Accuse di corruzione al segretario generale del ministero degli Interni

La nuova segretaria generale del ministero degli Interni Anna Bilecová, 50 anni, nominata dal nuovo governo il 25 marzo, è al centro di un caso di frode carosello dello scorso decennio, che avrebbe provocato un danno erariale alla Slovacchia di diverse decine di milioni di euro. Secondo quanto riportato nei giorni scorsi dal quotidiano Sme, il nome di Bilecová, a suo tempo responsabile delle ispezioni fiscali all’Ufficio imposte di Michalovce, nella Slovacchia orientale, ha dei legami con Ladislav Pipta, imputato in numerosi procedimenti penali.

Le trascrizioni delle conversazioni telefoniche intercettate tra Pipta e Bilecová sono riportate nel fascicolo dell’indagine su una serie di frodi carosello in cui sono state coinvolte più di 100 aziende. Le frodi, risalenti al periodo tra il 2007 e il 2011, hanno causato allo Stato la perdita di oltre 70 milioni di euro, scrive Sme. Un altro imputato nel caso, Milan Chovanec, che ha scelto di collaborare con le autorità, avrebbe riferito alla polizia dello schema di tangenti pagate a funzionari pubblici, tra cui a Bilecová per chiudere un occhio nelle ispezioni. Chovanec avrebbe fatto nomi di funzionari di polizia, politici e società. Secondo Sme l’ufficio avrebbe pagato rimborsi di IVA inesistenti a diverse società quantomeno ‘sospette’. Si parla di decine di milioni di euro. La polizia avrebbe tuttavia chiuso il caso dopo due anni senza formulare accuse.

Anna Bilecová, numero quattro del ministero, respinge le accuse e ha il sostegno del segretario di Stato agli Interni Lukáš Kyselica (OĽaNO) che l’ha nominata alla carica. A lui ha offerto di sottoporsi volontariamente al poligrafo, la cosiddetta ‘macchina della verità’, per dimostrare la sua estraneità ai fatti. Nel periodo in esame, 2007-2011, Bilecová ha effettivamente lavorato all’Ufficio imposte indicato, come funzionario capo di dipartimento, come risulta dal suo curriculum pubblicato sul sito del ministero.

Per il ministro degli Interni Roman Mikulec (OĽaNO) non è in questo momento all’ordine del giorno una valutazione approfondita della Bilecová nella sua funzione al ministreo. Mikulec ritiene sufficiente la disponibilità della danna a sottoporsi alla macchina della verità per fugare i dubbi. Se però le accuse contro Bilecová si dimostreranno vere, egli ha promesso di adoperarsi perché «cose ​​del genere non accadano mai più». Al proposito Mikulec ha ricordato la sua vicenda personale, quando da ex capo dell’intelligence militare ha subito per sette anni un procedimento penale per malaffare e corruzione finché non è stato assolto definitivamente nel 2019. Oggi in un articolo per Sme Bilecová ha risposto ad alcune domande, negando quanto affermato da chi la accusa.

(La Redazione)

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