La guerra che verrà di Bertolt Brecht (Angolo della poesia)

Bertolt Brecht (nato ad Augusta il10 febbraio 1898) è stato drammaturgo, poeta, regista teatrale, compositore e saggista, fra i più noti della recente storia tedesca.

Visto la brevità della poesia la presentiamo subito, rinviando al dopo il resto del suo profilo e della sua biografia:

La guerra che verrà

La guerra che verrà non è la prima.
Prima ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente faceva la fame.
Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente.

Bertolt Brecht

Testo in lingua originale:

Der Krieg, der kommen wird

Der Krieg, der kommen wird
Ist nicht der erste. Vor ihm
Waren andere Kriege.
Als der letzte vorüber war
Gab es Sieger und Besiegte.
Bei den Besiegten das niedere Volk
Hungerte. Bei den Siegern
Hungerte das niedere Volk auch.

Bertolt Brecht

L’abbiamo scelta quale poesia da dedicare alla fine della Seconda guerra mondiale proprio perché Bertolt Brecht è stato uno degli artisti che più ha vissuto i due grandi conflitti che hanno sconvolto il mondo nel XIX secolo. Tra il 1914 e il 1915 scrisse alcuni componimenti, imbevuti di patriottismo, dove esalta il lavoro dei militari tedeschi in Belgio durante la Grande Guerra, e di entusiasmo per la guerra e per tutto ciò che è tedesco. Nel 1917 chiamato alle armi presta servizio militare, per solo un mese, come infermiere presso l’ospedale: questo mese gli è sufficiente per perdere ogni idea nazionalista e militare, anche osservando in quali condizioni erano ridotti i feriti del conflitto…

I cambiamenti di Bertolt Brecht si notarono nella famosa poesia Die Legende vom toten Soldaten (La leggenda del soldato morto), in cui il Kaiser Guglielmo II, non accettando la prematura scomparsa di un giovane combattente, decide di farlo “risuscitare” per arruolarlo nuovamente… Per questo poema Brecht nel 1923 entrò sulla lista nera del “Führer” alia Adolf Hitler (Führer fu il titolo che Adolff Hitler attribuì a sé stesso per legge nel 1934).

Nel 1943 il figlio Frank, ancora giovanissimo, durante la Seconda guerra mondiale, muore sul fronte russo.

Trasferitosi a Berlino si avvicina al cabaret e le poesie di questi anni hanno per tema: fame, miseria, degrado, ma in quel contesto Brecht manifesta una sincera attenzione per i poveri e per gli emarginati, moltissimi in quegli anni.

Nel 1924 si trasferì a Berlino, si sposò, ebbe la figlia Hanne e seguì il teatro. Nel 1928 compone la commedia “L’opera da tre soldi” su musica di “Kurt Weill” che andò in scena il 31 agosto e che divenne il maggior successo teatrale della Repubblica di Weimar (la denominazione non ufficiale con cui viene normalmente indicato il Reich tedesco nel periodo tra il 1919 ed il 1933).

Pubblichiamo una eccezionale interpretazione del grande Gigi Proietti di “Moritat – La ballata di Mackie Messer”:

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Nel 1933 la rappresentazione de “La linea di condotta” venne interrotta da un’irruzione della polizia e i produttori vennero accusati di alto tradimento. Il 28 febbraio, giorno successivo al rogo del Reichstag, Brecht, insieme con la moglie, il figlio Stefan ed alcuni amici, abbandonò Berlino. Egli al momento dell’avvento al potere di Hitler si trovava ricoverato all’ospedale e, senza neanche passare da casa sua, fece le valigie e fuggì prima a Praga e successivamente a Vienna, Zurigo e Parigi (dove andava in scena una sua opera)… Poi si rifugiò in Danimarca dove stette per cinque anni di esilio… Nel maggio del 1933 i suoi libri vennero messi al rogo. Dalla Danimarca passò nel 1939 in Finlandia, per poi andare nel 1941 in Unione Sovietica. Li si fermò poi si imbarca e il21 luglio del 1941 Brecht sbarca a San Pedro, in California ove si fermerà per altri 5 anni. Prima di rientrare nella sua Germania, in quel tempo divisa in due parti, si ferma un anno in Svizzera.

Nel 1948 ritornò insieme con la moglie, Helene Weigel, a Berlino Est, dove fondò il teatro “Berliner Ensemble” che diventò una delle più importanti compagnie teatrali europee e si dedicò soprattutto alla attività di regista, fino alla sua morte avvenuta il 14 agosto 1956.

Nessuno più di lui ha conosciuto dall’interno il nazismo, dalla nascita alla capitolazione, con tutti gli orrori che ha significato, e non solo per i Paesi invasi ma anche per i tedeschi che l’hanno subito…

Mai più guerre ci verrebbe da gridare, sicuri che tutti lo condividerebbero, ma chissà perché ogni giorno nascono nuovi focolai e ora come allora è sempre poi la povera gente che ne esce alla fame, sia che stia dalla parte dei vinti, che stia dalla parte dei vincitori.

Selena Colusso Vio

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.