Speciale 1° maggio 2020 – storia e simboli di una festa sempre più universale

1º maggio 1867: entra in vigore in Illinois (USA) la legge delle 8 ore

Nel 1866, fu approvata a Chicago, in Illinois, la prima legge per le otto ore lavorative giornaliere. Questa legge che per quel tempo era rivoluzionaria entrò in vigore soltanto l’anno dopo, esattamente il 1º maggio 1867, stesso giorno nel quale fu organizzata un’importante manifestazione, con almeno diecimila partecipanti, che all’epoca era da considerarsi evento. La notizia di questa conquista giunse ben presto in Europa e in ogni altra parte del mondo.

La conquista delle otto ore lavorative, iniziata il 1º maggio 1867 soltanto nello stato dell’Illinois, ebbe una successiva espansione lenta e graduale in tutti gli States. Nella città di New York nel 1882 fu organizzata un’importante protesta e due anni dopo, nel 1884, in un’analoga manifestazione sempre americana, i “Knights of Labor” approvarono una risoluzione affinché l’evento di protesta avesse una ricorrenza annuale, senza però proporre ancora una data ufficiale.

1º maggio 1886: la rivolta di Chicago

In occasione del 19º anniversario dell’entrata in vigore della legge dell’Illinois sulle otto ore lavorative, fu deciso dalla “Federation of Organized Trades and Labour Unions” come il giorno di scadenza limite per estendere tale legge su tutto il territorio americano, pena l’astensione dal lavoro con uno sciopero generale a oltranza. In quel giorno, anche Chicago partecipò allo sciopero generale, in particolare la fabbrica di mietitrici McCormick. La polizia, chiamata a reprimere l’assembramento, sparò sui manifestanti, uccidendone due e ferendone diversi altri.

Le notizie dei tragici avvenimenti di Chicago estesero le proteste anche in altri stati di tutto il continente americano, per poi estendersi oltre oceano anche in Europa…

1889: il Congresso Internazionale di Parigi dichiarò ufficialmente il 1º maggio come la Festa Internazionale dei Lavoratori

Il 14 luglio 1889 (centenario della presa della Bastiglia) il Congresso Internazionale di tutti i partiti e dei movimenti operaisti, socialdemocratici, socialisti e comunisti (inizialmente aderivano anche dei movimenti anarchici…) riunitisi a Parigi durante lo svolgimento dell’Esposizione universale (quella, tanto per capirci, in occasione della quale venne eretta la Tour Eiffel) oltre a dar vita alla “Seconda Internazionale” dichiarò ufficialmente il 1° maggio come Festa Internazionale dei Lavoratori.

1º maggio 1890: in Italia e in tante parti del mondo si incominciò a celebrare la festa dei lavoratori

In numerosi centri, sia grandi che piccoli, si svolgerono manifestazioni, che fecero registrare quasi ovunque una vasta partecipazione. Ovviamente in quel tempo non era ancora giorno festivo, ma le manifestazioni di adesione ottengono un buon risultato. Il filosofo “Antonio Labriola” commentò: “La manifestazione del 1 maggio ha in ogni caso superato di molto tutte le speranze riposte in essa da socialisti e da operai progrediti. Ancora pochi giorni innanzi, la opinione di molti socialisti, che operano con la parola e con lo scritto, era alquanto pessimista”. 

In Unione Sovietica diventa una delle festività più importanti dello stato. Ancora oggi è festa nazionale anche se ha preso il nome di “Festa della primavera e del lavoro”.

1898-1901: Il quarto stato (storia di un’opera, emblematica del 1° Maggio)

Ci stiamo chiedendo se all’epoca, ovvero ai primi del 1900, ci fosse stata l’attuale pandemia come il celeberrimo Giuseppe Pellizza (più conosciuto come Giuseppe Pellizza da Volpedo, in quanto lì nato il 28 luglio 1868) avrebbe rappresentato l’attuale problema dell’umanità e particolarmente delle sue terre; il Comune di Volpedo infatti è in provincia di Alessandria, già duramente colpito dalle piogge alluvionali dell’ottobre 2019, colpito dalla morte per cancro del suo amatissimo Sindaco, Giancarlo Caldone, avvenuta il 31.12.2019 e alla fine, vista la sua posizione geografica, duramente colpito anche dall’epidemia di Covid-19. 

Giuseppe Pellizza da Volpedo ha realizzato l’opera pittorica “Quarto stato“, dipinto a olio su tela (293×545 cm) nel 1901 che attualmente è conservato al Museo del Novecento di Milano.

Non a caso Bernardo Bertolucci nel suo splendido colossal “Novecento” ha usato il primo piano tratto dal dipinto per la schermata iniziale e la locandina pubblicitaria: il film capolavoro di Bertolucci rappresenta un dramma storico, ambientato in Emilia, regione natale del regista, con un cast internazionale d’eccezione (Gérard Depardieu, Robert De Niro, Burt Lancaster, Sterling Hayden, José Quaglio, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda, Donald Sutherland, Romolo Valli, Alida Valli… e molti altri ancora) racconta le vite e l’amicizia di due uomini… sullo sfondo dei conflitti sociali e politici che ebbero luogo in Italia nella prima metà del XX secolo.

Stasera sarà possibile rivedere il film “Novecento” su Rai Movie.

Prima di quest’opera,  nel 1891, l’artista incominciò a lavorare a un bozzetto per l’opera “Ambasciatori della fame dopo aver assistito a una manifestazione operaia di protesta.  Quest’opera fu realizzata poi in due versioni (una datata 1892 e l’altra del 1895).

Pellizza, prima di dipingere la tela gigantesca “Quarto stato” nel periodo 1895-1898 realizzò in olio uno studio preliminare, punto di rottura con gli antecedenti Ambasciatori della fame“.

Rispetto alle bozze e ai bozzetti realizzati in precedenza in questa ultima opera la gente rappresenta una vasta massa, tanto da formare, appunto, una vera e propria fiumana umana: sarà questo che aspetto che darà il nome all’opera ovvero la “Fiumana“. L’opera, olio su tela 255 x 438 cm. oggi è conservata sempre a Milano, ma alla Pinacoteca di Brera. Vedi l’articolo collegato sull’angolo della Poesia.

Appena si risolverà il coronavirus suggeriamo a tutti una visita a Milano, città che avrà bisogno di tutti per riprendersi da questa brutta batosta, e non solo ovviamente per visitarne i musei…

Da molti anni “Quarto stato” ha molto ben rappresentato le lotte per il lavoro e per le sue tutele. Inizialmente l’opera non riscosse grandi riconoscimenti, anzi, ma Giovanni Cena, poeta e scrittore, già all’indomani della Quadriennale dove venne presentato per la prima volta scrisse che «è una cosa che resterà e che non ha paura del tempo, perché il tempo le gioverà».

1º maggio 1903 “Quarto stato” venne riprodotto nel giornale “Unione” quale immagine commemorativa dell’evento

1º maggio 1904 “Quarto stato” venne riprodotto nel periodico “L’Avanguardia socialista” sempre come quale immagine commemorativa dell’evento

1° maggio 1919 in Italia si conquistano le 8 ore nel nuovo stato della Cecoslovacchia diventa festività nazionale

In Italia: 52 anni dopo l’Illinois i lavoratori italiani metallurgici e di altre categorie finalmente conseguirono l’obiettivo originario della ricorrenza: le otto ore e in quegli anni fu una conquista veramente importante.

Nella Cecoslovacchia, neonata a seguito della fine della Prima guerra mondiale e della sconfitta dell’Impero austro-ungarico, il 1° maggio diventa festa nazionale del nuovo Stato.

19 aprile 1923 abolizione della Festa del Lavoro e istituzione della festa “Natale di Roma – Festa del lavoro” 

In Italia il Consiglio dei ministri approvò uno schema di decreto-legge proposto dal presidente Benito Mussolini che aboliva la festività del 1º maggio e fissava la celebrazione del Lavoro al 21 aprile, Natale di Roma. Fu la prima celebrazione istituita dal governo Mussolini che, a partire dal 21 aprile 1924, divenne festività nazionale, denominata “Natale di Roma – Festa del lavoro”. Tale decreto fu cassato nel 1945, ripristinando la Festa del lavoro al 1º maggio e limitando la festività del Natale di Roma al solo ambito cittadino della Capitale.

1° maggio 1947 la Festa del lavoro e dei lavoratori in Italia è festività nazionale

divenne ufficialmente festa nazionale italiana e attualmente il Primo Maggio è giorno di festa nazionale in molti Paesi: da Cuba alla Turchia, dal Brasile alla Cina e poi Russia, Messico e in gran parte dei Paesi dell’Unione europea.

1º maggio 1955: la Festa del 1° maggio diventa anche festa religiosa di San Giuseppe lavoratore

La commemorazione del 1° maggio fu poi ripresa anche dal mondo cattolico: il 1º maggio 1955, papa Pio XII istituì per tutta la Chiesa cattolica la festa di San Giuseppe lavoratore, perché tale data potesse essere condivisa a pieno titolo anche dai lavoratori cattolici.

Nella foto l’affresco di Modesto Faustini “San Giuseppe falegname al tavolo di lavoro“, (Loreto, Cappella di San Giuseppe o Spagnola, 1890).

1° maggio 2020: la Festa del 1° Maggio al tempo di coronavirus

Ed eccoci giunti nella nostra carrellata storica ad oggi, 1° maggio al tempo di corona virus: non più in piazza, ma rigorosamente a casa, non più adunate sindacali, non più il mega concertone in Piazza S.Giovanni a Roma.

Un Primo maggio che sarà ricordato a lungo in ogni parte del pianeta ma soprattutto da noi italiani che abbiamo pagato e stiamo ancora pagando un forte tributo in termini di vite e privazioni questo flagello.

Ora il COVID-19 ci ha portato a scoprire altri modi di lavorare, di rapportarsi con il prossimo, di vivere e sopravvivere.

Buon Primo Maggio a tutti

Saremo ancora noi tutti lavoratori, ognuno con la sua mansione, con il suo compito, a sostenere la nascita un nuovo modo di vivere nel ventunesimo secolo.

Per chi vuol saperne di più circa il Primo maggio in Slovacchia:

  • Perché il Primo Maggio è la Festa del Lavoro (30.04.2019)
  • Il Primo Maggio cecoslovacco del 1968, tra speranze e intimidazioni (03.05.2018)
  • Il Primo Maggio in Slovacchia, tra antichi miti e la festa dei lavoratori (30.04.2018)
  • Primo Maggio, in Slovacchia non solo festa dei lavoratori (02.05.2016)
  • Bratislava, Primo Maggio, mezzi d’epoca al Veteran Rally (30.04.2013)

(Red)

 

Foto in alto: 1° maggio,
anni ’50, Italia (CC0)

 

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