Presidente e primo ministro discutono dei candidati a Procuratore Generale

Si è aperta da alcuni giorni in seno alla coalizione di maggioranza la discussione sulla nomina di un nuovo procuratore generale, che dovrà essere votato dal Parlamento quest’estate. I quattro partiti che compongono l’alleanza di governo – OĽaNO, Sme Rodina, SaS e Za ľudí – hanno già discusso della questione nell’ambito degli accordi di coalizione, ma solo in linea generale e senza arrivare a nomi specifici concordati da tutti, ha detto nei giorni scorsi alla radio il primo ministro Igor Matovič (OĽaNO), ammettendo che si è accennato a tre o quattro potenziali candidati. Ieri della cosa si è parlato in un incontro tra Matovič e la presidente della Repubblica. Secondo la presidente Zuzana Čaputová, che dovrà nominare il procuratore generale della repubblica dopo il voto in Parlamento, ci sono persone capaci nei ranghi della magistratura che potrebbero ricoprire la carica di procuratore generale. Capaci non solo professionalmente ma «anche per quanto riguarda la loro personalità».

Ci sono nomi eccellenti tra quelli ventilati, anche sulla stampa, «tutte persone oneste» ha dichiarato il primo ministro Igor Matovič commentando i candidati. Tra questi, il premier non nasconde una preferenza per l’avvocato ed ex compagno di battaglie politiche Daniel Lipšic, che sarebbe “un candidato eccellente” a procuratore generale, ma che non è ammissibile per la carica ai sensi della legislazione vigente. Penso che sarebbe un eccellente procuratore generale, ha dichiarato Matovič, ma anche altri nomi sono promettenti, e chiunque finirà su quella poltrona farà sicuramente un lavoro molto migliore rispetto al procuratore generale uscente Jaromír Čižnár, ha comentato. Matovič ha ipotizzato un cambiamento della legislazione per permettere l’ammissibilità di altre personalità.

Anche Boris Kollár (Sme Rodina), secondo azionista del governo e presidente del Parlamento, ha confermato che il consiglio di coalizione non ha ancora discusso della questione della votazione di chi andrà a sostituire in sostituzione dell’attuale PG Jaromír Čižnár a luglio 2020, dopo la scadenza del suo mandato settennale. Kollár ha detto che per quella carica prenderà in considerazione qualsiasi candidato di qualità, compreso l’avvocato ed ex ministro di Interni e Giustizia Daniel Lipšic. Tra i nomi di cui si parla ci sono i procuratori Ján Šanta, Maroš Žilinka e Vasiľ Špirko. Sono pubblici ministeri coraggiosi, ha detto Kollár. I loro nomi sono stati menzionati quando cui abbiamo avuto un incontro con la presidente Čaputová. Quando sarà il momento proporremo un candidato che garantirà mani libere all’ufficio del procuratore generale per trattare degli scandali di corruzione e ripulire la magistratura, ha detto il capo del Parlamento.

Richard Sulík, leader dei liberali al governo (SaS), ha detto ieri che il suo partito è pronto a sostenere tutti i candidati che sono stati citati durante le discussioni della coalizione tenute a porte chiuse. Tutti sono persone di qualità, ha dichiarato il ministro dell’Economia, che non nasconde la necessità di mettere mano alla legge sull’elezione del procuratore generale e del procuratore speciale. E lasciando intendere che l’attuale procuratore speciale Dušan Kováčik, fortemente criticato dalle personalità dell’attuale governo quando erano all’opposizione e piuttosto chiacchierato, potrebbe lasciare presto l’incarico.

Il mandato dell’attuale procuratore generale Jaromír Čižnar, eletto in Parlamento nel 2013 con i soli voti dei socialdemocratici di Smer-SD, al tempo maggioranza monocolore al governo, scadrà in luglio. Due anni prima, nel 2011, la precedente maggioranza di centrodestra elesse alla carica Jozef Čentéš, che però il presidente Ivan Gašparovič rifiutò di nominare adducendo ragioni legali e morali e diversi ricorsi e controricorsi alla Corte costituzionale. Si era poi arrivati a una situazione di stallo, con la quasi totalità dei giudici costituzionali (12 su 13) esclusi dal giudizio per i veti incrociati delle due parti in causa. L’opposizione di destra tentò anche un’azione di impeachment del presidente che non ebbe storia per la evidente situazione di minoranza in aula. Dopo due anni di battaglia, nel 2013 fu eletto Čižnár che Gašparovič nominò senza esitazioni.

Chi sono i potenziali candidati

Ján Šanta, nato a Snina, si è laureato dottore in legge all’Università di Comenius di Bratislava nel 1998 dopo aver studiato Giurisprudenza all’Università P.J. Šafarík a Košice. È dal 2004 procuratore presso l’Ufficio della Procura speciale (ÚŠP) della Procura generale della Repubblica slovacca. In precedenza ha lavorato presso le procure di Humenné, Košice e Prešov. Tra le altre cose, Šanta è pubblico ministero nel processo intentato da TV Markíza contro Marián Kočner per contraffazione di cambiali per quasi 70 milioni di euro, il procedimento che ha portato l’uomo d’affari dietro le sbarre molto prima che si sospettasse il suo ruolo di mandante dell’omicidio del giornalista Ján Kuciak in cui rimase vittima anche la fidanzata Martina. In passato si era occupato di casi come la frode fiscale per 58 milioni di euro del cosiddetto Signore di Zemplín Mikuláš Vareha condannato a 11 anni e il caso clamoroso della truffa finanziaria BMG Invest – Hoziront che negli anni ’90 hanno raccolto soldi dai risparmiatori per l’equivalente di 2 miliardi di euro di cui quasi 500 milioni mai restituiti.

Maroš Žilinka, 50 anni di Bardejov, si è laureato nel 1993 alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Pavel Jozef Šafárik di Košice. Negli anni 2005-2010 ha lavorato come vicedirettore del dipartimento crimini economici dell’Ufficio della Procura speciale (ÚŠP). Maroš Žilinka era finito nel mirino di Marián Kočner che lo voleva morto: un omicidio eccellente che non andò mai oltre la pianificazione e che per 70mila euro avrebbe sterminato in un colpo solo anche moglie e figli. A portare a termine il colpo sarebbe dovuta essere la squadra di fuoco che ha assassinato anche Kuciak.

Anche Vasiľ Špirko è procuratore della Procura speciale (ÚŠP) e anche lui si è occupato in particolare di crimini economici. È stato l’accusatore, per reati fiscali milionari e corruzione, degli ex ministri Kaliňák e Počiatek, entrambi di Smer-SD, ed è stato lui stesso sotto accusa e sanzionato con misure disciplinari.

Secondo alcuni sarebbe di nuovo in corsa Jozef Čentéš, già eletto nove anni fa e poi trombato, che ha ammesso in questi giorni di essere stato avvicinato per una possibile candidatura. Ha detto di poter accettare di ripresentarsi nel caso dovessere vedere un ampio sostegno politico.

E poi c’è Daniel Lipšic, 47 anni, avvocato, politico, più volte ministro. Fu ministro della Giustizia nel secondo governo Dzurinda (2002-2006) e poi ministro degli Interni nel governo Radičová (2010-2012). Nel 2012, dopo le elezioni anticipate che consegnarono vittoria e governo a Smer-SD, lasciò i democratici cristiani  (KDH) di cui era membro dal 1998 (e con i quali era stato appena rieletto con il maggior numero di preferenze) per fondare una sua formazione politica, Nová (Nuova Maggioranza).  Con quel partito si presentò alle elezioni parlamentari del 2016 nella lista di OĽaNO di Igor Matovič, profondamente impegnato nella lotta alla corruzione. Nel settembre dello stesso anno si dimette da deputato dopo un tragico incidente nel quale con la sua auto travolse un pedone su una strada di Bratislava. Un anno dopo fu condannato a tre anni con la sospensione condizionale. Lasciata la presidenza del partito Nová al suo vice Gábor Grendel, Lipšic torna a fare l’avvocato. Al momento è impegnato nei processi relativi all’omicidio di Ján Kuciak e Martina Kušnírová, come avvocato della famiglia Kuciak. Anche Lipšic avrebbe dovuto fare la fine di Kuciak. Come per il procuratore Žilinka, l’ex politico era uno degli obiettivi ordinati da Marián Kočner agli stessi killer del giornalista.

(La Redazione)

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