Ferrovia a scartamento largo dalla Russia ancora in stand-by

Il destino del progetto ferroviario russo è aperto, scrive il quotidiano Sme di Venerdì. Il nuovo Governo slovacco sembrerebbe non voler sostenere il progetto russo di una linea ferroviaria a scartamento largo attraverso la Slovacchia, e la nuova analisi del piano appena realizzata non dovrebbe cambiare la sua posizione.

Sulla base delle analisi della società tedesca Roland Berger, la costruzione della ferrovia a scartamento largo da Kosice a Vienna, in Austria, dovrebbe costare 6,300 miliardi di euro, e dare lavoro a 11.000 persone. La costruzione dei terminali necessari per il trasbordo delle merci avrà un costo di ulteriori 25 milioni di euro. Inizialmente, era stato stimato che il progetto avrà un costo di circa 4 miliardi. Le analisi hanno mostrato che il progetto «è giuridicamente e tecnicamente realizzabile». Non è tuttavia chiaro quale Paese ne trarrà il maggior profitto economico.

«Noi intendiamo commentare i risultati delle analisi fino alla fine di Gennaio», ha detto il portavoce del Ministero dei Trasporti Martin Krajcovic. La risposta slovacca alla Russia doveva essere data in Ottobre, ma il Ministro Jan Figel si era preso ancora tempo prima di prendere una decisione, non avendo ancora ricevuto i risultati di uno studio che doveva essere presentato a metà di quel mese, spostando la data della risposta a metà Dicembre. A mettere a rischio una positiva risposta slovacca è soprattutto lo stato delle finanze del Paese, il cui bilancio oggi non permette di lanciarsi in avventure così costose.

Lo studio serviva ad analizzare il potenziale rendimento economico e le finanze necessarie per il progetto, insieme con l’impatto sulle infrastrutture circostanti e sul livello degli investimenti. L’impresa dovrebbe essere co-finanziata da Slovacchia, Austria, Ucraina e Russia, ed è volta ad accelerare lo scambio di merci tra Europa e Asia (i binari ferroviari dell’area ex-Unione Sovietica, infatti, sono a scartamento largo, mentre quelli dell’Europa centro-occidentale sono a scartamento stretto). I lavori di costruzione dovrebbero essere inizialmente coperti da investimenti privati, e gli Stati coinvolti dovrebbero rimborsarli spalmati su più anni.

La questione era stata rinfrescata dalla visita a Bratislava a fine Settembre del presidente delle ferrovie russe, Paese che sta spingendo perché sia adottata questa soluzione al più presto, permettendo ai convogli russi di arrivare così fino a Vienna.

(La Redazione)

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*