Combattere le fake news, un imperativo per tutti noi

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’editoria e al programma di Governo, on. Andrea Martella, dopo che il Copasir (Comitato Parlamentare per la sicurezza della Repubblica) ha riscontrato una campagna di disinformazione che ha come obiettivo l’Italia in primis, ma non solo, lancia una “task force a Palazzo Chigi contro le fake news sul Coronavirus”.

Speriamo che questa task force non si fermi poi, una volta superata l’emergenza Coronavirus, solo a questo. Con lo sviluppo dei “social” ciascuno di noi non solo diventa facilmente produttore di notizie o ancora peggio divulgatore di notizie che nella grandissima parte dei casi non hanno avuto nessun controllo o verifica, né di origine delle fonti, né della veridicità delle stesse.

In questi tempi in cui con dovere stiamo chiusi in casa la gran parte di noi posta, condivide, reinvia e non credo che tutti verifichino e valutino l’autenticità, la veridicità, i rischi.

Proprio ieri un amico di vecchia data mi ha spedito tramite WhatsApp una foto (di cui riportiamo di seguito solo la parte centrale per rispetto delle persone riprese e direi stupidamente accomunate).

La foto riporta i primi piani di un ex Presidente della Repubblica, di una ex Presidente del Parlamento, di un ex Governatore della BCE, di due ex Premier italiani, di un noto giornalista di denuncia e altri sette ex Ministri (tutti italiani) ed era accompagnata dal messaggio:

… potreste pensare che il fautore si fosse riferito ai cugini europei che nel momento del bisogno ci stanno dimostrando quanto vicini sono agli italiani…  Assolutamente no! l’interesse di questo campione era quello di “anche in questo momento l’importante è Sputtaniamotutti, prendiamo alcuni slogan e mettiamoli assieme: mancava solo che spiegasse che “””il Coronavirus ce l’hanno portato i migranti sbarcati dalla Gregoretti, ahh se li avessimo ancora tenuti in nave…”””. Orribile! Per fortuna che gli italiani hanno dimostrato di avere grandi capacità e di contare tantissime intelligenze. Ciò però non ci deve far dire “Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: non ragioniam di lor, ma guarda e passa“. Le parole pronunciate da Virgilio per descrivere gli ignavi, cioè i vili, coloro che nel corso della loro esistenza non hanno mai agito, né nel bene né nel male (“coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo“). Sarei proprio curioso di conoscere la mente, il creatore dello  “Sputtaniamotutti”… ma perché questa gente non cerca di fare qualcosa di utile per i propri fratelli e per il proprio Paese? Sprecare energie a sputtanare, ma ce ne rendiamo conto… e chi riceve e inoltra certi messaggi se ne rende conto? Proprio in TV in questi giorni un giornalista ha ricordato come un post “fake” un messaggio su una cura per una grave malattia che indicava come curativa una sostanza contenuta in una sostanza liquida per acquari: una persona anziana ha ingerito il liquido per paura di avere questa malattia di cui era morta la moglie pochi giorni prima, ed è morto! Non aggiungo altro.

In questi giorni sul Coronavirus in internet, sui social, in WhatsApp… è apparso e continua ad apparire di tutto. Ieri abbiamo pubblicato l’articolo “Ventiquattro bufale sbugiardate sul Coronavirus“. Ma la nostra lotta alle fake news o bufale che dir si voglia dura da molti anni, basta vedere i nostri articoli nello storico.

Sul panorama internazionale si affaccia una nuova frontiera del giornalismo dei nostri tempi, il Debunker, o meglio in uno slang italiano: lo “Sbufalatore”. Questa figura è stata trattata in un dibattito organizzato il 20.09.2019 da Associazione Stampa Romana e dall’Ordine dei Giornalisti (trasmesso su Radio Radicale): professione Debunker, lo “Sbufalatore“, che inviterei molti ad approfondire.

Quello che ci preoccupa, e che sicuramente preoccupa ancor di più il Copasir e il Sottosegretario Martella, sono le manipolazioni delle fake news non fatte da qualche isolato soggetto, imbecille o malintenzionato che esso sia, ma più scientificamente messe in giro da qualche organizzazione straniera per orientare la gente verso determinate scelte o azioni. Ormai è conosciuta da tutti l’influenza che hanno avuto i social network sia nelle rivoluzioni della Primavera Araba del 2011, che nell’influenza esercitata su alcune consultazioni elettorali in molte parti del mondo.

Si stanno sviluppando vere e proprie agenzie di orientamento che agiscono sui social per orientare le persone sia a comprare un prodotto specifico o per quale presidente votare, ma anche se mettere la crocetta sul si o sul no a un referendum.

Ognuno di noi oggigiorno ha uno, due o anche più telefonini, tutti possono diventare divulgatori di notizie: non ho usato il termine “Giornalista” che scrivo con la “G” maiuscola. Qui in Slovacchia il povero Ján Kuciak ha pagato con la vita il fare con dovere, con passione e con professionalità il proprio mestiere di Giornalista. Quelli di “Sputtaniamotutti” possono impunemente diffamare od offendere tutti senza rischiare nulla o magari ricevono qualche sovvenzione, italiana o straniera, e anche qui mi fermo.

In questo momento certi regimi, come ad esempio quello ungherese, per il Coronavirus hanno ancora di più limitato la libertà di stampa e di informazione che già in precedenza erano state molto ridotte, tanto che io, e non solo io, non so se oggi l’Ungheria avrebbe ancora i requisiti per restare in Europa. Dall’altra parte abbiamo milioni di persone che inviano e inoltrano senza alcun controllo i post più disparati creando aspettative, paure, false speranze e potremmo continuare per ore.

Le due facce della stessa medaglia: mancanza di libertà di espressione – espressione libera senza alcun controllo. Per nostra fortuna la mancanza di libertà di informazione è stata risolta nel 1945, ma con l’approssimarsi del 5G (quinta generazione di telefonia mobile), con la quale tutti noi saremo in grado di comunicare ancora più velocemente e più efficacemente di oggi, vanno poste delle chiare regole in merito e chiare regole significa chiare sanzioni per i trasgressori. Sappiamo tutti che proibire qualcosa ma non prevedere pene per chi trasgredisce equivale a non avere regole.

Cari lettori, non vorrei passare per reazionario censore, in quanto mi ritengo esattamente l’opposto, mi permetto di suggerire per chi inoltra fake news senza averne verificata l’origine, che non portano alcuna firma o riferimento al creatore, l’interdizione per 3 mesi dell’utilizzo dei dati del telefonino, e per ogni infrazione successiva la triplicazione della sospensione. Per chi inventa e falsifica le notizie chiederei pene molto severe. Per chi invece utilizza questi metodi per manipolare gli orientamenti, beh questo lo lascio fare ai legislatori, io sarei troppo severo.

Loris Colusso

Foto khalid Albaih cc by nc sa

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