Il nuovo governo. Chi sono i ministri di Matovič

Ecco un breve profilo dei quindici ministri del governo di Igor Matovič nominato sabato.

Vedi anche Chi è il primo ministro Igor Matovič

Eduard Heger
Ministro delle Finanze (OĽaNO)

Ex economista, 43 anni, attivo nella comunità cattolica della Cattedrale di San Martino a Bratislava, eletto già nel 2016 nella lista del partito OĽaNO. Heger ha scalato le gerarchie all’interno del partito, rimanendo a fianco di Matovič anche quando alcuni nomi noti del movimento (come Veronika Remišová) se ne sono andati contestando il modo di dirigere la “ditta” di Matovič. Prima membro della commissione bilancio, poi presidente della commissione di controllo dell’intelligence militare. È stato ministro ombra delle Finanze e dell’Economia.

Roman Mikulec
Ministro degli Interni (OĽaNO)

Militare di professione nelle Forze armate slovacche, pilota di aerei da combattimento, è poi passato al servizio di intelligence militare, di cui fu il capo durante il regno di Iveta Radičová (2010-2012). Nel 2013 la polizia lo fermò in auto e lo denunciò per una scheda SD contenente documenti segreti. Una questione durata diversi anni e che solo due anni fa ha visto il suo proscioglimento per non aver commesso il fatto. Lui fin dall’inizio ha affermato che scheda SD è stata messa lì da qualcuno che lo voleva far fuori per avere dato il via a una indagine sul drenaggio di risorse dell’intelligence militare sotto il primo governo di Robert Fico. Oggi 48enne, alla fine dell’anno scorso è diventato consigliere per i servizi segreti di Matovič, che lo ha candidato nella lista OĽaNO.

Jaroslav Naď
Ministro della Difesa (OĽaNO)

Già ministro ombra della Difesa, Naď, 39 anni, si è fatto conoscere come esperto nel campo della difesa e delle forze armate. Tra il 2003 e il 2013 ha lavorato al ministero della difesa in diverse posizioni dirigenziali (sezione politica di difesa, delegazione permanente della Slovacchia presso la NATO), e ha supervisionato la creazione di documenti strategici. In seguito ha lavorato nel settore non governativo come analista per l’Institute for Central European Policy (CEPI) e poi è stato cofondatore dell’Istituto slovacco per la politica di sicurezza. A fine 2018 è diventato esperto in difesa per il movimento OĽaNO. Naď è tra i più forti sostenitori dell’orientamento filooccidentale della Slovacchia e della sua adesione alla NATO e all’Unione europea.

Marek Krajčí
Ministro della Salute (OĽaNO)

Cardiologo pediatrico presso il Cardiocentro pediatrico dell’Istituto nazionale di malattie cardiache e vascolari, impegnato nella comunità cattolica, ha fondato una associazione a Bratislava di persone provenienti da chiese cristiane e ONG orientate ai valori cristiani. 45 ani, eletto la prima volta quattro anni fa per OĽaNO, di cui era esperto per il settore sanitario e ministro ombra, è stato membro della commissione per la sanità e ne divenne vicepresidente in corso di legislatura. Rieletto in febbraio malgrado il 143° posto in lista (una consuetudine per i volti più noti del movimento OĽaNO), è stato la scelta più ovvia per Matovič come ministro.

Ján Mičovský
Ministro dell’Agricoltura (OĽaNO)

Laureato alla Facoltà di Scienze forestali di Zvolen, 65 anni, negli anni ’90 ha lavorato nell’ente statale Lesy SR che gestisce le foreste demaniali dapprima nella Slovacchia orientale e poi in quella centrale. Nel 2010 ha ricevuto il premio Biela vrana (Corvo bianco) per il suo impegno ambientalista nel denunciare le discariche di rifiuti e il taglio illegale di legna nelle foreste statali. Dopo un conflitto con la direzione dell’ente e la perdita del lavoro iniziò la sua carriera politica con Igor Matovič entrando nel 2012 in Parlamento con il movimento OĽaNO, dove si è occupato principalmente della lotta alla corruzione. Esperto di silvicoltura, vuole promuovere una riforma del settore con la promozione di una gestione più oculata e diversificata delle foreste, che vuole stabili e più resistenti alle calamità. La sua candidatura nel 2016 non ha avuto successo, ma ha comunque continuato a lavorare per OĽaNO, che lo nominò come membro della Commissione elettorale statale. È stato eletto di nuovo deputato a febbraio.

Ján Budaj
Ministro dell’Ambiente (OĽaNO)

Mentre la maggior parte degli uomini simbolo del novembre ’89 guarda la politica da lontano, Ján Budaj è ancora attivo. 68 anni, come dissidente era già coinvolto in politica negli anni ’80 quando era oppositore del regime comunista. Successivamente divenne uno dei volti principali della Rivoluzione di velluto in Slovacchia, e cofondatore del movimento Pubblico contro la violenza (VPN) di cui divenne presidente. All’epoca del primo governo di Dzurinda era membro dell’SDK, in seguito fondò il partito di cittadinanza attiva Zmena zdola (Cambiamento dal basso) e nel 2016 si unì a Igor Matovič. È deputato di OĽaNO da due legislature. Più di 120.000 persone lo hanno votato alle elezioni di febbraio.

Natália Milanová, ministro della Cultura (OĽaNO)
Questo è uno dei nomi-sorpresa del nuovo governo. Storica 37enne, è in politica da meno di due anni, come sostituto di un dimissionario tra i non eletti del movimento OĽaNO nel maggio 2018, e subito promossa vicepresidente della commissione Cultura e Media. «Proteggo la libertà di parola, la cultura e i media. In Parlamento ho sostenuto un cambiamento radicale nei finanziamenti per il ripristino del nostro patrimonio culturale», ha detto.

Milan Krajniak
Ministro del Lavoro, affari sociali e famiglia (Sme Rodina)

Eminenza grigia e ideologo del partito di Boris Kollár fin dall’ingresso in Parlamento nel 2016, 47 anni. Le sue idee si sono materializzate nel libro “La dottrina dello Stato”. Nessuno dei nuovi ministri ha tanta esperienza in politica quanto Krajniak, che è sulcampo da più di 20 anni. Krajniak è tra i politici orientati ai valori cristiani con una visione fortemente conservatrice del mondo. Non nasconde di essere un avversario del “sistema” e della democrazia liberale: «Considero la democrazia liberale un sistema ipocrita che sta causando un crescente declino politico, economico e morale in Occidente», ha scritto nel 2016. In ogni caso, egli non è tra gli oppositori di una Slovacchia filoatlantica e membra della NATO.

Andrej Doležal
Ministro dei Trasporti (Sme Rodina)
Il nuovo capo dei trasporti ha costruito la sua carriera nel settore televisivo, dove ha ricoperto diverse posizioni di rilievo. 39 anni, è un professionista riconosciuto che ha raggiunto la posizione di capo dell’intero gruppo CME, dove ha assicurato il passaggio alla trasmissione HD in tutti i paesi in cui opera CME – in Slovacchia TV Markíza, l’emittente televisiva più seguita. L’ultimo impiego di Doležal è stato come direttore per l’innovazione in Towercom, società che fornisce il segnale radio-televisivo in Slovacchia.

Štefan Holý
Vice primo ministro per la Legislazione e la pianificazione strategica (Sme Rodina)
Considerato a lungo il presunto futuro ministro dei Trasporti, una nomina cui SaS ha messo il veto, il 38enne Holý è esperto economico di Sme Rodina. Nella sua funzione di vice dovrebbe coordinare la rimozione degli ostacoli legislativi per aumentare la costruzione di appartamenti in affitto, uno degli obiettivi prioritari di Sme Rodina, che prima delle elezioni ha promesso la costruzione di 25.000 alloggi all’anno in affitto a prezzi calmierati. Un progetto che Sulík, ministro dell’Economia, ha descritto come una enorme sciocchezza dal punto di vista economico.

Richard Sulík
Vice primo ministro dell’Economia e ministro dell’Economia (SaS)

Entrato in politica dieci anni fa come nuovo volto, dopo un inizio come consigliere del ministro delle Finanze Ivan Mikloš (2002-2006), Sulík, 52 anni, è stato coautore della riforma fiscale che ha introdotto in Slovacchia l’imposta forfettaria del 19% per tutti i contribuenti (la cosiddetta flat-tax). Successivamente ha fondato il partito liberale SaS che è entrato subito in Parlamento nel 2010, membro della coalizione di governo (2010-2012) e Sulík presidente del Parlamento. Governo che proprio SaS fece cadere negando la fiducia sul Meccanismo europeo di stabilità, il fondo salvastati. Alle elezioni del 2016 SaS ottenne il secondo posto dopo Smer-SD. Per poco Sulík non è diventato primo ministro. Nel frattempo alcuni membri di rango del partito lo hanno lasciato e le sue preferenze sono scese. Dopo il voto di febbraio Sulík, che si aspettava numeri migliori, ha dovuto accontentarsi. Voleva le Finanze, ma avrà l’Economia, tema che potrà trattare anche come primo vice premier.

Branislav Gröhling
Ministro della Pubblica Istruzione (SaS)

Di Partizánske, 45 anni, è alla sua seconda legislatura. Gran parte della gente non lo considera un politico ed esperto, ma piuttosto un parrucchiere. In realtà, è coproprietario di una catena di saloni di parrucchieri a Bratislava, di cui è stato a lungo amministratore delegato. Laureato in Giurisprudenza, si è occupato anche di diversi progetti non profit e di formazione professionale. Nel 2016 era candidato alle elezioni con SaS, di cui è diventato vice e gradualmente anche il principale esperto del partito nel settore dell’istruzione.

Ivan Korčok
Ministro degli Affari esteri ed europei (SaS)

Korčok, 55 anni, attuale ambasciatore della Slovacchia negli Stati Uniti. Da quasi trent’anni in diplomazia, nei ranghi del ministero degli Esteri slovacco sotto diversi ministri. Anche il nuovo governo di Matovič continua la tradizione, rotta solo con Dzurinda (2010-2012) di nominare a capo degli Esteri un diplomatico. Korčok, forse non così noto al pubblico, ha iniziato come segretario presso l’ambasciata a Bonn, in Germania, e nel 1999 è diventato vicecapo della missione slovacca presso la NATO. Tre anni dopo è stato segretario di Stato presso il ministero degli Affari esteri, dal 2005 al 2015 è stato ambasciatore presso l’UE, prima in Germania poi a Bruxelles. Nel 2016 è di nuovo segretario di Stato agli Esteri, e diventa il plenipotenziario del governo per la presidenza slovacca del Consiglio dell’UE, dal 1° luglio al 31 dicembre di quell’anno. In seguito, mentre il ministro Miroslav Lajčák fu nominato presidente dell’Assemblea delle Nazioni Unite, incarico durato dodici mesi dal settembre 2017, viste le lunghe e frequenti assenze del titolare per gli impegni a New York egli divenne praticamente ministro.

Veronika Remišová
Vice primo ministro dello Sviluppo regionale e degli investimenti (Za ľudí)

Veronika Remišová, 43 anni, è stata eletta la prima volta con il partito OĽaNO nel 2016, in cui rimase fino al giugno 2019 come capogruppo parlamentare. Poi uscì dal partito e si unì alla nuovsa formaziona dell’ex presidente Andrej Kiska, Za ľudí, fatto che è stato a lungo oggetto di frizione tra i due leader politici. È stata una delle deputate più attive non solo del suo partito ma di tutto il Parlamento e si è guadagnata una reputazione di combattente convinta contro la corruzione. Grazie a lei sono stati portati alla luce molti casi di corruzione, che lei ha costantemente messo alla berlina.

Mária Kolíková
Ministro della Giustizia (Za ľudí)

Conosciuta principalmente come mano destra dell’ex ministro della Giustizia Lucie Žitňanská, che l’ha portata con sé nel 2016 come segretario di Stato dopo averla già nel 2006 nominata direttore del Centro di assistenza legale. Avvocato, 43 anni, il nome di Kolíková era già stato fatto quando, due anni fa, si dovette nominare il successore della dimissionaria Lucia Žitňanská. Alla fine si scelse una nomina politica, e ministro divenne Gabor Gál (Most-Hid). Nell’agosto 2018 Kolíková ha deciso di lasciare il ministero e si è ritirata a vita privata. L’anno successivo è entrata nel nuovo partito Za ľudí. Laureata in Giurisprudenza, fin dall’inizio della carriera ha sostenuto la difesa dei diritti umani, argomento che ha anche trattato come avvocato.

(Fonte Aktuality.sk)

Foto FB/Olano
Foto prezident.sk

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.