Via a contributi pubblici per imprese e lavoratori automoni colpiti dalla crisi del coronavirus

Imprese e lavoratori autonomi (SZČO) dei settori costretti dall’Autorità di salute pubblica (ÚVZ) a chiudere l’attività a causa dell’epidemia di coronavirus possono presentare domanda di sussidi statali a partire da oggi alle 12:00, accedendo allo schema di “Prva pomoc” a un sito apposito: www.neprepustaj.sk (oppure www.pomahameludom.sk). Mentre da mercoledì 8 aprile, sempre alle 12:00, potranno farlo anche i datori di lavoro e imprenditori che, sebbene non costretti a chiudere per decisioni governative, hanno subito un calo delle vendite di almeno il 20%. Le domande saranno inviate agli indirizzi e-mail degli uffici del lavoro. Il provvedimento, promosso dal governo in Parlamento con una procedura accelerata, è stato approvato da quest’ultimo il 31 marzo.

Il ministero del Lavoro ha istitutito un call center con 70 operatori che risponderanno alle domande telefoniche di datori di lavoro e imprenditori. Il servizio gratuito, disponibile nei giorni lavorativi dalle 6:00 alle 22:00, risponde al numero +421 2 2211 5656.

La domanda per la misura numero 1 (presentabile da oggi), da cui si accede nella sezione sinistra del sito, è per i datori di lavoro che non hanno un contratto di contrattazione collettiva. Gli altri datori di lavoro e autonomi che hanno contratti collettivi possono invece accedere alla misura numero 2 e compilare la domanda che sarà disponibile da mercoledì (a destra nel sito).

Come ha dichiarato domenica in una conferenza stampa il ministro del Lavoro Milan Krajniak (Sme Rodina), il contenuto del sito verrà regolarmente aggiornato in base alla situazione e alle esigenze. Si tratta, ha detto il ministro, del piano di assistenza sociale più grande (di sempre) e preparata nel modo più rapido possibile. «Siamo riusciti a prepararlo in cinque giorni», ha dichiaratoKrajniak.

Il sussidio per la prima misura è destinato ai datori di lavoro, che possono chiedere un contributo fino all’80% della retribuzione media per ogni lavoratore dipendente, fino a un massimo di 1.100 euro. Il contributo massimo per ogni richiedente è di 800 mila euro per l’intero periodo della crisi da coronavirus. La condizione è mantenere il lavoro anche dopo il periodo di crisi. Il periodo ammissibile va dal 13 marzo 2020, vale a dire dalla data della decisione dell’Autorità di salute pubblica sulla chiusura delle attività, fino alla fine del mese di calendario in cui arriverà la decisione di fine emergenza della stessa autorità sanitaria.

Il contributo della seconda misura è mirato alle PMI che hanno perso fatturato e utili. Vi possono accedere i lavoratori autonomi che non sono datori di lavoro e che hanno dovuto chiudere obbligatoriamente l’attività, oppure i datori di lavoro (autonomi o aziende) che hanno avuto un danno economico oltre il 20%. Il contributo è a compensazione dell’indennità salariale, da calcolarsi in in base alla diminuzione delle vendite. La condizione è mantenere il lavoro anche dopo il periodo di crisi. Per quanto riguarda i lavoratori automomi (SZČO), sono ammessi solo coloro che hanno regolarmente pagato l’assicurazione sanitaria e pensionistica fino al 31 marzo 2020.

Per il mese di marzo, sono concessi 150 euro a chi ha avuto un calo di vendite tra il 20 e il 30%, 210 euro fino al 40% e 270 euro a chi ha perso oltre il 40% del fatturato. Per aprile gli importi si alzano rispettivamente a 180 euro per perdite tra 20 e 40%, 300 euro fino al 60%, 420 euro fino all’80% e 540 per riduzioni ulteriori di fatturato fino al 100%. Per il calcolo va confrontato l’importo delle vendite del 2020 con la media mensile delle vendite per l’anno 2019 (fatturato totale diviso dodici).

(La Redazione)

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