La proposta di una cassa integrazione europea, spiegata

Mercoledì la Commissione Europea, l’organo esecutivo dell’Unione Europea, ha avanzato una proposta piuttosto innovativa per gestire la crisi economica causata dalla pandemia da coronavirus. In estrema sintesi, la Commissione ha proposto di istituire una cassa integrazione europea con una dotazione fino a 100 miliardi di euro da distribuire ai lavoratori dei settori economici più colpiti nei 27 paesi dell’Unione, soprattutto in quelli in maggiore difficoltà (fra cui l’Italia). Lo strumento finanziario proposto è stato soprannominato SURE: Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency, “Un aiuto per gestire i rischi legati alla disoccupazione durante un’emergenza”.

La proposta è stata accolta con favore dai paesi che chiedevano all’Unione Europea soluzioni più decise di quelle adottate finora. Prima che possa concretizzarsi dovrà superare una serie di passaggi fra cui l’adozione ufficiale da parte del cosiddetto Eurogruppo, l’organo che riunisce i ministri dell’Economia e delle Finanze dei paesi che adottano l’euro.

Dalle ultime indicazioni, sembra che la proposta abbia buone possibilità di essere accolta sia dalle altre istituzioni europee sia dai singoli paesi, compresi quelli più scettici su altre soluzioni creative come i cosiddetti “eurobond”. «Siamo fiduciosi sul fatto che sarà adottata in tempi brevi», ha detto ieri la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Il corrispondente da Bruxelles della Stampa, Marco Bresolin, ha confermato che «le resistenze dei giorni scorsi sembrano superate», e che «SURE farà parte di un pacchetto più ampio sul quale nelle ultime ore sarebbe stato raggiunto un accordo tra Francia e Germania», cioè i leader informali dell’UE in ambito economico.

Secondo la proposta della Commissione, SURE sarà finanziato con «garanzie» – cioè soldi che i singoli stati trasferiranno temporaneamente all’Unione Europea: si parla di circa 25 miliardi di euro – che serviranno a emettere titoli e raccogliere fino a 100 miliardi sul mercato azionario. I soldi raccolti saranno quindi distribuiti sotto forma di prestito, con interessi praticamente pari a zero, ai paesi in difficoltà.

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Foto FB/VolkswagenSlovakia

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