riforma della mappa giudiziaria e una stringente valutazione dell’operato dei giudici, cosa di cui si discute da tempo.

Ci sono volute quattro sedute per eleggere il nuovo capo della Corte suprema, uno dei posti più importanti nella magistratura insieme alla presidenza della Corte costituzionale e del Consiglio giudiziario. I voti precedenti, che non hanno dato i risultati sperati, si erano svolti a settembre e novembre 2019 e poi a gennaio 2020. Le elezioni previste per la fine di marzo erano state rinviate e nel frattempo il nuovo governo di Igor Matovič, entrato in carica il 21 marzo, ha apportato modifiche al Consiglio giudiziario.

La magistratura slovacca sta attraversando quello che diversi osservatori definiscono un processo di pulizia. Le indagini sull’omicidio del giornalista Ján Kuciak e della fidanzata Martina Kušnírová hanno portato a una serie di rivelazioni sulle relazioni pericolose e indegne tra diversi procuratori e giudici e l’uomo d’affari senza scrupoli Marian Kočner. Numerosi messaggi trovati sul telefono di Kočner, sotto accusa per l’omicidio di Kuciak, hanno rivelato una vasta ragnatela di corruzione nei tribunali. In marzo un gran numero di giudici sono stati arrestati e accusati di corruzione e abuso del potere, e per diversi di loro è stata confermata la carcerazione preventiva. Tra questi anche la vice presidente della stessa Corte suprema Jarmila Urbancová, che gestiva il tribunale supremo dopo la fine del mandato della presidente di Daniela Švecová nell’ottobre 2019. Dopo l’arresto di Urbancová la nuova ministra della Giustizia Maria Koliková ha dato l’interim temporaneo al giudice Peter Szabo.

Il sito Aktuality ritiene un po’ sorprendente che a votare per Ján Šikuta siano stati anche due giudici che hanno scambiato messaggi con Marian Kočner attraverso la famigerata applicazione Threema, e non ha invece ricevuto i voti di alcuni giudici riformatori. Uno dei nuovi giudici da poco arrivati al Consiglio giudiziario, Juraj Kliment, che è giudice della Corte suprema e che non ha votato per nessuno dei candidati, ha dichiarato delusione per l’elezione di Šikuta, che e non cambierà molto per la pulizia e i cambiamenti attesi nella magistratura. Lui e altri membri del Consiglio giudiziario criticano il nuovo eletto per il suo passato, associato a Štefan Harabin (ex presidente della Corte suprema dal 2009 al 2014) e ai giudici che lo circondano.

(Red)

Immagine: B.Slovacchia
Foto Corte suprema

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