Matovič: la seconda fase del piano di riapertura non prima del 6 maggio

Il numero di nuovi casi di coronavirus non è aumentato in modo significativo negli ultimi giorni (appena 21 in tre giorni, 182 in una settimana), ma la seconda fase del piano preparato dall’unità di crisi centrale per riavviare gradualmente l’economia non inizierà prima del 6 maggio. Lo ha confermato il primo ministro Igor Matovič (OĽaNO) ieri parlando a un programma di TV Markíza. Secondo lui le misure adottate per contenere la diffusione del coronavirus hanno prodotto buoni risultati e la situazione in Slovacchia sembra migliorare. «Abbiamo il minor numero di vittime in tutta Europa in proporzione alla popolazione» e abbiamo ottenuto «gli stessi risultati della Nuova Zelanda, che è stata recentemente considerata un modello di riferimento in tutto il mondo», ha scritto Matovič sul suo account Facebook.

Il premier invita i cittadini a continuare a comportarsi in modo responsabile, indossando maschere protettive, mantenendo le distanze interpersonali e limitando i viaggi non necessari. Dobbiamo impedire di “perdere il controllo” della situazione, ha scritto Matovič.

La seconda fase dovrebbe includere la riapertura di strutture che forniscono alloggi a breve termine (niente pasti in locali comuni, cibo consegnato in camera, niente bagni o docce in comune, nessun altro servizio), parrucchieri, saloni di bellezza, monumenti turistici all’aperto, servizi taxi a certe condizioni), servizi religiosi, matrimoni e altri servizi.

Il modello neozelandese nella lotta contro il coronavirus
La Nuova Zelanda è riuscita a fermare l’infezione grazie all’efficace strategia adottata dalla giovane primo ministro Jacinda Ardern. Il paese è diventato un esempio unico al mondo: 1.469 casi di contagio, 19 morti e meno di dieci casi positivi rilevati quotidianamente per diverse settimane. Il governo non mirava a contenere o rallentare il contagio, né mirava all’immunità di gregge, ma piuttosto all’immediata eliminazione totale del virus, con l’adozione di misure rigide: sospensione dei voli dalla Cina all’inizio di febbraio, chiusura delle frontiere per gli stranieri non residenti nel territorio nazionale a metà marzo, regolamenti sulla quarantena delle frontiere, migliaia di test, tracciabilità dei contatti, chiusura totale per più di un mese e restrizioni durante la Pasqua. Questa strategia ha permesso alla curva di contagio di avvicinarsi allo zero in sole due settimane ed è diventata oggetto di studio in altri paesi. Alcune attività economiche non essenziali, i servizi sanitari e le scuole riapriranno domani. Tuttavia, riprendere l’economia non significa consentire il ritorno alla normale vita sociale delle persone, ha affermato Ardern, che ha sottolineato la necessità di non vanificare gli sforzi fatti finora. Quindi la terza fase del piano per tornare alla normalità in Nuova Zelanda inizierà solo l’11 maggio.

Revocata la ‘zona rossa’ nell’insediamento rom di Bystrany
La quarantena obbligatoria nell’insediamento rom di Bystrany nel distretto di Spišská Nová Ves è stata revocata sabato 25 aprile, poiché non sono stati registrati nuovi casi di COVID-19 e nove persone che si sono rivelate positive sono guarite. Lo ha annunciato il direttore sanitario Ján Mikas in una conferenza stampa. L’insediamento rom di Bystrany è diventato un «esempio di disciplina», ha affermato il primo ministro Matovič, osservando che una buona notizia potrebbe anche provenire dall’insediamento di Krompachy, mentre l’insediamento di Žehra dovrà rimanere chiuso per almeno un’altra settimana, poiché vi è stato confermato un nuovo contagio. Nelle comunità rom sono stati effettuati 6.000 test per il nuovo coronavirus.

Niente esami orali
Nel frattempo, il ministro dell’Istruzione Branislav Gröhling (SaS) ha detto che gli esami orali di licenza scolastica quest’anno non si terranno nella solita forma a causa dell’epidemia. I voti sui certificati di fine studi saranno decisi facendo la media dei voti precedenti delle singole materie. Ulteriori dettagli sulla procedura saranno pubblicati dal ministero. Solo gli studenti che si oppongono a questa procedura saranno sottoposti a un normale esame di fine studi.

Anziani troppo in giro si pensa a stop ai treni gratis
Il primo ministro ha anche ammesso che probabilmente sarà temporaneamente sospesa la gratuità del trasporto ferroviario per i pensionati. Essendo categoria a rischio, cui del resto il premier ha già raccomandato di starsene a casa, è «possibile che ricorreremo a una tale mossa», anche se ancora se ne deve discutere al consiglio dei ministri, a causa dell’alta mobilità registrata di recente (già un mese fa veniva notata questa particolarità). L’unità di crisi centrale ha già raccomandato di sospendere il trasporto ferroviario gratuito per tutti i gruppi il 21 aprile. Il trasporto ferroviario gratuito è stato già sospeso dal governo per gli studenti e i bambini fino ai 15 anni l’1 aprile scorso.

(Fonte BDE)

Illustr. B.Slovacchia

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