Matovič: un lockdown potrebbe dare modo alla nostra economia di ripartire prima

Il primo ministro Igor Matovič (OĽaNO) ha ammesso oggi che sta considerando l’idea di un cosiddetto “lockdown” completo del paese per alcune settimane. In questo periodo verrebbero introdotte misure di limitazione al minimo della mobilità delle persone, come già fatto in Italia e altri paesi, regolate da una disciplina di tipo militare. Secondo lui le norme severe decise finora sono riuscite a ridurre la mobilità in Slovacchia del 70%, ma con un coprifuoco totale si potrebbe arrivare al 90%. Secondo il premier la serrata totale, cioè di «tutto quanto non è necessario», potrebbe aiutare la Slovacchia a far ripartire l’economia il più presto possibile. La scelta a suo parere è tra due strade possibili: una è ridurre al minimo il numero di contagi ma far morire l’economia nel lungo termine, e l’altra è seguire quanto fatto dalla Cina a Wuhan con misure drastiche di blocco totale per ripartire appena possibile. «Ogni giorno il coronavirus causa perdite per 70 milioni di euro alla nostra economia. Quanto tempo potremo resistere?», ha detto Matovič. «Prima prendiamo una buona decisione e prima potremo ricominciare, come una piccola ma sana isola in Europa», ha detto, sottolineando tuttavia la necessità di un consenso comune su un progetto del genere.

Progetto che è osteggiato dal ministro dell’Economia Richard Sulík (SaS), il quale crede che un tale esperimento potrebbe dare un colpo di grazia all’economia nazionale. Sulík potrebbe dare il via libera a un tale provvedimento solo se si dovessero verificare eventi straordinari – e ha citato l’esempio estremo dell’Italia con quasi mille morti al giorno. Ma intanto lo stabilimento automobilistico Kia Motors di Teplička nad Váhom, poco fuori Žilina, ha annunciato la ripresa della produzione.

Secondo le stime più fresche raccolte dalla Banca nazionale slovacca (NBS) tra gli analisti delle banche commerciali, quest’anno il PIL slovacco potrebbe crollare del 6,1%. Solo l’anno prossimo potrebbe rimbalzare, del 4,7%.

Nel frattempo i partner della coalizione a quattro hanno concordato l’istituzione di un Fondo di mutua assistenza che sarà dedicato alle singole persone le cui vite sono state colpite dal nuovo coronavirus. Secondo Matovič contribuiranno al fondo i parlamentari della coalizione, i ministri e le altre persone che cooperano con il governo. Il primo ministro ha detto che contribuirà personalmente con tutto il suo stipendio. Una mossa che segue la proposta del capo del Parlamento e leader di Sme Rodina Boris Kollár, il quale già la scorsa settimana aveva auspicato una riduzione dei salari per i funzionari costituzionali – presidente, capo del parlamento e primo ministro, ma anche parlamentari e ministri – per dare un aiuto concreto al finanziamento della crisi causata dal coronavirus. Secondo Kollár dovrebbero aderire al fondo anche funzionari dello Stato e della pubblica amministrazione, oltre a membri della magistratura, i cui stipendi sono direttamente collegati a quelli dei parlamentari.

Nella odierna seduta parlamentare, iniziata alle 13:00, il primo ministro Matovič ha preso la parola in aula, un evento insolito, per invitare tutti, opposizione compresa, a remare nella stessa direzione nella lotta comune contro la pandemia. L’invito era rivolto in particolare ai deputati del partito socialdemocratico Smer-SD, cui ha chiesto di comportarsi in modo responsabile e togliersi le “magliette politiche” per essere di aiuto nella crisi, e a non sabotare le azioni del governo. «Ora è il momento di mettere da parte la politica», ha detto Matovič, sottolineando che l’ostruzione di Smer non fa danni solo al governo ma a tutti i cittadini e anche agli stessi elettori socialdemocratici. Il premier ha invitato tutti i parlamentari, di qualunque colore, a partecipare al Fondo di mutua assistenza, che rimarrà tuttavia su base volontaria.

Parlando domenica in televisione (Markíza), il presidente del Parlamento Boris Kollár (Sme Rodina) ha dichiarato che, seppure favorevole all’introduzione della tredicesima per i pensionati, l’ultimo provvedimento della scorsa legislatura che il suo partito ha votato seppure all’opposizione, ha ammesso che si tratta di un “extra” e che potrebbero non esserci soldi sufficienti per pagarla se la crisi per il coronavirus dovesse persistere. Adesso l’imperativo per lo Stato è prima di tutto aiutare le imprese e i dipendenti a sopravvivere alla crisi. Una simile possibilità era stata citata dal primo ministro Matovič in precedenza, mentre dal partito Smer-SD, il partito che aveva sponsorizzato la proposta di una mensilità in più ai pensionati, arrivano raccomandazioni per il mantenimento della tredicesima, che costerà oltre 400 milioni alle casse dello Stato.

Dalle categorie economiche sono arrivate in questi giorni le prime critiche alle misure di sostegno all’economia varate dal governo domenica. A dire la loro sono le imprese grandi e piccole, ma anche i sindacati. Gli industriali lamentano l’insufficienza del pacchetto economico, che non prende in considerazione i problemi delle grandi aziende. L’Associazione dell’industria automobilistica slovacca (ZAP) ha espresso il desiderio che le misure vadano anche a sostegno della riduzione dell’orario di lavoro (il cosiddetto kurzarbeit tedesco), che a loro dire consentirebbe di preservare i posti di lavoro, come fatto già in Germania, Austria e Regno Unito. ZAP si aspetta che il governo voglia incontrare i rappresentanti delle imprese il più presto possibile per elaborare un pacchetto destinato alle grandi imprese, allo stesso tempo preservando la competitività della Slovacchia nei confronti dei futuri investitori. Mentre la Confederazione dei sindacati (KOZ) ritiene poco chiare le prime misure economiche del governo per ridurre l’impatto della pandemia, oltre che non sufficientemente efficaci e troppo burocratiche. Lo ha detto oggi Monika Uhlerová, vicepresidente di KOZ, invitando il governo, che non ha voluto incontrare i sindacati, a «rendere gli aiuti rapidi e poco amministrativi». Inoltre, quanto già deciso dall’esecutivo dovrebbe essere ampliato e reso una soluzione universale. Come sono scritte adesso le misure possono aiutare «solo un ristretto gruppo di dipendenti e imprese». «Siamo preoccupati da licenziamenti di massa e aumento della disoccupazione», ha detto Uhlerová, mentre il presidente di KOZ Marián Magdoško ha criticato i leader della coalizione per non essere riusciti a trovare il tempo di comunicare con i sindacalisti. «Con il nuovo governo, il dialogo sociale è finito», ha detto, «nessuno ci ha chiamato».

(La Redazione)

Foto FB/Olano

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