
Ventiquattro anno fa, il 29 aprile 1996, l’ex poliziotto Róbert Remiáš veniva assassinato con una carica esplosiva messa nella sua auto e comandata a distanza. Remiáš, 26 anni, dopo essere uscito dalla polizia aveva iniziato una attività commerciale. La sua morte è legata alla partecipazione del SIS, il servizio segreto slovacco, al rapimento di Michal Kováč Jr., figlio dell’allora presidente della Repubblica. Remiáš era amico e contatto di Oskar Fegyveres, con cui aveva iniziato l’attività in polizia prima che questi entrasse nel SIS, che si era dato alla macchia per sfuggire a chi lo voleva morto. Fegyveres era l’unico allora a voler testimoniare degli intrecci tra i servizi segreti del premier Vladimír Mečiar e la criminalità organizzata negli anni del suo regno (1994-1998) e della loro responsabilità nel rapimento, in cui si trovò implicato anche Fegyveres. La morte di Remiáš e le vere responsabilità del sequestro non sono mai state indagate fino in fondo, ma furono fermate dalle amnistie firmate da Mečiar in qualità di capo dello Stato ad interim nel 1998.
Kto, keď nie my? Kedy, keď nie teraz?Dnes je to 24 rokov, čo zavraždili Róberta Remiáša, priateľa korunného svedka…
Uverejnil používateľ Gábor Grendel Streda 29. apríla 2020
La morte di Róbert Remiáš è stata ricordata ieri dal vicepresidente Gábor Grendel (OĽaNO), il quale ha dichiarato che la rapida ed efficace indagine sugli omicidi del giornalista Ján Kuciak e Martina Kušnírová lascia sperare che altri casi che sembravano irrimediabilmente al di fuori della portata della giustizia, e che per anni hanno alimentato la sfiducia della gente, potrebbero essere risolti e i loro autori puniti. Grendel ha espresso la sua speranza che i cittadini slovacchi un giorno potranno conoscere tutta la verità sull’omicidio di Remiáš. In un post su un social media Grendel ha scritto «Chi se non noi? Quando, se non ora? Oggi sono trascorsi 24 anni dall’omicidio di Róbert Remiáš, testimone chiave del rapimento del figlio del presidente Michal Kováč. Gli autori non sono ancora conosciuti, nominati e giustamente puniti. Fino a quando questo non cambierà, la nostra società non può essere sicura che un simile atto mostruoso non si ripeterà ancora».
Le amnistie di Mečiar sul rapimento di Kováč Jr., che hanno legato le mani alla verità per tre decenni, sono state oggetto di battaglia negli anni scorsi in Parlamento, e la Corte costituzionale le ha abrogate nel 2017. Purtuttavia, la polizia l’anno scorso ha deciso di chiudere l’indagine sull’ex premier Mečiar senza incriminazioni, e non si vedono sviluppi sulla complessa vicenda del rapimento (raccontata da un film divenuto molto popolare) e delle sue vittime “collaterali”, come lo stesso Remiáš.

Il presidente del Parlamento Boris Kollár (Sme Rodina) si dice soddisfatto dell’annullamento delle amnistie del 1998 che il Parlamento aveva votato nell’aprile 2017. Nutre però dubbi sul fatto che gli errori possano essere riparati dopo così tanti anni, ed è rammaricato dal fatto che il socialdemocratico Smer-SD abbia in passato rifiutato con veemenza la revoca delle amnistie, anche quelle che riguardano il caso Tecnopol e l’uomo d’affati Marián Kočner, oggi in galera con accuse di omicidio plurimo, corruzione, frode e altri reati finanziari e non.
Un altro vicepresidente del Parlamento, Juraj Šeliga (Za ľudí), già membro di rilievo dell’iniziativa Per una Slovacchia decente, ha pure espresso amarezza in occasione dell’anniversario, ricordando che le amnistie di Mečiar sono una delle macchie più nere nella storia della moderna Slovacchia, un «abuso di potere brutale e straordinario che non deve mai più ripetersi».
Alcuni uomini politici, tra cui il ministro dell’Ambiente Ján Budaj, volto noto della Rivoluzione di velluto e forte oppositore nel corso degli anni delle amnistie di Mečiar, e Gabór Grendel, hanno commemorato l’anniversario nel luogo dell’esplosione, alla periferia di Bratislava, dove un monumento con una croce e la data ricordano il fatto. Presente la madre di Remiáš, Anna Remiášová, che in tutti questi anni non ha mai mollato la speranza che un giorno la morte del figlio avrebbe avuto giustizia.
Tichá spomienka na Róberta Remiáša. (✝️ 29.4. 1996)Dnes uplynulo presne 24 rokov, od vraždy Róberta Remiáša. Po zrušení Mečiarových amnestií prípad stále čaká na rozhodnutie súdnictva, ktoré prechádza procesom očisty…
Uverejnil používateľ Dada Dagmar Füle Streda 29. apríla 2020
(Red)






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