La presidente slovacca Čaputová ha parlato con Papa Francesco

Nel pomeriggio di ieri 15 aprile la presidente della Repubblica Zuzana Čaputová ha avuto una conversazione telefonica con Papa Francesco. C’era in programma una udienza in Vaticano per l’inizio di giugno, ma la situazione internazionale che si è venuta a creare con la pandemia di coronavirus potrebbe costringere a rimandare l’appuntamento e oggi non è certo se si svolgerà, riferisce l’ufficio presidenziale.

La presidente ha informato Papa Francesco della situazione in Slovacchia e della disciplina dei cittadini nel rispettare le disposizioni per limitare la diffusione del virus e lo ha ringraziato per il suo incoraggiamento alla speranza. «Condivido con lui la speranza che la sofferenza che stiamo vivendo contribuirà a farci rendere conto che siamo tutti nella stessa barca e abbiamo bisogno soprattutto di mutua assistenza e cooperazione. Il mondo globalizzato è vulnerabile, facilmente si diffondono le malattie, ma si diffonde anche speranza, aiuto, compassione e amore. Ciò di cui abbiamo più bisogno oggi è la globalizzazione della compassione», ha detto dopo il colloquio.

Dal canto suo, il pontefice ha riferito di come trascorre il tempo. È in salute e cerca di parlare ai fedeli attraverso i media, perché considera molto importante che ricevano messaggi di speranza anche in questo momento. Secondo la presidente, il Santo Padre l’ha pregata di inoltrare il suo caloroso saluto a tutte le persone in Slovacchia, sottolineando che non dovrebbero perdere la speranza, essere disciplinati e affermare il loro coraggio. Ha inoltre invitato gli slovacchi a prendersi cura dei più anziani, perché sono la memoria della società.

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Čaputová ha invitato il Santo Padre a visitare la Slovacchia e gli ha augurato molta salute e forza per compiere la sua eccezionale missione. Il Papa ha risposto che sarebbe felice di venire quando la situazione lo permetterà.

La scorsa settimana, nel suo augurio pasquale, Čaputová aveva menzionato il papa per «una scena che non potremo dimenticare». Aveva rievocato la preghiera di Papa Francesco sotto la pioggia in una piazza San Pietro completamente vuota affinché la pandemia di coronavirus scomparisse in tutto il mondo. E la storia narrata dal pontefice dei discepoli che svegliarono Gesù perché timorosi della tempesta (Marco, 4, 35-41). «Il Maestro chiese loro: perché avete paura, vi manca la fede?». Con questa storia, notava la presidente,  Papa Francesco voleva ricordarci che «anche noi siamo come i discepoli, sulla stessa barca e spaventati da una tempesta che non ci aspettavamo». Proprio come loro, «anche noi abbiamo bisogno di sapere che ciò che stiamo vivendo ora è parte di un viaggio che un giorno finirà. Non ne vediamo ancora la fine, ma camminiamo nella speranza, passo dopo passo. Siamo come quelli che vanno nella foresta buia e tengono in mano una candela accesa. A questo punto, abbiamo solo bisogno di vedere alcuni passi avanti, e mentre li superiamo il nostro lume illuminerà un altro tratto di strada».

(Red)

Foto prezident.sk

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.