Aggiornamento COVID-19: sono 186 i positivi in Slovacchia fino a lunedì 23 marzo alle 20:00

Oggi, fino alle 14:00, è stato aggiunto un altro paziente con diagnosi confermata di COVID-19, portando a 186 il numero totale di ammalati del nuovo coronavirus. Nel weekend si erano aggiunti una cinquantina di casi a quelli già noti. Si tratta di un carcerato di un istituto di pena slovacco in cui il medico ha ordinato misure anti-epidemiche immediate. Il carcerano infetto, il primo finora, è stato trasportato in un ospedale carcerario a Trenčin.

Quasi un terzo dei casi totali è stato registrato a Bratislava. Una mappa interattiva disponibile sul sito del ministero degli Interni mostra la posizione geografica di tutti i positivi confermati. La maggior parte dei pazienti ha una forma lieve del contagio, e sono solo 35 le persone ricoverate in ospedale. Due sono in terapia intensiva ma senza necessità di ventilazione polmonare assistita. Al momento non sarebbero stati segnalati casi di pazienti guariti, e nemmeno di morti, sebbene una donna di 84 anni sia morta “con” il coronavirus. Dopo l’autopsia i medici hanno stabilito che la morte era dovuta a infarto cardiaco.

Oggi l’Alleanza slovacca dei medici di medicina generale (i medici di base) ha invitato il nuovo governo a fornire immediatamente dispositivi di protezione individuale e disinfettanti in quantità sufficiente per i medici di medicina generale e infermieri, notando l’attuale mancanza di questi materiali nei loro ambulatori medici dove si recano ogni giorno decine di pazienti. «Non possiamo sapere chi può essere positivo e diffondere il coronavirus», ha dichiarato l’organizzazione.

Anche migliaia di farmacisti e infermieri continuano a svolgere il proprio lavoro pur riscontrando gravi carenze di articoli per proteggersi dal coronavirus. Organizzazioni di farmacisti hanno sottolineato che oltre duemila tra medici e farmacisti non potranno tenere aperte tutte le farmacie se la situazione non migliorerà. Molti medici e decine di paramedici sarebbero finiti in quarantena già nei primi giorni dell’epidemia di coronavirus, perché non in grado di proteggersi dall’infezione ma anche per errori nel trattare i pazienti senza troppe precauzioni. Nei giorni scorsi diversi ospedali – Bratislava-Ružinov, Banská Bystrica, Bojnice e Trenčin – hanno dovuto mettere in quarantena parte del loro personale dopo che sono entrati in contatto con pazienti o colleghi infetti.

La clinica di ginecologia e ostetricia dell’Ospedale universitario di Ružinov a Bratislava è stata riaperta oggi dopo che un medico che vi lavora è risultato positivo per l’infezione da coronavirus. Altri due medici che hanno continuato a lavorare nella clinica senza dispositivi di protezione, dopo il ritorno da stazioni sciistiche in Italia, sono alla fine risultati negativi.

Domenica sera il nuovo ministro della sanità Marek Krajči (OĽaNO) ha annunciato che l’Autorità di salute pubblica (UVZ) è riuscito a garantire un ordine per 10.000 kit di test per il rilevamento diretto del virus che può bastare per altri dieci giorni dopo la fine delle scorte attuali. Secondo lui sarebbe bene testare più persone, ma è importante gestire in maniera saggia lo stock esistente.

Secondo il primo ministro Igor Matovič (OĽaNO) la Slovacchia ha attualmente a disposizione 13.000 kit di tamponi e dovrebbe acquisirne altri 19.000 nei prossimi giorni. Il governo vuole aumentare il numero di persone sottoposte a test di dieci volte, fino a 3.000 al giorno, ha detto oggi Matovič, ipotizzando che potrebbe essere possibile acquistare 200.000 kit nei prossimi giorni. Le autorità cercheranno nel frattempo di ottenere diversi kit di test secondo un protocollo usato dall’OMS e dalla virologa ceca Sona Pekova, che hanno partecipato a una videoconferenza con l’Autorità di salute pubblica slovacca lunedì mattina.

Le banche consentono ai clienti che hanno difficoltà finanziarie di posticipare i pagamenti delle rate mensili dei loro prestiti per un periodo da 1 a 6 mesi senza penalità. I clienti dovranno presentare una richiesta alla propria banca che valuterà la situazione e deciderà se posticipare tutte o solo una parte delle rate mensili.

Solo i cittadini slovacchi e gli stranieri con residenza temporanea o permanente in Slovacchia possono entrare nel paese. Tutti gli slovacchi che sono tornati nei giorni scorsi e che torneranno nei prossimi dall’estero con l’aiuto del ministero degli Affari esteri slovacco dovranno osservare la quarantena obbligatoria presso strutture statali come Gabčikovo, Liptovský Ján o Donovaly e verranno sottoposti a test per il COVID. Se questi sono negativi i cittadini verranno lasciati andare a casa dove comunque dovranno continuare l’isolameno di 14 giorni a domicilio.

Le catene di vendita al dettaglio in Slovacchia hanno deciso di installare plexiglass protettivi presso le casse dei loro negozi. Tra i primi ad annunciare la mossa è stata Lidl, che farà l’installazione in oltre mille banchi cassa per proteggere i cassieri dal rischio di infezione. Lo stesso si farà nei 150 punti vendita di Billa e nei 70 di Kaufland. All’ingresso di quasi tutti i negozi è stato apposto un avviso che è permesso l’ingresso solo a chi indossa una mascherina o si protegge naso e bocca con sciarpe o altre protezioni. Raccomandato anche l’uso di guanti e il pagamento con carte contactless.

Il ministero degli Esteri slovacco al momento non sarebbe in grado di raccogliere dati sul numero di slovacchi infetti da coronavirus all’estero I dati messi a disposizione dai diversi paesi indicano solo il numero di infetti ma non la loro nazionalità, spiega il ministero. I media austriaci hanno riferito all’inizio di marzo di una famiglia di quattro slovacchi (due adulti e due bambini) messa in quarantena nella casa di campagna nel villaggio austriaco di Kittsee, al confine con la Slovacchia. Famiglia che poi avrebbe presumibilmente provocato il contagio a una insegnante di scuola materna a Bratislava e da lì a diversi altri addetti della scuola. Il ministero degli Esteri sarebbe a conoscenza di uno slovacco malato negli Emirati Arabi Uniti.

Il ministero della Salute ha esortato nei giorni scorsi gli slovacchi a «non abusare della linea di emergenza 155», perché «usando in modo improprio questo servizio si può mettere in pericolo la vita di chi è nel bisogno». La linea telefonica di emergenza 155, sottolinea il ministero, «non è una linea informativa». Si deve chiamare il 155 solo se la salute e la vita di qualcuno sono a rischio. «In caso di domande o suggerimenti importanti sul coronavirus, NON contattare il 155 ma le linee telefoniche attive 24 ore su 24 messe a disposizione dall’Autorità di salute pubblica» a livello centrale e regionale.

L’Istituto statale slovacco per il controllo delle droghe (ŠÚKL) chiede ai cittadini cautela nell’utilizzo dei kit di autotest per il coronavirus acquistati onlineSi tratta di cosiddetti dispositivi medici diagnostici in vitro (IVD) che sono soggetti a regolamentazione e certificazione sia nell’UE che in Slovacchia. In ogni caso, per essere affidabili i risultati di tali kit devono essere certificati e confermati da un test ufficiale. Prima di acquistarli andrebbe verificata la presenza sull‘imballaggio esterno di informazioni sul produttore o il suo rappresentante autorizzato nell’UE, la marcatura CE e le istruzioni per l’uso anche in lingua slovacca.

Un aereo con un milione di maschere chirurgiche per il viso e 100.000 kit di test rapidi per coronavirus è atterrato all’aeroporto di Bratislava giovedì proveniente dalla Cina, il cui carico è stato distribuito in base alle disposizioni dei ministeri degli Interni e della Salute. Un altro aereo dalla Turchia dovrebbe atterrare in queste ore.

Il termine per la presentazione delle dichiarazioni fiscali per i contribuenti – sia persone fisiche che società e imprese individuali – è stato prorogato al 30 giugno. Come deciso dal governo la scorsa settimana, chi presenterà le dichiarazioni entro giugno e pagherà di conseguenza anche l’imposta non sarà sanzionato.

Una analisi dell’Istituto di politica sanitaria del ministero della Salute prevede che l’infezione da coronavirus in Slovacchia dovrebbe raggiungere il picco in 110 giorni (nel mese di giugno). Per allora, con le misure di prevenzione attuali in vigore, circa il 10% della popolazione del paese sarà stata infettata. Secondo le stime potrebbero essere ricoverate circa 24.000 persone, un ottavo delle quali (circa 3.200) necessiteranno di cure intensive.

A seguito di un decreto governativo in vigore da lunedì 16 marzo tutti i negozi in Slovacchia sono chiusi per un periodo di 14 giorni, ad eccezione di punti vendita alimentari, farmacie, edicole, e poche altre eccezioni. Aperti anche uffici postali, banche, servizi di pulizia, officine di riparazione auto, alcune mense e pompe di benzina.

Dal 16 marzo è in vigore una situazione di emergenza sanitaria in diversi ospedali del paese. Due giorni dopo lo stato di emergenza è stato allargato all’intero sistema sanitario in Slovacchia. L’emergenza permette «di spostare personale medico, materiale o attrezzature da un ospedale all’altro con garanzia di certezza e senza possibilità di rifiuto» da parte delle strutture sanitarie. Tutte le strutture ospedaliere hanno cancellato ogni intervento chirurgico programmato non urgente.

Dal 13 marzo erano partite altre misure, dopo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, erano state prese le prime misure, che includevano:

– la chiusura di tutte le scuole in Slovacchia per 14 giorni fino al 27 marzo.
– la chiusura di tutti e tre gli aeroporti internazionali (Bratislava, Poprad e Košice).
– la limitazione dei trasporti internazionali di passeggeri (autobus e treno). RegioJet e Slovak Lines avevano annunciato la sospensione del servizio sulle rotte verso la Repubblica Ceca, Vienna, Hainburg e Budapest. La compagnia ferroviaria slovacca ha sospeso il traffico internazionale di passeggeri.
– la chiusura dei parchi di divertimento, i centri benessere e fitness e le stazioni sciistiche.
– controlli ai valichi di frontiera da venerdì 13 marzo.
– la chiusura dei piccoli valichi di frontiera. Qui la lista.

A chi viola la quarantena (qui come funziona) vengono comminate multe di 1.650 euro, e una possibile denuncia.

Da questo mercoledì anche il laboratorio della sede regionale di Trenčin dell’Autorità di salute pubblica farà test per il coronavirus, insieme ai centri di Bratislava, Banská Bystrica e Košice. Tra pochi giorni dovrebbe cominciare anche l’Accademia delle scienze di Bratislava.

(La Redazione)

Foto MZSR

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