Focolaio nella casa di riposo a Pezinok, 56 positivi, tre morti e alcuni in condizioni critiche

La casa di riposo DSS (Domov sociálnych služieb) Pezinok è venuta all’onore della cronaca domenica, quando si è saputo di un primo caso di infezione da COVID-19. Lunedì sono risultati positivi 43 anziani ospiti e 5 dipendenti. Con il proseguimento dei tamponi i casi di contagio sono arrivati a 56 su 93 anziani ospiti, e dei 62 dipendenti sono risultati positivi in 9. La struttura è così diventata il primo focolaio di Covid in Slovacchia.

Ieri è stata confermata la morte di tre degli anziani della struttura per COVID-19. Due dei decessi sono avvenuti ieri per polmonite bilaterale all’Ospedale universitario di Bratislava, mentre un caso di morte si era verificato nella struttura già il 5 aprile ma solo ora è stato appurato che era dovuto al coronavirus.

Non è ancora noto il modo in cui l’infezione sia entrata nella struttura, e forse potrebbe non essere mai chiarito. Il premier Igor Matovič ha scritto sui social media che a portare il virus nella casa è stato un assistente sociale che è ritornato dall’Italia, una dichiarazione affrettata e senza basi solide, che a molti non è piaciuta.

La casa di riposo di Pezinok è una struttura gestita dalla Regione di Bratislava. Il governatore Juraj Droba ha dichiarato che la regione farà i test per il COVID-19 ai dipendenti nelle strutture di servizi sociali, che complessivamente in regione sono circa 2.000. Questo è il primo caso di diffusione dell’epidemia in una casa per anziani, un fatto che ha alzato l’allarme per tutte le strutture del genere in Slovacchia, in cui peraltro il governo aveva vietato la visita dei parenti all’inizio di marzo.

Da domenica lo stabile è stato messo in quarantena e circondato da una cintura di polizia e militari, sorvegliato ventiquattr’ore al giorno. Della questione si sta già occupando l’autorità di vigilanza sanitaria. Per il momento il direttore è rimasto al suo posto, ma saranno verificate le sue responsabilità e intanto la gestione della struttura è stata presa in carico temporaneamente da un responsabile di crisi. Al momento sono al lavoro 25 assistenti e infermieri, che rimangono nella struttura per 24 ore e dormono in stanze in isolamento. Il cibo viene portato nelle stanze sotto severe misure igieniche e le attività comunitarie sono temporaneamente sospese.

Attualmente 14 degli ospiti della DSS Pezinok sono ricoverati in ospedale a Pezinok, e altri 14 all’Ospedale universitario di Bratislava (9 in malattie infettive nell’ospedale Kramáre e 5 nel reparto di pneumologia all’ospedale di Ružinov). Sette dei ricoverati a Kramáre sono in terapia intensiva, di cui cinque in condizioni critiche. Uno di loro è sottoposto a ventilazione polmonare.

Riguardo alla provenienza del contagio, la regione ha dichiarato che fin dall’inizio della pandemia sono state prese misure di sicurezza severe per evitare il contagio, e che evidentemente non potendo avere gli anziani contatti con l’esterno l’infezione deve essere entrata attraverso uno degli assistenti o infermieri. Tuttavia, la regione garantisce che tutti i test sul personale che ha viaggiato di recente all’estero hanno avuto esito negativo al Covid. Dunque, se l’infezione è entrata con un dipendente deve essere stata una trasmissione di tipo comunitario.

Secondo il primo ministro e il ministro della Salute non è possibile effettuare test in tutte le strutture di servizio sociale in Slovacchia. Il ministro Krajčí ha affermato che solo gli impiegati in queste strutture sono 40.000, testarli ogni due settimane è un modello non realistico. Saranno invece testati i lavoratori del settore che presentano sintomi di malattie infettive.

(La Redazione)

Foto truthseeker08 CC0
CDC/Rawpixel CC0

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