Via libera dalla Commissione europea, più flessibilità alla Slovacchia nell’uso di risorse

La Commissione europea ha approvato una proposta di misure presentata dall’ufficio della vicepremier per gli Investimenti e l’Informatizzazione Veronika Remišová (Za ľudí). Come ha illustrato ieri alla stampa la stessa Remišová, alla Commissione era stato chiesto di mostrare grande flessibilità nello spostamento di denaro tra diversi programmi operativi dei fondi europei allo scopo di reindirizzare le risorse verso obiettivi utili nella lotta contro il coronavirus. «Cosa che ci è stato permesso di fare. Ho anche chiesto alla Commissione europea di semplificare le regole burocratiche, e la commissione ha ottemperato anche a questa richiesta», ha detto. L’allentamento delle regole chiesto a Bruxelles era stata una delle prime azioni dell’ufficio della vicepremnier appena nominato il nuovo governo. «Dobbiamo sostenere i lavoratori autonomi e gli imprenditori per aiutare le imprese a mantenere i posti di lavoro», aveva detto Remišová il 27 marzo. « Abbiamo bisogno di denaro per l’acquisto di materiale sanitario per gli ospedali e per il nostro personale medico. Dobbiamo affrontare con urgenza la situazione finanziaria e lavorativa delle persone che devono rimanere a casa a causa delle misure correlate al coronavirus e aiutarle a sopravvivere a questa difficile situazione».

Le modifiche chieste e ottenute dovrebbero riguardare principalmente il Fondo europeo di sviluppo regionale, nell’ambito del quale la portata delle attività ammissibili verrebbe estesa per includere anche il capitale operativo per le piccole e medie imprese e le attrezzature mediche. Remišová ha incontrato nei giorni scorsi tutti i ministri del nuovo gabinetto per concordare con loro dove dovrebbero andare i soldi resi disponibili. «Il governo precedente ci ha lasciato i fondi dell’UE in condizioni disastrose. Molti dei progetti sostenuti sono insignificanti, mal gestiti e ci aspettano grandi correzioni per centinaia di milioni di euro», aveva detto. Una polemica che aveva toccato anche il suo predecessore Richard Raši (Smer-SD) per lo stato in cui ha lasciato l’ufficio, oltre che per avere concesso costose gratifiche di decine di migliaia di euro a due funzionari dell’ufficio pochi giorni prima di lasciare libera la poltrona. Dal canto suo Raši ha detto di avere lasciato in cassa 527 milioni di euro disponibili entro brevissimo per combattere le conseguenze del coronavirus. Una somma che tuttavia l’attuale vicepremier ha detto essere solo il frutto di una decisione europea di modificare gli obiettivi per quei fonri proprio in vista della crisi docuta al coronavirus. 

Con la nuova decisione di Bruxelles la Slovacchia potrtrasferire soldi tra programmi operativi finanziati da risorse europee e spostarli dove è necessario. «Potremo anche utilizzare il finanziamento della Commissione UE al 100% per le spese associate alla crisi», ha detto Remišová, aggiungendo che in questo caso non sarà necessario completare i fondi dell’UE con una percentuale di cofinanziamento da parte dello Stato. Ora l’ufficio stsa lavorando per identificare dove ci sono soldi non utili che possono essere reindirizzati.

(Red)

Foto NRSR

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