Scusa, ci conosciamo? – Incontri con Marína

Ciao gente,
scusate, ci conosciamo?

Perdonate la domanda molto comune, ma vorrei che ci conoscessimo meglio, nonostante il fatto che non sarà molto facile, visto che la popolazione mondiale è di circa 7,7 miliardi…, cosi almeno dicono i dati statistici.

Da qualche parte però devo cominciare, allora ho deciso iniziare da me. Mi chiamo Marina e sono un essere umano di sesso femminile, vivente sulla Terra, in Europa, precisamente in Italia, ma proveniente dalla Slovacchia e mi godo il lusso di avere la doppia nazionalità. Lo so che di “questi tempi” il mio humor vi può suonare strano, ma presumo che tanti di voi avete capito che si tratta del mio modo di sfogare la mia rabbia per l’incapacità di intervenire contro il coronavirus. Per me l’humor, fin da piccola, è stato il modo di affrontare la paura e il dolore in tutti i tempi, per poter trasformarli in una forza interna che mi permette di darmi sicurezza per affrontare i pericoli.

Si, tutti noi stiamo affrontando sfide difficili, tanti di noi cercano risposte alle proprie domande, tanti di noi si domandano “chi sono”, ma pochi di noi si fanno una domanda molto più concreta: “Chi voglio essere durante il Covid-19?”

Si è una domanda molto strana, che mi ha fatto riflettere, così ho pensato che tramite questo grafico dalla “Casapace Milano” posso invitare anche voi, cari amici, a resettare i pensieri cattivi.

Amo la vita come voialtri e così ho deciso che durante il tempo di Covid-19 voglio rimanere me stessa e tale voglio rimanere anche nel futuro, il che significa continuare ad essere un’assistente sociale, una educatrice, una scrittrice, una collega, una imprenditrice, una moglie, una figlia, un’amica e se mi sarà possibile anche una nonna. Ho deciso di continuare a migliorare le mie conoscenze lavorative, i miei rapporti umani giorno per giorno con la speranza che al più presto possibile li userò per aiutare a creare un nuovo e migliore futuro per noi tutti.

Spero che mi consentiate di regalarvi una fiaba che fa parte del mio libro per bambini con il titolo: ‘La strana famiglia della zia Klara’. Buona lettura e non vi scordate:

Abbiate cura di voi e dei vostri cari,

vostra Marína


LA FIABA DELLA BUONA NOTTE

Dal libro ‘La strana famiglia della zia Klara’ di Marína Hostačná Grossi

In una famiglia povera, una bella bambina nacque in una bella giornata. I suoi genitori non avevano altro da offrire se non l’amore. Il terreno era pietroso e sterile. L’acqua vicino cui vivevano era salata. Il padre della bambina si alzava molto presto ogni mattina per portare della buonissima acqua dolce dal villaggio vicino. La versava in sacchetti di cuoio che si portava a casa sulla schiena. Ogni giorno la madre raccoglieva le pietre dal campo e quelle che somigliavano a forme di animali o di cuoricini le scambiava con i passanti per avere del pane. Il regalo più bello che i genitori avevano avuto era la loro bambina. Era la loro luce, e così le avevano dato il nome di Svetlana.

Svetlana era bella, diligente, saggia e coraggiosa. I suoi genitori erano felici per lei. Ogni volta che erano in difficoltà, Svetlana si metteva a cantare per tranquillizzarli. Diceva che al mattino sarebbe arrivato un nuovo giorno e con esso anche una nuova gioia. Sapeva che la più grande ricchezza nella vita dei suoi genitori era lei.

In una bella serata come questa di oggi, la piccola Svetlana si sedette sulla riva del mare, recitando questa filastrocca:

Stella stellina
la notte s’avvicina:
la fiamma traballa,
la mucca è nella stalla.
La mucca e il vitello,
la pecora e l’agnello,
la chioccia e il pulcino,
la mamma e il suo bambino.

Ognuno ha il suo piccino,
ognuno ha la sua mamma
e tutti fan la nanna. (*)

Leggere onde accarezzavano le gambe di Svetlana e la ringraziavano per aver inventato bellissime canzoni e ninne nanne che lei cantava e recitava ogni sera. La poesia di oggi era diversa, così dolce, che persino le stelle del cielo caddero per ascoltare meglio. Una delle stelle non ce la faceva più a star zitta e disse: “Svetlana,

nostra amica! Io e le mie sorelle ti ringraziamo per la bellissima poesia. Guarda in cielo quante siamo. Nostra madre è la Luna e nostro padre è il Sole. Senza di loro non ci saremmo nemmeno noi. Guarda il mare, questo è il nostro specchio.” In effetti, nessuno aveva mai visto un tale splendore. Ogni onda che si avvicinava alla bambina rifletteva una stella del cielo notturno. Tutto il mare fu improvvisamente cosparso di stelle. Come se qualcuno ci avesse cucito molte perle d’oro. Ma anche le onde che erano rimaste in silenzio cominciarono a parlare: “Cara bambina, anche noi abbiamo una madre. Si chiama Acqua Dolce e nostro padre è Mare Salato. Ti ringraziamo anche noi per la tua amicizia, guarda quale regalo ti stiamo inviando. Non ci resta che attendere l’arrivo di Venticello perché abbiamo bisogno del suo aiuto”.

“Eccomi,” disse Venticello, “stavo anche io ascoltando dietro la roccia. Mia madre è Tromba d‘Aria e mio padre è il Vento, anch’io ti ringrazio.

State attenti tutti!.. attente, onde, preparatevi”.

Venticello soffiò sulla più grossa delle onde scavando il terreno accanto alla casa, e Acqua Dolce lasciò entrare parte della sua anima nella sorgente e formò un fiume.

“È meraviglioso, grazie a tutti! Questo è il regalo più bello che avrei potuto ricevere!” Svetlana urlò a squarciagola e scappò.

“Svetlana, non correre, hai dimenticato qualcos’altro sulla sabbia”, dissero le stelle.

“Ho dimenticato qualcosa? Non avevo niente”, si chiese la bambina e si voltò indietro.

“Sì, ce l’avevi… e ce l‘hai. Hai tanto amore in te quante sono le perle su questa rete. Basta prenderla e tornare a casa”.

Stupita, Svetlana raccolse la rete da pesca piena di perle e la tirò fino a casa. La mattina quando i genitori si alzarono, suo padre vide un fiume pieno di acqua dolce intorno alla casa. La madre scoprì le perle al posto delle pietre. Un arcobaleno brillava sopra la casa.

Svetlana raccontò ai suoi genitori sorpresi l’intera storia. Da allora, tutti vissero non solo nell’amore e nella felicità ma anche nella prosperità.

Svetlana non dimenticò mai di arrivare al mare nemmeno una notte per raccontare ai suoi amici nuove fiabe.

Forse questa sera le stelle soddisferanno i vostri desideri più segreti anche a voi, figli miei. Guardate il cielo, trovate la vostra stella e sussurratele in un orecchio una bella ninna nanna. Credetemi, funziona. Ho raccontato loro la mia storia ed ho ricevuto pure un dono… voi. Esiste una cosa più bella di voi? Vi amo tutti e, credetemi, l’amore è il dono più prezioso del mondo.


(*) Stella stellina è una filastrocca di Lina Schwarz

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(Marína Hostačná)

Caricatura di Marína: ©Viktor Csiba/
©MHG Agency, Rome

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