
Il segretario di Stato al ministero degli Esteri slovacco Martin Klus ha parlato giovedì al telefono con la sua controparte croata, il segretario di Stato Andrej Metelko-Zgombić del ministero degli Esteri di Zagabria, che detiene la presidenza del consiglio dell’UE in questo semestre. Tra gli argomenti trattati, tra cui la questione dell’allargamento dell’UE ai Balcani occidentali, su cui Klus ha confermato la posizione di apertura della Slovacchia, che sarà riportata al consiglio UE del 6 maggio che si terrà via videoconferenza causa pandemia.
I due hanno anche parlato dell’imminente stagione estiva, che per gli slovacchi si traduce spesso in una vacanza in Croazia, ha detto Klus, ricordando che la costa croata viene colloquialmente definita nel suo paese “il mare slovacco”. Entrambi i due funzionari hanno espresso speranza di uno sviluppo positivo della situazione epidemiologica. In questo caso, sarò possibile almeno in misura limitata svolgere una stagione turistica estiva. Klus non ha voluto dire di cosa in particolare ha discusso con il suo partner, lasciando intendere che la questione e le soluzioni saranno discusse anche a livello europeo, sottolineando tuttavia che saranno necessarie risposte nel breve periodo perché l’estate è alle porte.
Proprio nei giorni scorsi diversi media italiani (vedi qui il Corriere) hanno riportato la notizia di azioni più o meno diplomatiche della Croazia per aprire le spiagge al turismo dell’Europa centrale, predisponendo dei “corridoi autostradali” preferenziali o anche degli speciali ponti aerei per portare sulle coste croate i danarosi turisti tedeschi, ma anche austriaci, cechi e ungheresi, a scapito dei litorali italiani. Del resto, gli stessi paesi dell’Europa centrale non stanno con le mani in mano e vogliono aprire anche le loro frontiere ai tedeschi, che rappresentano per questi paesi una percentuale importante di arrivi e presenze turistiche. Anche la Slovacchia per qualcuno avrebbe iniziato a muoversi in questo senso. Per il momento l’Italia non ha dato alcuna garanzia sull’estate, e anzi è tra i paesi più rigidi nel considerare una eventuale apertura dei valichi di frontiera anche nei prossimi mesi, rischiando di perdere una fetta fondamentale di turismo – che significa anche tanto lavoro ed entrate fiscali – tanto necessarie in questo periodo di crisi dovuta alla pandemia.
(Red)
Foto: Cavtat, Croazia (Zsolth68/CC0)

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