
Sette nuovi arresti sono stati portati a termine questa mattina da squadre dell’Agenzia nazionale anticrimine NAKA nell’ambito dell’operazione “Dobytkár” (Allevatore) che già aveva portato dietro le sbarre diverse persone nelle scorse settimane. Questa è la terza azione dell’operazione dell’agenzia speciale dopo i nove arresti di marzo e i due di inizio aprile, che già avevano portato anche al sequestro di grosse somme di denaro in contanti e di opere d’arte di valore. Corruzione è il reato di cui sono sospettati gli arrestati, tutti connessi alle indagini che la NAKA sta svolgendo sull’Agenzia per i pagamenti agricoli (PPA). Non sono state fornite per il momento dalla polizia maggiori informazioni sull’operazione.
La volta scorsa a finire in manette erano stati due ex alti dirigenti dell’ente che fornisce sussidi nel campo dell’agricoltura e sviluppo rurale dai fondi strutturali e di investimento europei tramite pagamenti diretti ai richiedenti. Un giudice della Corte penale specializzata di Banska Bystrica aveva rinviato in custodia le due persone, Ľubomír P. e Marek K., accusate di tangenti e corruzione indiretta. Si trattava dell’ex direttore di PPA e dell’ex capo della sezione Sviluppo rurale e pagamenti diretti presso il ministero dell’Agricoltura. Un senato della Corte suprema a marzo aveva confermato la custodia degli avvocati Milan K. e Ľubomír K. e del veterinario Ľubomír K., tutti accusati di aver accettato tangenti e riciclaggio di denaro.
In un’altra operazione, non direttamente collegata, i poliziotti della NAKA hanno arrestato a Dunajská Streda tre persone già accusate di corruzione indiretta in cui sono coinvolte anche due persone giuridiche. Si tratta di una richiesta di una società di un contributo finanziario non rimborsabile all’Agenzia per i pagamenti agricoli (PPA) del novembre 2018. Riguardava un progetto per creare una catena di commercio corta per la trasformazione e la vendita di prodotti agricoli speciali nell’ambito del programma di sviluppo rurale slovacco per il periodo 2014-2020, in cui la società richedente appariva al posto di un’altra ditta. Per la firma di un funzionario della PPA alla concessione del contributo è stata pagata una tangente di 15mila euro.
(Red)
Foto FB/policiaslovakia

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