L’università STU e Matador sviluppano un prototipo di ventilatore polmonare

 

L’Università tecnologica slovacca (STU) ha iniziato a sviluppare insieme al gruppo Matador un prototipo di ventilatore polmonare. Visto il veloce sviluppo della situazione sanitaria in Slovacchia e in Europa in connessione con l’espansione del nuovo coronavirus, sarà cruciale nelle prossime settimane e mesi per ogni paese avere a disposizione un numero sufficiente di dispositivi di ventilazione polmonare artificiale, da usarsi nei reparti di terapia intensiva; un fattore che potrebbe decidere la sorte del paese nel combattere l’epidemia e proteggere la salute dei cittadini. Oggi sarebbero disponibili nel paese 550 posti in terapia intensiva con dispositivi di ventilazione meccanica, secondo i dati dell’Istituto di politica sanitaria (IZP). Secondo le stime dell’istituto, tuttavia, al momento del picco della malattia la Slovacchia potrebbe avere bisogno di oltre 3.000 posti per pazienti COVID-19.

Per questa ragione, ha spiegato il presidente del gruppo Matador Stefan Rosina, «abbiamo lanciato un progetto di ricerca interna al fine di produrre insieme ai nostri colleghi di STU il prototipo», un progetto che si sta sviluppando rapidamente e che dovrà essere messo in produzione «il più rapidamente possibile». Sarà la società privata a finanziare lo sviluppo del prototipo, mettendo non solo soldi ma esperti e materiali. L’università STU, ha detto il rettore Miroslav Fikar, ha coinvolto per il progetto le sue migliori menti.

(Red)

Illustr. STU

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.