Slovacchi all’estero, arrivate oltre 3640 richieste di rimpatrio

Il ministero degli Affari esteri slovacco intende fare uso dell’aereo del ministero degli Interni per rimpatriare numerosi slovacchi bloccati all’estero, anche se dovranno pagare per il trasporto. Secondo quanto ha detto ieri il segretario di Stato agli Esteri Martin Klus, il ministero sta certando di mantenere un approccio equo per tutti i cittadini slovacchi, sia in patria che all’estero, motivo per cui i rimpatriati si dovranno pagare il conto del viaggio. «A causa dell’elevato numero di interessati, stiamo ancora chiedendo ai nostri cittadini di cercare di avvicinarsi il più possibile al confine slovacco», ha affermato Klus, sottolineando tuttavia che questi voli saranno organizzati in modo da non interferire con la possibile importazione di forniture mediche. I due A-319 della flotta governativa vengono infatti utilizzati, una volta rimossi i sedili, anche per voli cargo allo scopo di velocizzare le operazioni di importazione di materiali urgenti per combattere il coronavirus, come mascherine, disinfettanti, e dispositivi di protezione per il personale sanitario.

Fino al 25 marzo sarebbero rimpatriati 1.546 slovacchi, e più di 600 sono riusciti a tornare in Slovachia autonomamente, o con l’aiuto di ambasciate o consolati per un totale di oltre 2.000. Oggi, secondo Klus, il ministero ha ricevuto 3.640 richieste di slovacchi per il ritorno in patria. La notte scorsa è atterrato a Bratislava un aereo commerciale con quasi 300 cittadini, non solo slovacchi, provenienti da Washington. Il volo è stato organizzato dal ministero degli Affari esteri slovacco, e dall’ambasciata slovacca a Washington in collaborazione con le ambasciate ceca, ungherese e slovena negli Usa. Molto spesso gli slovacchi rientrano su voli di rimpatrio organizzati principalmente dai governi di Austria e Repubblica Ceca, e in misura minore anche dalla Germania, ha dichiarato Klus. Il sottosegretario ha ricordato che tutte le persone di rientro in Slovacchia devono in ogni caso sottoporsi alla quarantena obbligatoria presso le strutture adibite a questo scopo dal ministero degli Interni.

Già la settimana precedente il governo uscente aveva annunciato un programma di rimpatrio degli slovacchi dall’estero, mentre la situazione epidemica stava peggiorando in molti paesi dell’Europa e del mondo. La priorità sarebbe stata data a minori, donne in gravidanza, uomini d’affari e studenti. Dai paesi europei, Italia compresa, il ministero intendeva eseguire i rimpatri per mezzo di autobus, predisponendo decine di viaggi per il recupero dei propri cittadini. Per il trasporto in autobus il governo garantisce la gratuità ai cittadini slovacchi, mentre non è così per i voli in aereo.

(Red)

Foto MZV

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