Incontri con Marína – Oggi parliamo della Maratona

MARATONA – la corsa della pace

Il giorno 8 maggio si ricorda il 75° anniversario della fine della II° guerra mondiale in Europa, che arrivò con la resa della Germania nazista. Negli anni precedenti la Pace era celebrata con la Maratona. Oggi, in regime di coronavirus, vi invito miei cari amici, a celebrare questo evento con la lettura dell’intervista con un maratoneta e medico, MUDr. Jozef Štreicher, che dal 2013 ha fatto 40 incredibili gare di maratona!

Prima di presentarvi “il medico che corre”, penso che sia giusto chiarire di che tipo di sport parleremo. La maratona è una gara di corsa di lunga distanza per un percorso di 42,195 km (26 miglia e 385 iarde), ed è una gara sia maschile che femminile di atletica leggera. La sua origine è stata ispirata dalla leggenda del soldato greco Filippide, che portò ad Atene il messaggio della sconfitta dei persiani in un combattimento avvenuto vicino alla città di Maratona. Secondo la leggenda, questo messaggero ha fatto l’intero percorso, da Maratona ad Atene, senza una sola sosta, ma dopo aver comunicato la notizia della vittoria, è morto esausto.

La maratona fu inclusa nel programma dei primi giochi olimpici moderni, che furono aperti simbolicamente nel 1896 ad Atene, in Grecia. Il primo vincitore della maratona olimpica è stato il corridore greco Spiridon Louis, che ha percorso una distanza di 40 km (24,85 miglia) in 2 ore, 58 minuti e 50 secondi il 10 aprile. La maratona femminile è stata aggiunta alle discipline olimpiche nel 1984, alle Olimpiadi estive di Los Angeles, e la prima medaglia d’oro fu assegnata a Joan Benoit Samuelson con il tempo di 2:24:52.



LA MARATONA È UNA FORTE PASSIONE
Intervista con MUDr. Jozef Štreicher

«La corsa per me è amore a prima vista. È la libertà avvolta nell’autodisciplina, è la leggerezza basata sulla fatica, è una “danza” secondo il respiro e il ritmo del mio cuore. La corsa cancella i confini tra ricchezza, status sociale, bellezza … e porta la gioia e la soddisfazione a chi se lo merita. Ecco perché la amo così tanto. Chi corre… capisce e chi non corre lo può provare … »

Jozef Štreicher

Ho approfittato della libertà di citare le bellissime parole del mio amico, maratoneta e medico, Jozef Štreicher di Jacovce, che dal 2013 ha fatto 40 incredibili gare di maratona!

Il dottor Štreicher ha completato i suoi studi di medicina presso l’università “Univerzita Komenského” di Bratislava nel 1996 e nello stesso anno ha iniziato a lavorare come medico presso il dipartimento di medicina interna dell’ospedale di Topoľčany, dove continua a lavorare tutt’ora nell’unità di terapia intensiva dello stesso dipartimento, partecipa alle attività di consulenza e allo stesso tempo si occupa anche dei compiti legati alla funzione di vice primario.

Jozef Štreicher è una delle persone eccezionali che sono in grado di motivare profondamente altre persone. Mi auguro che anche questa intervista vi farà piacere.

Jozef, molti di noi “amoreggiano” con diversi sport fino a quando non trovano il proprio. Si dice che la corsa sia uno degli sport più facili. È così?

«Sì, possiamo dirlo. La corsa non è solo uno sport, ma è anche una questione dell’anima. La corsa, specialmente una maratona, nella mia immaginazione è una disciplina degli dei. Questo tipo di corsa, dal mio punto di vista, ulteriormente “spinge uno ad andare avanti” non solo fisicamente, ma soprattutto mentalmente».

Corsa su brevi o lunghe distanze e maratona: quale effetto ha la corsa sulla salute?

«In generale, il movimento su brevi o lunghe distanze, e anche tratti di camminata veloce, ha principalmente un effetto protettivo sul nostro organismo; se vogliamo evidenziare il lato medico dobbiamo dire che siamo costruiti per il movimento. È così che siamo nati. Tutta la nostra vita riguarda il movimento. Oggi, quando siamo sopraffatti dalla burocrazia, da tutti i controsensi inutili della nostra vita e siamo letteralmente soverchiati da tempi difficili, bisogna fare qualcosa. L’uomo deve fare qualcosa, qualsiasi cosa, l’importante è muoversi. Nel caso specifico della corsa, si registra un effetto molto positivo delle endorfine sul corpo, e non solo… durante quel movimento, le cose negative che ci perseguitano saranno cancellate… almeno nella mia esperienza è così. Io lo dico sempre… non posso tornare a casa dopo il servizio in ospedale e andare a letto e dormire. Non riesco proprio a rilassarmi. Tutto ciò che mi assorbe durante il servizio ospedaliero deve uscire in qualche modo, e correre mi aiuta. Durante la corsa, dopo circa 10 km, comincio a sentirlo… divento rilassato, soddisfatto. Ogni tanto accade che non abbia voglia di correre, devo superare quel momento e proprio in quei dieci chilometri della corsa mi dico: “Hai fatto bene ad andare” e dopo aver corso, nel mio caso parliamo soprattutto della mezza maratona, dopo 21 km, torno a casa con una “testa pulita”, vado a lavorare in giardino e il mio contatto con i famigliari è completamente diverso. Dopo la corsa le cose si vedono più belle, più positive».

Consiglieresti la corsa ai tuoi pazienti?

«In linea di principio sì, ;uttavia, si deve tenere presente lo stato di salute del paziente, poiché quest’attività ha dei limiti nelle condizioni fisiche dell’individuo. Il prof. Jan Pirk, il più famoso cardiochirurgo della Repubblica Ceca e della Slovacchia, che opera a Praga, su questa domanda tempo fa ha risposto: “Non tutti possono correre una maratona, alcune malattie gravi diventano un freno, quindi è limitante, ma se un individuo non ha complicazioni serie e vuole, riesce a fare molte cose”».

Perché hai scelto la maratona?

«Come la vita è dura, così è la maratona. Per esperienza personale, con 40 maratone alle spalle, posso dire che ogni singola maratona è stata una sfida, è sempre stata un dolore. Forse mi ripeterò quando dico che una corsa da 21 km può essere gestita relativamente bene da una persona normalmente allenata, ma dopo quei 22 km, nel mio caso da 17 a 28 km, inizia a fare molto male… non soltanto sento fisicamente dolore nelle gambe, che diventano pesanti, ma anche la psiche inizia a cedere… le mie riserve di energia vanno esaurendosi, e così via. Un parallelo simile è la vita. Una persona è spesso ai limiti delle sue forze e si dice: “No… non posso andare avanti, non si può”, e accade proprio come durante una maratona, devi solo stringere i denti e finirla… dopo sei più felice… è così anche nella vita, quando si riesce a superare qualche ostacolo difficile, che prima o più tardi sicuramente tutti incontrano… non si deve fare altro, che “superarlo” e andare avanti».

Prima hai nominato il prof. Pirk, chi è un dottore, ma è anche un corridore?

«Il professor MUDr. Jan Pirk DrSc… sì, possiamo dire che è un collega in corsa. Prima di tutto, il professore è una grande personalità nel campo della cardiochirurgia, in particolare nel trapianto di cuore, è il medico con il maggior numero d’interventi chirurgici nella Repubblica Ceca e in Slovacchia ed è anche un corridore, che ha corso circa 10 maratone. Siamo uniti per un’altra cosa: un’amicizia reciproca con l’altro mio amico, Dušan Herda, che è un ex calciatore, campione d’Europa nel 1976 a Belgrado. Dušan proviene da Jacovce come me, ma vive a Praga e per molto tempo ha giocato a calcio per il Club “Slavia Praga” … ed il prof. Pirka è un grande fan di questa squadra».

Sicuramenti ti ricordi la tua prima corsa. Com’è stata?

«Ho corso la mia prima maratona a Košice e mi sono preparato nei minimi dettagli ed anche per molto tempo, perché era la prima, ma la cosa più importante era, che sapevo di volerla. Sapevo che era quello che volevo fare. Mi hanno inspirato due attori, i signori Knažko e Vajda, che hanno corso una maratona, in realtà ne hanno corse due. Per questi signori la maratona era una cosa simbolica, se non sbaglio avevano per motto “…piantare un albero, costruire una casa e correre una maratona”. Dopo le mie due maratone ho scoperto che solo due corse non mi sodisfacevano, sentivo ancora il desiderio di correre… e ancora oggi mi sento allo stesso modo… voglio dedicarmi completamente alla corsa della maratona, fino al mio ultimo respiro… fino alla mia morte. Mi devo nuovamente ripetere. La maratona per me è un elemento mentale».

È incredibile, ma è vero. Hai corso 40 maratone, ti sei allenamento tanto. Come funziona il tuo allenamento e quanti km percorri in un anno?

«È una domanda difficile, ma posso dire che tengo tutto sotto controllo (sorride). Da dicembre ad aprile ho un periodo di preparazione, il cosiddetto carico di volume, questo significa che durante il mio allenamento corro da 80 a 100 km a settimana. Naturalmente, dopo inizia il periodo delle gare, con il quale arriva il periodo di autoregolazione, in cui devo imparare a gestire le mie forze. Il corpo “dirà la sua”. Continuo a mantenere regolarità nell’allenamento, il che significa che almeno 3-4 volte a settimana sono in pista, e alterno le maratone con le corse leggermente più veloci da 10 km, ma non azzardo anche corse veloci di 5 km, che si corrono in modo diverso rispetto a quelle lunghe. Sono molto insidiose, e voglio prevenire infortuni. E poi, nel mio caso, la velocità non è un elemento dominante, le aggiungo solo marginalmente».

Come combini l’allenamento con il cibo?

«Una corretta alimentazione è veramente importante. Anche se generalmente si dice “un po’ di tutto”, questo non lo posso applicare per la mia preparazione sportiva. Ho escluso molti alimenti dalla mia dieta, poiché sono in grado di ingrassare molto rapidamente, quindi mangio principalmente carne bianca e molto pesce, ho tolto tutto il pane, i pasticcini, eccetera, così come ho escluso tutti i cibi pesanti, comprese le insalate con la maionese. È importante per me non mangiare dopo le otto di sera, che è una cosa difficile da seguire nel mio caso. Noi dell’assistenza sanitaria siamo sotto stress a causa dei servizi e tutto il resto che ci accompagna durante il nostro turno, e spesso siamo costretti a improvvisare molte cose, ma proviamo a mangiare razionalmente».

In quali parti del mondo ti ha portato la maratona?

«Inizierò così: dopo la Slovacchia, il paese a me più caro è l’Italia. Veramente è così… da ogni punto di vista, anche quello della maratona. In Italia ci sono davvero molte gare di maratona, mi sembra che ogni città abbia la sua corsa, almeno la Mezza Maratona. Ho partecipato due volte alla maratona di Firenze e una volta ho corso a Verona. Sono belle città con una storia ricca… mentre corro attraverso le città, ho l’opportunità di ammirare le loro bellezze».

Come si corre in Italia?

«Fantastico! Gli italiani sono persone eccezionali… si vede anche durante la gara… veramente sono delle persone meravigliose. In Italia, in quell’incredibile atmosfera, non puoi lasciare la corsa, non ci si può mettere solo a camminare, cosa che succede quando uno non ha più forza… e quelle persone fantastiche continuano a incoraggiarti… e questo dà a ogni corridore un’energia incredibile, davvero, specialmente lì, in Italia. Puoi sentire quell’enorme energia che il pubblico riesce a dare. Non senti altro, senti solo: “Dai, dai, vai, dai, vai…ce la farai”».

Il mondo intero sta combattendo contro il coronavirus che ha cambiato le nostre vite. Tutti conosciamo gli scenari difficili dai reparti ospedalieri. Perdonami, ho deciso di non farti la mia classica domanda, ma vorrei terminare il nostro discorso con semplicità… allora quali sono i tuoi piani per il futuro, per un domani quando tutto questo sarà finito?

«Se sarà possibile, ovviamente vorrei visitare le città italiane con le gare, che è lo stile della mia vita e così vorrei conoscere questo raro paese, che ai tempi di Covid-19 ha mostrato a tuto il mondo ancora una volta il suo coraggio, la sua solidarietà e la sua forte fiducia in se stesso e nell’umanità. Vorrei augurare ogni bene ai suoi abitanti e incoraggiarli con le parole, come loro mi hanno incoraggiato: “Dai, dai, vai, dai, vai…ce la farai!”».

Caro Jožko, grazie per l’intervista, auguro a te e alla tua famiglia tutto il meglio e non vedo l’ora di incontrarti, da noi a Roma, in occasione della prima maratona dopo il Covid-19.

Cari amici, vi auguro una buona lettura, e non vi scordate:

Abbiate cura di voi,

vostra Marína

(Marína Hostačná)


Foto: Archív J. Štreicher,
Procare.sk
Caricatura di Marína: ©Viktor Csiba/ ©MHG AGENCY

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