Radicova: il rafforzamento dell’EFSF deve essere prima discusso a livello nazionale

L’accordo scritto che è stato raggiunto oggi dai leader dell’UE in occasione del vertice di Bruxelles non afferma che gli Stati membri dovranno fare tutto il possibile per salvare la zona euro. I leader presenti, infatti, non hanno un mandato dai loro Parlamenti nazionali per avviare una discussione sul rafforzamento del Meccanismo di stabilità finanziaria (EFSF), ha detto il Primo Ministro Iveta Radicova dopo la seduta del Consiglio Europeo.

«Per una decisione del genere, avrei dovuto comunicare a livello di Parlamento e di Governo», ha detto la Radicova, aggiungendo che una tale opzione è comunque possibile in futuro. «Questa decisione è troppo importante per essere fatta nel corso di un breve incontro tra Primi Ministri senza un mandato che gli permetta di rappresentare in toto il proprio Paese. Non prenderò tali decisioni [senza l’ok del Parlamento]», ha detto.

La Radicova ha confermato gli accordi stipulati dai leader UE di creare un Meccanismo permanente di crisi nel 2013, che sostituirà l’EFSF, con qualche aggiustamento al Trattato di Lisbona e con il rafforzamento del Patto di stabilità e crescita. I nuovi meccanismi di controllo permetteranno di avviare meccanismi di sanzione anche prima che il deficit di un Paese superi il limite consentito del 3% del PIL.

«Appena il monitoraggio della situazione macroeconomica, compresa la valutazione di debito pubblico e deficit, indicano che, pur con un disavanzo inferiore al 3%, un Paese si sta muovendo nella direzione sbagliata… sarà possibile adottare provvedimenti e misure», ha detto la Radicova. Anche le spese legate alle riforme delle pensioni saranno prese in considerazione, ma solo se il debito complessivo del Paese non supera la soglia del 60% del PIL.

(Fonte TASR)

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