Il cigno nero che cambia tutto

Secondo alcuni storici le epidemie contribuirono alla caduta dell’Impero Romano. Certamente ne indebolirono esercito, economia e istituzioni. Attorno al 165 d.C., la peste antonina fece diminuire la manodopera nei settori vitali dell’economia, crollare la produzione, aumentare i prezzi. E decimò gli eserciti di Marco Aurelio impegnati contro Germani e Persiani. Alcuni secoli dopo, nel 541 d.C., la peste colpì Costantinopoli e si diffuse ovunque, compromettendo le campagne militari di Giustiniano in Occidente per ricostruire l’Impero.

Il coronavirus non farà crollare imperi ma in poche settimane ha fatto emergere la grande fragilità della globalizzazione. La pandemia ha causato crollo della borsa, chiusura di porti, aeroporti e fabbriche, blocco di merci e container, fine dei flussi di turisti e migranti. E ha evidenziato l’assenza di cooperazione internazionale, ricordato rigidità e limiti dell’Unione europea, confermato la mancanza di trasparenza dell’Iran degli Ayatollah e della Cina comunista, mostrato l’inadeguatezza di diversi leader politici. Unica nota positiva l’interruzione delle maggiori crisi internazionali: emergenza migratoria, guerre commerciali, proteste a Hong Kong, Iran e Cile, guerre in Libia e Siria.

L’emergenza sanitaria finirà. Ma, dopo aver colpito le persone, il contagio si sta scaricando su società ed economia e modificherà equilibri politici nazionali e internazionali.

Il coronavirus uccide chi è vecchio e malato. Diverse istituzioni internazionali lo sono. Per molte di queste la pandemia è un banco di prova che ne sta facendo emergere limiti e burocrazia, talvolta l’inadeguatezza. È il caso dell’Onu e soprattutto dell’Unione Europea, che pare incapace di cogliere quest’opportunità storica per rilanciare il proprio progetto.

Il virus è apolitico, colpisce democrazie e dittature. In entrambe, se i cittadini ritenessero che i loro governi non riuscissero a controllare l’epidemia, potrebbero scoppiare rivolte sociali e crisi politiche. Dopo la Sars nel 2002, il Covid-19 è la seconda grande epidemia globale che ha origine in Cina in pochi anni. Ciò fa sorgere dubbi sulla sostenibilità di un espansionismo esasperato che vuole modernizzare 1,3 miliardi di persone a tappe forzate, fa un uso smisurato di risorse e stravolge la natura.

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Foto Mediamodifier CC0

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