Simoncic (Sario): gli incentivi non risolveranno tutto

A seguito dell’insediamento del nuovo CEO Robert Simoncic, il 6 Dicembre, all’Agenzia per lo sviluppo degli investimenti e del commercio Sario, di cui abbiamo dato conto nei giorni scorsi, vi riportiamo una parte dell’intervista che Simoncic ha concesso al portale webnoviny.sk. Nel dialogo Simocic spiega come mai è stato riconfermato al vertice di Sario con concorso pubblico dal nuovo Ministero dell‘Economia guidato dal liberale Juraj Miskov (Libertà e Solidarietà / SaS), dopo essere stato nominato a Giugno dal passato Governo a guida Smer, ed essere stato licenziato repentinamente da Miskov in Agosto.

«Ho preparato, assieme a dei consulenti di rilievo, una strategia su come far diventare Sario un’agenzia di fama internazionale, e come farne una vetrina della Slovacchia», ha detto Simoncic, lasciando intendere che questo ha fatto una certa impressione sui funzionari del Ministero. Secondo lui, l’Agenzia «dovrebbe essere uno dei principali componenti della motrice economica del Paese. Senza ulteriori investimenti esteri non è possibile la crescita economica. Per me è importante che questa agenzia nel suo futuro rappresneti uno dei motori dell’economia Slovacca».

Robert Simoncic spiega cosa intende fare in queste prime settimane in Sario, citando «compiti concreti, programmi e progetti che vanno realizzati gradualmente». E ritiene che bisogna rivoltarne la struttura «affinchè sia più flessibile. Bisogna modificare alcuni processi ed aggiungerne di nuovi come per esempio la cura sistematica degli investitori già esistenti. È importante anche l’introduzione di una collaborazione maggiore con le Camere di Commercio ed altre organizzazioni». E prosegue dicedo che «bisogna sicuramente proseguire e puntare su quanto è stato fatto di buono, non bisogna criticare tutto, ci sono molti elementi di valore in Sario. Di sicuro bisognerà cercare altri professionisti e credo che sia importante anche creare una rete di collaboratori esterni che creino una sorta di canale di immissione di potenziali investitori».

Riguardo agli incentivi agli investimenti, Simoncic dice che «dal 20 al 25% degli imprenditori sono in Slovacchia per via degli incentivi, dunque il resto sono qui per qualche altro motivo. Gli incentivi sono solo qualcosa in più, che dovrebbero essere garantiti solo per gli investimenti realmente strategici, che sono estremamente importanti per noi. Non bisogna vedere gli incentivi come qualcosa che risolve tutto. Il Paese deve essere attraente anche senza incentivi». Richiesto sulla strategia di questo Governo per quanto riguarda gli incentivi, ha detto che «il Ministero dell’Economia sta lavorando con esperti indipendenti alla creazione del nuovo sistema di incentivi. Credo che per l’inizio dell’anno nuovo le regole saranno chiare».

Si parla da tempo di attirare investimenti ad alto valore aggiunto, dice l’intervistatore, ma come si deve fare?.  Simoncic ride, «questa è una domanda da un milione di dollari. Se la risolvessi in un minuto allora avrei concluso il mio lavoro». Poi torna serio, e dice «è un obiettivo serio, dobbiamo mappare la nostra situazione, in particolar modo sulla ricerca e sviluppo, capire quali sono i team di eccellenza, perchè una moltitudine di cose in Slovacchia sono relativamente all’avanguardia. […] Serve anche guardare le storie andate a buon fine senza averle cercate. Ci sono investitori che in principio hanno delocalizzato il montaggio, poi hanno introdotto le loro tecnologie ed ora realizzano qui la ricerca e lo sviluppo. Ci sono quindi casi favorevoli. Dovremmo cercare di ripeterli. Dobbiamo cercare questi investitori in maniera proattiva». Inoltre, continua, dobbiamo aiutare anche le imprese nazionali, e in prospettiva sarebbe necessario dedicarsi al supporto delle aziende con tecnologia altamente innovativa, aiutandole a sfondare sui mercati esteri».

Sui parchi industriali, non pochi dei quali sono sottoutilizzati, e alcuni sono andati quasi deserti, Simoncic dice che non è una buona idea partire dai parchi per cercare investitori. Piuttosto il contrario, « prima trovare l’investimento e poi cercare le località. Di certo nel breve periodo si favoriranno gli investimenti nell’est del Paese, perchè ci sono regioni effettivamente più deboli economicamente».

Simoncic ha detto di avere incontrato, nei due mesi di direzione dell’Agenzia la scorsa estate, investitori da vari Paesi, Giappone, Stati Uniti, Italia fra gli altri. Anche cinesi, ma la Cina, dice, è molto complicata. «Noi non siamo in grado di produrre cineserie, serve avere partner in Cina che ci aprano le porte. Gli investimenti dalla Cina saranno in aumento nei prossimi anni. C’è molta disponibilità di denaro. Sono venuti in Slovacchia un paio di imprese interessate, ma non ritengo che ne uscirà un investimento. In ogni caso, gli investimenti cinesi arriveranno in Europa anche senza andarli a cercare. Dobbiamo essere preparati con qualche programma» adatto a loro.

Infine, l’intervista ha toccato il tema degli investimenti nel turismo slovacco. «Qui è importante una buona collaborazione con l’Agenzia per il turismo (Sacr). Credo che questo ambito abbia un grande potenziale», ha detto Simoncic. «Basta guardare la vicina Austria. Ci sono tante cose che andrebbero impacchettate in una bella offerta  che solleciti l’interesse degli investitori».

Robert Simoncic, 53 anni, si è laureato all’Università Tecnica Slovacca (STU) in Informatica. In questo campo ha conseguito anche un riconoscimento scientifico. Terminati gli studi ha iniziato a lavorare all’Istituto per le tecnologie di calcolo dell’STU. Dal 1988 si è trasferito negli Stati Uniti dove ha lavorato nel campo IT. A partire dal 1994 ha iniziato a dedicarsi alle consulenze manageriali e commerciali. Ha lavorato in PriceWaterhouseCoopers e IBM. Negli anni 2001-2008 è stato CEO di Microsoft Slovakia. Nel 2008 è diventato direttore regionale per Microsoft Dynamics CEE in Europa centro orientale. È stato anche Presidente della Camera di Commercio degli Stati Uniti (AmCham) in Slovacchia, e del Consiglio Europeo delle Camere di Commercio Americane, fino a quando è stato nominato direttore di SARIO nel Giugno scorso.

(Fonte webnoviny, La Redazione)

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