Governo: primi provvedimenti economici a sostegno di imprese, dipendenti e autonomi

Il governo annuncia 7 misure di sostegno per aziende, dipendenti e lavoratori autonomi

Il governo ha annunciato la preparazione di un pacchetto di prime misure per aiutare l’economia colpita dalla pandemia del nuovo coronavirus. Finora sono sette le misure, chiamate Pronto Soccorso per dipendenti, aziende e commercianti, che il primo ministro Igor Matovič ha annunciato domenica insieme ai rappresentanti di altri partiti della coalizione. Provvedimenti che sono stati messi a punti dal ministero dell’Economia in collaborazione con altri ministeri competenti per le diverse materie, allo scopo di evitare la minaccia di licenziamenti e il fallimento di attività oggi impossibilitate a lavorare.

Secondo quanto detto dal ministro dell’Economia Richard Sulík si tratta di un primo pacchetto di misure «sensate e ben mirate», preannunciando che «verranno prese gradualmente decine di misure con obiettivi più specifici». «Non lasceremo sprofondare nel baratro i datori di lavoro», ha detto il ministro, anche se tutti soffriranno per la durata dell’emergenza. L’azione del governo non è pensata per compensare gli imprenditori per i profitti persi, ma per la conservazione dei posti di lavoro, e ha sottolineato Sulík, sarà «possibile superare insieme la crisi». Ha pregato le imprese a pensarci bene prima di fare anche un solo licenziamento. Allo stesso modo, le misure non si applicheranno ai dipendenti che sono hanno già ricevuto il preavviso di licenziamento.

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Tra le misure si trova un rimborso statale dell’80% degli stipendi dei dipendenti nelle aziende che sono state costrette a chiudere per decisione del governo, contributi ai lavoratori autonomi e ai dipendenti in base alla percentuale di calo delle vendite, garanzie bancarie per rifinanziare le imprese a condizioni favorevoli, e il 55% della retribuzione lorda ai dipendenti in quarantena obbligatoria e ai genitori in congedo famigliare che devono occuparsi dei figli minori (OČR).

Il ministro delle Finanze Eduard Heger, il cui dicastero ha lavorato in particolare sul differimento delle scadenze fiscali e le garanzie bancarie, ha dichiarato che si tratta di un aiuto massiccio, pari a 1 miliardo di euro al mese sotto forma di aiuti diretti e 500 milioni di euro al mese sotto forma di garanzie bancarie. Il governo e il parlamento dovranno discutere le misure tramite procedura accelerata per farle entrare in vigore il più presto possibile.

Secondo le stime, il governo di costi diretti prevede spese per 1 miliardo di euro al mese, oltre alle garanzie bancarie. Il governo sta anche discutendo con le banche per il differimento dei pagamenti dei mutui, su cui per ora non è stato ancora raggiunto un accordo. L’esecutivo sta poi lavorando per approvare misure speciali per le grandi aziende.

Queste le sette misure di sostegno

1. Rimborso dell’80% della retribuzione del dipendente alle imprese che sono state o sono attualmente chiuse a causa delle misure adottate contro il coronavirus. Il contributo massimo per azienda è di 200.000 euro e il limite per ogni dipendente è l’80% dello stipendio lordo massimo di 1.100 euro, vale a dire 880 euro.

2. Aiuti di Stato a imprese, liberi professionisti e dipendenti in base alla gravità della perdita di reddito subita. Le aziende il cui fatturato è stato ridotto nel mese di aprile a causa delle disposizioni governative riceveranno aiuti per ciascun dipendente come segue:
– riduzione del 20%: 180 euro;
– riduzione del 40%: 300 euro;
– riduzione del 60%: 420 euro;
– Riduzione dell’80%: 540 euro.
Gli aiuti per il mese di marzo saranno pari alla metà. La platea che potrà ricevere questo sussidio comprende circa 800.000 dipendenti e 200.000 lavoratori autonomi.

3. Garanzie bancarie a condizioni vantaggiose per un valore di 500 milioni di euro al mese per le aziende che rifinanziano le loro attività.

4. Sovvenzione del 55% della retribuzione lorda a dipendenti e genitori in quarantena e OČR durante il periodo di emergenza.

5. Differimento del pagamento dei contributi del datore di lavoro quando gli utili scendono di oltre il 40%.

6. Differimento dei pagamenti anticipati dell’imposta sul reddito quando il reddito scende oltre il 40%. Le società non pagheranno anticipi fino a ottobre.

7. Le imprese potranno compensare le perdite a bilancio non ancora utilizzate dal 2014 incluso.

(La Redazione)

Foto MHSR

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