La Grande Recessione prossima ventura. Una realtà sempre più evidente

Soffia un vento sempre più freddo sull’economia mondiale a mano a mano che l’onda dell’epidemia da Coronavirus si allarga da Oriente a Occidente. E ora lo spettro di una grande recessione si fa di giorno in giorno realtà, nelle previsioni degli economisti. Unica incertezza: la dimensione delle conseguenze.

All’inizio di marzo l’OCSE aveva pubblicato una valutazione degli impatti del Covid-19 sull’economia mondiale, prevedendo due scenari, uno in cui l’epidemia rimaneva  confinata alla Cina e il secondo invece, peggiore, con una diffusione a livello pandemico. A distanza di due settimane, questa seconda previsione è l’unica a rimanere valida.  Si prevede cioè che il Pil mondiale si riduca dell’1,5% rispetto alle previsioni di fine 2019, portando la crescita mondiale all’1,3%.  Questo ad oggi.

La maggior parte del calo del Pil deriverebbe dagli effetti diretti della riduzione della domanda, dell’accresciuta incertezza e della riduzione dei prezzi azionari e delle commodity. Il commercio si contrarrà di circa il 3¾ per cento nel 2020, colpendo le esportazioni in tutte le economie. Il tutto senza considerare gli effetti deflazionistici a catena determinati dal crollo della domanda globale.

Analisi che sembrano in effetti suscettibili di essere riviste al ribasso. I primi segnali dell’impatto del COVID-19 sull’economia cinese, che potrebbe essere preso come benchmark per ciò che potrebbe accadere in altre economie, sono peggiori di quanto inizialmente previsto. Le indagini sul settore manifatturiero e dei servizi in Cina sono scese ai minimi storici a febbraio, le vendite di automobili si sono ridotte dell’80% e le esportazioni sono diminuite del 17,2% a gennaio e febbraioGli analisti hanno rivisto nettamente al ribasso le stime della crescita cinese, con molti che ora prevedono un calo del Pil nel primo trimestre e una crescita intorno al 3% su base annua, contro il 6% Delle previsioni di inizio d’anno.

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Foto Nicolas Noonan CC0

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