Primo ministro ai rappresentanti religiosi: tutti nella stessa barca, credenti e non. Possiamo farcela

Questa mattina il primo ministro Igor Matovič ha ricevuto presso il palazzo del governo i maggiori rappresentanti religiosi della Slovacchia. Sono intervenuti il presidente della Conferenza episcopale slovacca, l’arcivescovo-metropolita di Bratislava, Stanislav Zvolenský, e il vescovo generale della Chiesa evangelica della confessione di Augusta, Ivan Eľko. Presente anche la ministra della Cultura Natália Milanová, sotto la quale ricadono le relazioni con le confessioni religiose.

Dopo l’incontro Matovič si è detto convinto che sia possibile gestire la situazione dell’epidemia di coronavirus. La Slovacchia sta soffrendo, e le vacanze di Pasqua quest’anno saranno diverse. Matovič ha ringraziato le confessioni per il loro ateggiamento e per aver mantenuto la priorità di proteggere la vita umana. «Siamo tutti nella stessa barca, credenti e non credenti», solo attraverso la responsabilità, l’appartenenza e la solidarietà la Slovacchia può vincere la lotta contro COVID-19, ha detto.

L’arcivescovo Stanislav Zvolenský ha sottolineato che questo è stato il primo incontro ufficiale con il nuovo governo. La Chiesa cattolica ha rispettato le disposizioni severe del governo, e accettato il divieto di svolgere funzioni religiose con la presenza dei fedeli. «Soffriamo dell’impossibilità di fare culto in pubblico, ma ci rendiamo conto che devono essere prese precauzioni per proteggere la salute e la vita di noi stessi e degli altri», ha detto, confermando che messe e cerimonie pasquali si terranno in cattedrali e chiese senza la presenza di credenti. Sarà presente solo il numero necessario di celebranti e assistenti.

«Durante queste feste [pasquali], che siamo credenti o no, vivremo tutti delle sofferenze, ma con la speranza della nostra risurrezione», ha detto il premier. Quanto alla riapertura al pubblico delle funzioni religiose, Zvolenský ha detto di comprendere che ancora «non è possibile fissare una data per riprendere le celebrazioni pubbliche».

Le istruzioni dell’Autorità sanitaria per confessioni e comunioni

Ieri il dirigente sanitario della Slovacchia Ján Mikas ha emesso una nota per chiarire alcuni aspetti delle restrizioni di movimento e riunione pubblica con riguardo alle festività pasquale. Le chiese rimangono aperte ai fedeli, che devono tuttavia rispettare una serie di obblighi, tra cui indossare maschere e guanti (o disinfettare la mani), restare a distanza dalle altre persone, e rispettare la quota stabilita di una persona per volta ogni 25 metri quadrati di superficie pubblica degli edifici pubblici. In una chiesa di 500 metri quadrati potranno insomma stare un massimo di 20 persone contemporaneamente.

Al momento è impossibile organizzare confessioni di massa nelle chiese, come avviene di consueto prima di Pasqua, ma è possibile la confessione individuale «in situazioni eccezionali (straordinarie, urgenti)» su appuntamento e con l’osservanza di misure antiepidemiche. Inoltre, il penitente deve essere solo, «sano e non soggetto a misure di quarantena obbligatorie», e dovrà indossare una maschera e guanti e stare a una distanza di non meno di due metri dal sacerdote, meglio se all’aperto.

Per la distribuzione della Comunione, Mikas ha dichiarato che essendo proibite le messe pubbliche, chi si comunica deve usare guanti e maschera, da togliersi «per un brevissimo momento, prima di prendere l’ostia tra le mani e inserirla nella bocca». Anche il sacerdote che dà la Comunione dovrebbe usare maschera e occhiali.

(La Redazione)

Foto Vlada SR

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.