Slovacchia e Italia mettono radici in Cina

Orgoglio di Italia e Slovacchia all’Esposizione di Shanghai 2010. Tenutasi dal 1° Maggio al 31 Ottobre, l’Expo mondiale dagli occhi a mandorla ha toccato la cifra record di oltre 73 milioni di visitatori, anche se buona parte proveniente dai vicini Paesi orientali. Tema principe è stata la riflessione sulle problematiche che affliggono il pianeta come l’inquinamento, la fame e le malattie, unita alla gestione di spazi urbani sempre più popolosi. Da qui il titolo “Una città migliore, una vita migliore” che ha ispirato e messo a paragone le 192 Nazioni partecipanti e le 48 organizzazioni internazionali che hanno ideato e installato padiglioni di grande impatto.

La Slovacchia ha presentato un padiglione di mille metri quadrati, disegnato dall’architetto e ingegnere Miroslav Zikmund, costato 3 milioni di euro, che ha saputo attirare l’attenzione di quasi 7 milioni e trecento mila visitatori. La struttura, dal nome “Il Mondo dell’Umanità” ha esibito una facciata ricoperta di scale a chiocciola, a simboleggiare le strade che connettono il passato al futuro. All’interno dell’edificio, immagini e proiezioni ripercorrevano i cardinali momenti storici del Paese, caratterizzando i suoi eventi con danze, musiche e oggetti d’artigianato folklorici. L’eco del pubblico è stata grande e vale la pena ricordare che i rapporti con la Cina hanno radici già solide: è stato proprio un architetto slovacco, Ladislav Hudec, originario di  Banska Bystrica, ad aver progettato nel 1934 il grattacielo più alto dell’Asia, rimasto il più alto edificio di Shanghai fino al 1983. È il Park Hotel, disegnato in stile Art Deco, come voleva la moda dell’epoca.

Anche l’Italia ha proposto all’Expo la sua storia e la sua tradizione. Il padiglione di 3.600 metri quadrati, alto 18 metri, idea dell’architetto Giampaolo Imbrighi, è piaciuto così tanto che è in ballo una compravendita da parte di 23 offerenti pubblici, tutti cinesi, che ne impediranno lo smantellamento (come il regolamento vuole). Il nome dell’edificio era „La città dell’uomo“, in quanto basato sulla filosofia del vivere slow, come già accade nelle province italiane che sono state proposte in versione virtuale dentro l’allestimento. Punto di forza si è rivelata la mostra tematica „L’Italia degli Innovatori“ nella quale sono stati presentati 265 progetti scelti per spirito tecnologico e scientifico. Tra questi c’era una casa viaggiante, fabbricata con materiali riciclabili e con criteri di vivibilità ecosostenibile, e un robot capace di prelevare campioni di cellule dai polmoni anche in presenza di tumori molto piccoli. La mostra ha avuto un successo tale che gli organizzatori hanno intenzione di portare l’iniziativa l’anno prossimo anche in Russia. Il padiglione Italia ha toccato quota oltre sette milioni e mezzo di visitatori, risultando essere tra i più visitati e apprezzati dal pubblico e dalla critica.

(Katia Montresor)

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