
Martedì il governo slovacco ha concordato di stanziare 250 mila euro per fornire aiuti umanitari all’Italia. Il consiglio dei ministri ha previsto che l’assistenza dalla Slovacchia sarà possibile in tre modalità: inviando operatori sanitari e volontari slovacchi in Italia, ammettendo gratuitamente pazienti italiani in strutture sanitarie in Slovacchia che hanno disponibilità oppure fornendo o prestando materiale medico-sanitario e protettivo. La messa in opera effettiva dell’aiuto si baserà sulle reali esigenze dell’Italia e sulle possibilità della Repubblica Slovacca, dice il documento approvato.
«Sono lieto che la Slovacchia abbia deciso di aiutare l’Italia in difficoltà», ha detto il ministro degli Esteri Ivan Korčok dopo la seduta. Gli aiuti sono stati decisi su richiesta ufficiale dell’Italia e sulla base di una proposta dei ministeri degli Esteri e della Salute. «Ci rendiamo conto che questi tempi sono difficili per tutti, compresa la Slovacchia. Pertanto, attueremo gli aiuti per l’Italia in modo tale da non compromettere la preparazione della Slovacchia nella lotta contro la diffusione del virus, ma allo stesso tempo mostreremo ai nostri partner che non siamo indifferenti alla situazione in cui si trovano», ha affermato Korčok.
L’Italia è attualmente il paese più colpito in Europa con il più alto numero di vittime, quasi 21.000, citava la proposta di aiuti redatta dal ministero. Cifra che nel frattempo è salita a 21.645 fino a mercoledì. «La fornitura di assistenza all’Italia è un’importante espressione di solidarietà, che è uno dei principi di base del funzionamento dell’Unione europea», ha sottolineato il ministro Korčok che la considera «una risposta adeguata per un paese che si trova in una situazione di gigantesca emergenza».
In segno di solidarietà con l’Italia, ieri sera il palazzo presidenziale a Bratislava è stato illuminato con il tricolore italiano. La presidente Čaputová ha scritto sulla sua pagina Facebook: «Anche in questi momenti dovremmo ricordare coloro che sono ancora più provati di noi. Grazie a misure rapide e alla disciplina dei cittadini noi siamo riusciti a ritardare la diffusione del virus e abbiamo guadagnato tempo. Molti paesi, tuttavia, non hanno tempo e quotidianamente si contano a migliaia gli infetti e a centinaia il numero delle vittime».
(La Redazione)
Foto FB/ZC

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