Come li vediamo? I manager stranieri visti dagli occhi degli slovacchi

Differenze culturali (foto dall'Arabia Saudita) di A. Cole

Differenze culturali (fotografate in Arabia Saudita da A. Cole)

Proponiamo un simpatico articolo tratto dal quotidiano slovacco Hospodarske Noviny, che tratta di un argomento che può interessare gli imprenditori italiani presenti in questo Paese. Come gli slovacchi vedono gli stranieri, in particolare i manager delle società straniere che hanno investito in Slovacchia. Visti con gli occhi di chi ci ha lavorato alle dipendenze, giorno per giorno, ombre e luci. Ovviamente si tratta di punti di vista individuali, ma che danno un poco l’idea delle differenze e dello scontro culturale – a volte, per carità, positivo – tra soggetti nati e vissuti in Paesi anche molto diversi. L’articolo ci pareva già carino così, non abbiamo aggiunto nulla nemmeno al paragrafo “Italia”.

Corea del Sud – Mangiano dal tuo piatto

Molti associano i dirigenti di provenienza coreana agli esercizi mattutini e a regole senza senso. In realtà questo è un popolo molto laborioso che ha un incredibile senso di responsabilità, e pertanto lo richiede anche ai propri dipendenti. «Se vi assegnano un lavoro, è da fare possibilmente subito, al massimo entro domani», racconta Julia, ex operaia alla Samsung. Ai coreani non interessa il fatto che in Slovacchia alcune cose non possono essere ottenute altrettanto celermente quanto in patria. Anche sul luogo di lavoro è possibile sentire il loro rispetto per le persone anziane, ma in alcuni casi ciò rende difficile la comunicazione. «Gli anziani hanno automaticamente ragione e non si discute», aggiunge Julia. D’altro canto, però,sono molto amichevoli con i propri subordinati. Si interessano delle loro famiglie oppure in caso di cene aziendali vanno di tavolo in tavolo e discutono con il personale. Alcune differenze culturali però sono subito chiare a prima vista. «Quando mi sono trovata con loro per la prima volta a pranzo, abbiamo ordinato, io ho preso il mio piatto e me lo sono messa davanti, mentre loro hanno messo i propri in mezzo e senza problemi hanno mangiato anche dal mio piatto. Più tardi ho imparato che è normale», concude Julia.

Stati Uniti – Decidono e sanno vendere

Gli europei si dice che lavorino per vivere e gli americani vivono per lavorare. Se il vostro capo viene dagli Stati Uniti dovete essere preparati al fatto che tutto sarà focalizzato principalmente sui risultati. Non saranno molto attenti a come lo si fa, ma vorranno vedere i risultati del proprio lavoro. Molto dipende dalla personalità del direttore, ma gli americani in generale usano prendere decisioni importanti in maniera autonoma. «Mi è successo di aver commentato la decisione completamente senza senso del mio capo americano, e la sua risposta è stata che per prendere decisioni bastava lui e che io dovevo semplicemente eseguire», dice Gabika, che ha lavorato per americani sia all’estero che in Slovacchia. Se si è pazienti e si riesce a comunicare bene le proprie proposte, per lo più anche i leader autorevoli sono disposti a modificare le proprie decisioni. Proprio la presentazione e la capacità di vendere se stessi sono tradizionalmente i punti di forza degli americani, ed è quanto richiedono dai propri subordinati. Pertanto in società internazionali dirette da americani si producono lunghi rapporti sul proprio lavoro.

Germania – “Sindacalisti” con l’accento sul dettaglio

I luoghi comuni che vogliono i tedeschi organizzati e ordinati, nonchè puntuali, corrispondono a realtà. Quindi, potete scordarvi una carriera nelle società tedesche, se si vive più uno stile “mediterraneo” e si ama la libertà. Quindi, cos’è che caratterizza una società tedesca? «La puntualità, la precisa organizzazione strutturale, la chiara divisione di competenze e l’attenzione ai dettagli», ha dichiarato Peter, che lavora in una società del settore automobilistico, controllata da un’azienda tedesca. Fortunatamente, non dovete attendervi uno shock culturale. «La cultura tedesca, così come la loro cultura del lavoro, è molto vicina a quella slovacca. Non ho quindi avuto nessun problema di integrazione. Il vantaggio è, ovviamente, la conoscenza della lingua tedesca», spiega Peter. «Lo svantaggio può essere a volte la troppa organizzazione e burocrazia, che possono rallentare il processo. Alcune persone non sentono il bisogno di rispettare con attenzione i dettagli tipici tedeschi, ma si tratta piuttosto di una questione individuale. «Tuttavia, in una società di questo tipo troverete quasi sicuramente un forte programma sociale, che potete soltanto sognare con datori di lavoro slovacchi. In Germania c’è una comunicazione intensa tra i datori di lavoro ed i sindacati, così i rappresentanti dei lavoratori nel nostro Paese hanno una parola forte».

Paesi Bassi – Sono risparmiosi, ma non giocano a fare le autorità

Birrerie, banche, società di produzione. Anche l’olanda ha la sua quota di attività in Slovacchia, oltre ai giganti economici come Germania o Stati Uniti. Se si sceglie di lavorare in una società con capitale proveniente dal Paese dei tulipani, dovreste sapere come gestire in maniera più economica il denaro. «Si dice che ciò che viene buttato dallo scozzese, viene raccolto dall’olandese», dice Ema che ha diversi anni di esperienza in una di queste imprese con sede a Bratislava. «L’enfasi è posta sull‘efficienza e ogni euro speso deve essere realmente giustificato. A volte ciò può sembrare tirato per i capelli agli occhi di uno slovacco», spiega Ema. D’altra parte, sono davvero persone senza problemi, ben lontani dall’essere freddi robot. «Quando eravamo in situazioni difficili, il mio capo ha sempre detto una cosa magica o esilarante che ha creato un‘atmosfera rilassata», dice. Gli Olandesi sono immediati, a causa della cultura cosmopolita che hanno a casa, e a differenza degli slovacchi sono molto tolleranti e “non giocano” a fare le autorità. L’esempio migliore è stato il campionato di calcio di quest’anno, per esempio. «Tutti erano vestiti di arancione, tifavano e si divertivano insieme, indipendentemente dal fatto che qualcuno fosse manager o amministratore della società», dice Ema.

Francia – Orari di lavoro flessibili

Il paradosso della cultura aziendale è il fatto che i suoi confini non sono ben definiti. Poi accade che sul posto di lavoro si verifichino equivoci più o meno grandi, che non dipendono nemmeno tanto dalla cultura d’impresa in sé, ma piuttosto dalle differenze culturali tra le Nazioni. Le incomprensioni sul luogo di lavoro, derivanti dalla natura delle due lingue, sono state vissute anche da Rastislav, che ha lavorato in una compagnia automobilistica francese. Gli sembrava che in slovacco ci sia la tendenza a parlare più informalmente, il che in determinate circostanze ed in altre culture può essere visto come irrispettoso. «Noi non siamo sgarbati, penso che sia soltanto perchè lo Slovacco ha un minor numero di frasi di cortesia rispetto alle altre lingue», spiega Branislav. In secondo luogo, forse la differenza più evidente tra i francesi e gli slovacchi è l‘orario di lavoro con cui si scaglionano le attività di lavoro durante il giorno. Nell’ambiente di lavoro francese è visto come una virtù non rispettarlo, che si manifesta con uscite in ritardo anche sostanziale dell‘uscita dal posto di lavoro. Ciò distrae gli Slovacchi che sono specializzati nella suddivisione dei compiti in maniera tale da non rimanere sul luogo di lavoro per un tempo inutilmente lungo, ad eccezione delle emergenze. «Gli Slovacchi hanno pause pranzo o altre attività non lavorative incomparabilmente più corte rispetto ai francesi», spiega Rastislav. Anche in occasione delle riunioni, gli slovacchi vogliono venire subito a delle conclusioni che consentano, oltre a stabilire la data delle prossime riunioni, anche ad altri risultati più tangibili che possano mandare avanti l‘azienda. Per i Francesi non è sempre così. Poi è necessario convocare riunioni supplementari, che prendono tempo.

Italia – Risolvere tutto con un veloce caffè

Informalità, spontaneità e zelo. Queste sono le tre parole che meglio caratterizzano lo stile italiano di gestione e lavoro. «Le date sono rispettate dai tedeschi, dalle società slovacche e anche da quelle italiane. La differenza è nella modalità di realizzazione», spiega Branislav, che lavora in una grande compagnia energetica in Italia. L’azienda italiana scrive il piano, lo approva, ma inizierà a lavorare su di esso a „cinque minuti alle dodici”. (modo di dire Slovacco che equivale a „l’ultimo minuto“ NdR). «E lo si fa spontaneamente e con molto entusiasmo. L‘approccio sistematico avviene solo durante la pianificazione, ma non nel lavoro effettivo. Pertanto, gli italiani sono molto bravi nel design, in cui possono scaricare l‘istinto creativo, ma d’altro canto, ad esempio le loro auto hanno avuto in passato una pessima reputazione», prosegue Brano. Gli Italiani prendono il lavoro in maniera molto emotiva, e non capiscono le altre nazioni che necessitano di direttive per tutto. Grande enfasi è posta sul contatto personale, per la maggior parte la gente si da del tu anche in rapporti che in Slovacchia prevederebbero obbligatoriamente darsi del voi». Non risolverete nulla con un’email o con una telefonata ma prendendo un caffè, che bevono in venti secondi, e durante la successiva sigaretta si riuscirà ad organizzare tutto». E dovreste sapere ancora una cosa, qualora decidiate di andare a risolvere qualcosa con un manager italiano sorseggiando un caffè. «Con l’inglese non andrete molto avanti, perché tranne ai livelli professionali più alti, la conoscenza delle lingue non è un punto di forza degli abitanti della penisola appenninica».

(Fonte HN)

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