Lajčák sul rientro degli slovacchi all’estero: da domani autobus anche dall’Italia

Ritornando sulla questione degli slovacchi all’estero che vogliono rientrare in patria, oggi in conferenza stampa sia il premier Pellegrini che il ministro degli Esteri Lajčák hanno ribadito a gran voce che laddove è fattibile i cittadini devono cercare di organizzarsi da soli, e avvicinarsi quanto più è possibile al territorio della Slovacchia per facilitare l’operazione. E che chi nei giorni scorsi è andato in vacanza su spiagge esotiche o a giocare a golf non è la priorità di questo governo in questo momento. Anche se sono capaci di amplificare la loro voce attraverso i media, dovranno aspettare, ha detto il ministro.

Nei giorni scorsi i cittadini all’estero rimasti bloccati per le cancellazioni di voli, autobus e treni internazionali erano stati invitati a contattare le proprie ambasciate per fare una mappa complessiva di dove si trovano le persone e studiare un piano di rimpatrio. Secondo il ministero potrebbero essere fino a 200 mila i cittadini in queste condizioni. Finora il ministero ha ricevuto domande da 1918 persone in diversi continenti che vogliono tornare in patria. La priorità, ha confermato il ministro, verrà data a minori, donne in gravidanza, uomini d’affari e studenti.

Il governo sta già lavorando a predisporre decine di viaggi per il recupero dei propri cittadini. Il trasporto in autobus, con 157 mezzi disponibili per un totale di 8mila posti, sarà gratuito, ma per i voli in aereo i passeggeri dovranno pagare perché tutti gli aerei governativi sono al momento occupati a portare in Slovacchia materiale sanitario urgente, e per i voli passeggeri lo Stato deve utilizzare compagnie aeree commerciali.

Ad oggi il rimpatrio è stato effettuato per oltre 100 persone dall’Austria, più di 30 persone dall’Ungheria, di circa 80 persone dalle Isole Canarie in collaborazione con il governo ceco e altre dieci dal Marocco in collaborazione con l’Austria. Domani, giovedì 19 marzo, saranno spediti autobus in Italia e Svizzera, e anche nei prossimi giorni si faranno trasporti di persone da Francia, Italia, Slovenia, Croazia e altri paesi.

Tutti coloro che arriveranno in Slovacchia dovranno andranno nelle strutture di quarantena del ministero degli Interni fino a quando non verranno sottoposti al test per il coronavirus COVID-19. Se risulteranno negativi potranno continuare il periodo di 14 giorni di isolamento obbligatorio a domicilio. Questo è già successo per le prime quaranta persone arrivate a Gabčíkovo, che sono già state rilasciate e hanno potuto fare ritorno alle loro famiglie. Non esiste, ha detto chiaramente il ministro, che qualcuno rifiuti il ricovero in quarantena garantito dallo Stato adducendo ragioni quali la necessità di una dieta speciale. Non ci sono eccezioni, le regole ci sono e tutti devono sottostarvi.

Un riferimento è stato fatto a un trasporto organizzato martedì dove si è effettuato un trasbordo da un autobus magiaro a uno slovacco per persone provenienti dall’aeroporto di Budapest, concordato con il governo ungherese. Nell’operazione metà dei passeggeri sono fuggiti insieme alle famiglie che li attendevano al confine, facendo perdere le loro tracce, e quindi evitando la quarantena sorvegliata, e la polizia ha dovuto intervenire. Il resto delle persone è stata portata al centro di quarantena di Gabčíkovo.

Una novità è quella per le persone di cittadinanza slovacca che vivono nelle aree di confine ungheresi. Dopo la chiusura dei confini decisa da Budapest l’altro ieri è stata accordata una ripresa del traffico frontaliero locale dalla mattina di domani 19 marzo. I cittadini che vivono in Ungheria a meno di 30 chilometri dal confine possono entrare in Slovacchia senza l’obbligo di quarantena.

(Red)

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