Ministero: picco della pandemia di COVID atteso per metà luglio. C’è un terzo guarito

In una conferenza stampa il ministro della Salute Marek Krajčí (OĽaNO) ha dichiarato ieri che il picco della pandemia di coronavirus in Slovacchia è atteso tra 110 giorni, vale a dire a metà del mese di luglio. In quel momento, circa 1000 persone avranno bisogno della ventilazione polmonare in terapia intensiva, e altre 7000 saranno ricoverate in ospedale con sintomi gravi. Questo sviluppo, già di per sé drammatico, è quello previsto se si applicano le attuali misure per ridurre la diffusione della malattia. Il modello di previsione utilizzato dall’Istituto di politica sanitaria (IZP) del ministero viene aggiornato quotidianamente con nuovi dati, ha detto il ministro, che ha sottolineato come la curva del grafico previsionale cambia ad ogni nuova misura decisa dal governo.

Krajčí ha tuttavia avvertito che questo significa che si tratta di una previsione, e va presa con le pinze. La diffusione della malattia dipenderà sempre anche dal comportamento delle persone, olre che da quali misure prenderà il governo. Secondo le previsioni, circa 170mila persone, cioè il 3,1% della popolazione, potranno venire infettate dal coronavirus. Un numero che risulta decisamente inferiore alle precedenti stime (10%), anche grazie all’adozione di misure più rigorose da parte del governo. Il ministro ha sottolineato che le stime dovranno essere la bussola del ministero nel preparare il sistema sanitario nazionale in attesa dell’onda epidemica, e riuscire a gestire l’enorme carico di ospedalizzazioni e terapie intensive attese nelle strutture sanitarie del paese. L’obiettivo è cercare di ridurre al minimo il numero di persone che verranno ricoverate in reparti di terapia intensiva durante il picco, in modo da garantire a tutti le cure vitali necessarie.

Donazioni di sangue crollate
Il ministro ha inoltre sottolineato la necessità che i donatori di sangue continuino a dare il loro sangue, soprattutto in questo momento. Il Centro nazionale delle trasfusioni ha registrato in questo periodo un crollo del 74% del numero di donatori in tutta la Slovacchia. Dalle 3.400 donazioni a settimana di prima dell’epidemia si è passati a 887 nella terza settimana di marzo.

Un terzo paziente è guarito
C’è un terzo paziente guarito da COVID-19 in Slovacchia. Come ha da poco informato il sito del ministero della Salute, si tratta di un uomo di 39 anni ricoverato all’ospedale universitario F. D. Roosevelt di Banská Bystrica. I primi due pazienti guariti erano un uomo e una donna della regione di Košice. L’uomo era stato ricoverato in ospedale, mentre la donna è sempre stata in quarantena comiciliare.

La Slovacchia ad oggi ha 363 casi confermati di COVID-19, di cui 27 registrati ieri, e nessun decesso. Il primo caso slovacco è stato registrato il 6 marzo 2020. La morte di una donna di 84 anni, che era infetta, in seguito all’autopsia è stata classificata come infarto del miocardio. Un uomo di 60 anni di Bojnice, positivo al coronavirus, è morto a casa poco dopo essere stato dimesso dall’ospedale. Si attende l’esame autoptico per diagnosticare l’esatta causa di morte.

Tra i paesi limitrofi, l’Austria ha il più alto numero di persone infette, quasi 10.000, e 128 persone decessi. La Repubblica Ceca, dove la malattia ha infettato più di 3 mila persone, riporta 25 morti. La Polonia elenca oltre 2.000 infetti e 31 morti, l’Ungheria quasi 500 infetti e 16 morti. L’Ucraina segnala oltre 500 infetti e 13 decessi.

(La Redazione)

Foto MZSR

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