Il nuovo governo alla prova del coronavirus. Matovič: “non ci sono test a sufficienza”

L’epidemia di coronavirus che ha colpito anche la Slovacchia è l’attuale priorità del governo nato sabato. Oggi pomeriggio si terrà una seduta del consiglio dei ministri che si occuperà della questione, e che farà seguito a riunioni di crisi all’interno dei singoli ministeri. Sulla base delle sue raccomandazioni il governo potrebbe adottare ulteriori misure per aiutare a rallentare la diffusione dell’infezione, come orari fissati a livello nazionale per la spesa degli anziani nei supermercati, una misura già decisa da diverse catene individualmente, e la possibilità di introdurre un obbligo generale di indossare maschere facciali all’aperto.

Già nella sessione inaugurale del consiglio dei ministri di sabato il nuovo governo ha iniziato a indagare sull’attività dell’ente statale Riserve materiali di Stato (SSHR), che si sta occupando del reperimento di materiali urgenti per affontare il coronavirus dal punto di vista sanitario. Matovič ha da subito puntato il dito sull’ente, dicendo che intende sapere come ha proceduto per garantire equipaggiamento protettivo specialmente per gli ospedali e gli operatori sanitari, e annunciando una sua visita presso la sua sede già domenica mattina alle 8:00 per incontrare il suo capo Kajetan Kicura.

Dopo l’incontro con Kicura il premier ha detto che non gode della sua fiducia, e che oggi ne chiederà la rimozione, oltre a inviare alle autorità di contrasto informazioni su quelle che sono definite operazioni contro l’interesse dello Stato e dei suoi cittadini, aggiungendo che il figlio ventenne del direttore ha acquistato pochi giorni fa due costosi appartamenti nel centro storico della capitale mentre il padre firmava contratti di decine di milioni con aziende di nuova costituzione per l’acquisto di dispositivi di protezione per il personale sanitario. Leggendo dai media, ha detto il premier, sembra che la risposta di SSHR all’emergenza sia stata lenta e non adeguata alla situazione: «hanno iniziato a ordinare mascherine e altre attrezzature solo dopo lo scoppio della crisi del coronavirus», ha detto, e per di più gli acquisti sono stati fatti a prezzi molto più alti di quelli di mercato. Dopo una visita personale presso i magazzini di SSHR, il primo ministro ha osservato che l’ente statale ha effettuato un acquisto di apparecchi medici che il ministero della Salute non ha ordinato e di cui non ha bisogno. Secondo Matovič gli ospedali slovacchi potrebbero ricevere gli articoli di protezione necessari entro dieci giorni. Dopo le sue dichiarazioni, il procuratore generale Jaromír Čižnár ha chiesto oggi al capo dell’Ufficio degli appalti pubblici (ÚVO) Miroslav Hlivák di esaminare immediatamente le informazioni relative all’acquisto di articoli e attrezzature medici da parte di SSHR.

Parlando poi domenica al programma “V politike” del canale televisivo TA3, Matovič ha detto che vuole fare più test per il COVID-19 di quanto fatto finora. Il problema è che la Slovacchia ha pochi kit di test. E non ha escluso che il governo prenderà ulteriori misure precauzionali per prevenire la diffusione del virus, sottolineando che le misure dovrebbero essere le stesse ovunque in Slovacchia. I negozi di alimentari, in ogni caso, non chiuderanno. Ha poi criticato il suo predecessore Peter Pellegrini, dicendo che secondo lui non aveva un piano per quando il numero dei positivi sarebbe notevolmente cresciuto. Non ha fatto programmi a medio termine di acquisto di materiali protettivi, e le operazioni del governo precedente nell’emergenza sono state tenute segrete, soprattutto il fatto che non ci sono test a sufficienza, ha detto Matovič.

Parlando, sempre domenica, al programma “Na telo” di TV Markíza, il neo primo ministro ha ammesso che accetterebbe volentieri aiuto sotto forma di personale medico e dispositivi di protezione da paesi in cui l’epidemia è già passata, come la Cina. La Slovacchia ha attualmente 450 ventilatori polmonari, se ne arrivassero da paesi che non ne hanno bisogno sarebbero i benvenuti. E la peggior sorpresa è stata apprendere che sono disponibili oggi in Slovacchia soltanto 3 mila kit di laboratorio per il test del coronavirus. È importante esaminare le persone che non hanno sintomi per verificare la loro positività al COVID-19 prima che la diffondano, ha affermato. Ha sottolineato la necessità di comunicare con l’opinione pubblica in modo aperto e diretto e spiegare quello di cui il paese ha bisogno per passare la crisi. In caso di necessità, Matovič ha ammesso che si potrebbe posticipare (di un anno o due) il pagamento della tredicesima per le pensioni, un provvedimento deciso dall’ex maggioranza negli ultimi sgoccioli di legislatura e che costerà allo Stato oltre 400 milioni di euro. Vista la situazione, la gente capirebbe, ha detto.

(Red)

Foto MZ SR

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